16 maggio 2026: il nostro team building

Funzioniamo meglio insieme non è solo una frase. È qualcosa che si respira ogni giorno nel nostro lavoro.

In una splendida giornata di maggio, tra natura, buon cibo, sport e relax, abbiamo lasciato per un attimo cancelli, installazioni e portoni industriali per vivere qualcosa di diverso.

Tra sfide a squadre al Minigolf Selvino Sport, immerso nel verde con il suo percorso da 18 buche, e un pranzo all’Agriturismo Alle Baite nel cuore dell’Alta Valle Brembana, abbiamo condiviso risate, leggerezza e spirito di squadra.

Sono momenti così che ci ricordano quanto le persone facciano davvero la differenza.

Automazione & Sicurezza è un’azienda di famiglia, cresciuta nel tempo insieme a chi ogni giorno contribuisce al suo lavoro. Esperienze diverse, generazioni diverse e competenze che si intrecciano continuamente.

Ed è proprio questa la parte che conta di più: dietro ogni installazione, ogni progetto e ogni intervento tecnico, c’è sempre un gruppo di persone che collabora, si supporta e costruisce qualcosa di concreto.

E forse è proprio questo il nostro modo di funzionare meglio: insieme.

Su Instagram raccontiamo ogni giorno il nostro lavoro: seguici per scoprirlo.

Manutenzione ordinaria dei portoni industriali: obblighi di legge e normative di riferimento

La manutenzione ordinaria dei portoni industriali nei luoghi di lavoro non è una semplice buona prassi, ma un obbligo normativo previsto dalla legislazione vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro.All’interno di capannoni industriali, magazzini, centri logistici e siti produttivi, porte e portoni industriali devono essere considerati a tutti gli effetti attrezzature di lavoro. Il loro corretto funzionamento incide direttamente su:
  • accessibilità e gestione degli ambienti,
  • continuità operativa delle attività aziendali,
  • rispetto delle normative di sicurezza,
  • tutela della salute dei lavoratori.
Una manutenzione regolare e documentata consente di:
  • garantire la sicurezza degli accessi e delle vie di esodo
  • evitare fermi produttivi e sanzioni,
  • assicurare la conformità alle disposizioni di legge
  • prevenire infortuni e incidenti sul lavoro

Manutenzione ordinaria e straordinaria dei portoni industriali

manutenzione ordinaria dei portoni industrial
La manutenzione ordinaria dei portoni industriali comprende tutte le attività programmate e periodiche necessarie a mantenere il portone in condizioni di sicurezza ed efficienza nel tempo. La manutenzione straordinaria, invece, riguarda interventi non programmabili, come riparazioni, sostituzioni o riqualificazioni dovute a:
  • guasti improvvisi
  • malfunzionamenti
  • usura o deterioramento di componenti meccanici, elettrici o strutturali
Entrambe sono fondamentali per garantire la sicurezza degli impianti e la conformità normativa.

Frequenza della manutenzione dei portoni industriali

La frequenza degli interventi di ispezione e manutenzione deve essere stabilita in base a quanto indicato nel manuale di uso e manutenzione del produttore. In assenza di indicazioni specifiche, si applica la seguente periodicità:
  • almeno una volta all’anno per portoni industriali ad apertura manuale
  • almeno due volte all’anno per portoni industriali motorizzati o automatizzati

Manutenzione ordinaria dei portoni industriali manuali

Gli interventi di manutenzione ordinaria sui portoni industriali manuali comprendono:
  • controllo visivo di cerniere, guide e guarnizioni,
  • verifica del corretto funzionamento delle chiusure,
  • controllo dei fissaggi strutturali,
  • verifica delle forze di azionamento
  • controllo della scorrevolezza del movimento
  • verifica di molle, cavi, catene, guide e rulli.
manutenzione ordinaria dei portoni industrial 2

In che cosa consiste la manutenzione ordinaria dei portoni industriali motorizzati?

Per i portoni industriali motorizzati, oltre ai controlli previsti per quelli manuali, la manutenzione deve includere:
  • verifica dei sistemi di sicurezza (fotocellule, coste sensibili, dispositivi anti schiacciamento)
  • controllo del corretto funzionamento del motore e del quadro elettrico
  • test delle forze di apertura e chiusura
  • verifica del dispositivo di sblocco manuale
I portoni automatizzati sono considerati attrezzature di lavoro a tutti gli effetti e devono essere mantenuti in condizioni di sicurezza costante.

Normativa di riferimento per la manutenzione dei portoni industriali

Il principale riferimento normativo è il D.Lgs. 81/2008, che impone al datore di lavoro l’obbligo di:
  • mantenere in efficienza e sicurezza tutte le attrezzature presenti nei luoghi di lavoro,
  • garantire una manutenzione periodica adeguata e documentata.
La manutenzione ordinaria dei portoni industriali è regolamentata da specifiche normative europee e nazionali, tra cui:
  • La norma UNI EN 13241 definisce i requisiti di sicurezza e prestazione per i portoni industriali, portoni commerciali e portoni da garage. La norma stabilisce criteri relativi alla sicurezza di utilizzo, la resistenza meccanica, i dispositivi di protezione e la corretta installazione e manutenzione
  • UNI EN 12635 specifica le informazioni che il fabbricante deve fornire per garantire una corretta installazione, un funzionamento ed un utilizzo sicuro di porte, cancelli e barriere nelle aree adibite al transito di persone
  • UNI EN 16005 è la norma specifica i requisiti di progettazione e i metodi di prova per porte pedonali motorizzate. Queste possono essere attuate in modo elettromeccanico, elettroidraulico, elettromagnetico e pneumatico. La norma riguarda la sicurezza in uso delle porte pedonali motorizzate usate sia in normali ingressi che in vie di fuga e come porte tagliafuoco e di protezione per il fumo

Registro di manutenzione e documentazione obbligatoria

Gli interventi di manutenzione dei portoni industriali devono essere:
  • eseguiti da personale qualificato,
  • documentati e tracciabili.
Automazione e Sicurezza: partner specializzato nella manutenzione ordinaria e straordinaria dei portoni industriali.
 
Affidarsi a un’azienda specializzata è essenziale per garantire conformità normativa, sicurezza degli impianti e continuità operativa.
 
Automazione e Sicurezza opera nel settore della manutenzione ordinaria e straordinaria di porte e portoni industriali, offrendo:
  • interventi programmati e personalizzati,
  • tecnici qualificati e costantemente aggiornati,
  • documentazione completa e conforme alle normative vigenti,
  • soluzioni su misura per ogni tipologia di portone.

Bonus Sicurezza 2026: detrazione fino al 50% per i sistemi di sicurezza

La sicurezza di casa, del condominio o dell’azienda non è solo una scelta di tranquillità, ma anche un investimento intelligente. Con il Bonus Sicurezza 2026, è possibile migliorare la protezione degli immobili beneficiando di una detrazione fiscale fino al 50% sulle spese sostenute per l’installazione o l’aggiornamento dei sistemi di sicurezza.Approfondiamo insieme come funziona il Bonus Sicurezza, quali interventi rientrano nell’agevolazione e perché può essere il momento giusto per agire.

Cos’è il Bonus Sicurezza 2026

Il Bonus Sicurezza rientra nel più ampio quadro delle agevolazioni fiscali legate alla casa e consente di detrarre dall’IRPEF una parte delle spese sostenute per interventi che aumentano il livello di protezione contro furti, intrusioni e accessi non autorizzati. Il grande vantaggio di questo incentivo è che non richiede una ristrutturazione edilizia: è sufficiente che l’intervento sia finalizzato al miglioramento della sicurezza dell’immobile. 2

Quali interventi sono agevolabili

Il Bonus Sicurezza 2026 è valido per numerosi sistemi e soluzioni di protezione, tra cui:
  • Allarmi e sistemi antifurto, cablati o wireless
  • Videocamere di sorveglianza e impianti TVCC
  • Sistemi di controllo accessi, videocitofoni e automazioni
  • Porte blindate, serrature di sicurezza e grate antieffrazione
  • Recinzioni, cancelli e cancelli automatici
Tutti questi interventi hanno un obiettivo comune: ridurre il rischio di intrusioni e aumentare il controllo degli accessi.

Quanto si può detrarre

Per il 2026 l’agevolazione resta in vigore con una detrazione fiscale IRPEF del 50% per la prima casa o del 36% per gli altri immobili, con una spesa massima di 48.000€ per unità immobiliare (seconda casa o altri immobili non adibiti a residenza principale). Per accedere al bonus è fondamentale che:
  • i pagamenti siano tracciabili (bonifico parlante);
  • la documentazione fiscale venga conservata correttamente;
  • gli interventi siano chiaramente riconducibili al miglioramento della sicurezza.

Perché conviene investire adesso nella sicurezza

Sfruttare il Bonus Sicurezza significa:
  • aumentare la protezione di casa o azienda;
  • migliorare comfort e controllo quotidiano;
  • valorizzare l’immobile nel tempo;
  • recuperare parte dell’investimento grazie alla detrazione fiscale.
Un sistema di sicurezza moderno non è solo una barriera contro i furti, ma anche un elemento di serenità per chi vive o lavora negli spazi protetti.

Ti affianchiamo in ogni fase del percorso

Partendo da una consulenza personalizzata per comprendere al meglio le esigenze specifiche di ogni cliente, progettiamo un sistema su misura, studiato nei minimi dettagli, e ci occupiamo dell’installazione in modo professionale e sicuro. Inoltre, ti forniamo tutto il supporto necessario per accedere correttamente alle detrazioni fiscali previste. Che si tratti di un’abitazione privata, di un condominio o di un’attività commerciale, analizziamo ogni contesto per offrire soluzioni affidabili, funzionali e pienamente conformi alle normative vigenti.

Contattaci per tutte le informazioni su come procedere:

02 95300645 automazioneesicurezza@gmail.com Investire nella sicurezza oggi significa proteggere il futuro, con un vantaggio fiscale concreto.

Porte automatiche ridondanti: sicurezza, normative e vantaggi

Prima di addentrarci nel tema degli ingressi automatici ridondanti, è utile capire il funzionamento di una porta automatica in generale.

Una porta automatica si attiva grazie a un sensore di movimento che rileva la presenza di una persona in avvicinamento. Il sensore consente l’apertura automatica della porta, che si richiude pochi secondi dopo il passaggio. Non è necessario spingere o tirare l’anta, evitando così il contatto manuale e migliorando igiene e comfort.

Le porte automatiche sono soluzioni sicure, intuitive e facili da utilizzare, adatte a qualsiasi tipologia di ingresso, sia in ambienti pubblici che privati.

Perché installare una porta automatica?

L’installazione di una porta automatica offre numerosi vantaggi:

  • Ottimizzazione degli spazi e riduzione degli ingombri
  • Risparmio energetico, grazie al mantenimento della temperatura interna e alla riduzione della dispersione di calore in inverno e di aria fresca in estate
  • Facilità di utilizzo e adattabilità a ogni tipo di ingresso, garantendo la massima sicurezza durante la movimentazione
  • Eliminazione delle barriere architettoniche, migliorando l’accessibilità per tutti
  • Gestione dell’apertura tramite utilizzo di un badge

Nell’ambito degli ingressi automatici, il termine “ridondante” indica un sistema progettato per continuare a funzionare anche in caso di guasto di uno dei suoi componenti principali, garantendo così un livello superiore di sicurezza, affidabilità e continuità operativa.

Questo significa che una porta automatica ridondante è dotata di più dispositivi di sicurezza e di comandi indipendenti, che si attivano di default qualora il sistema principale non sia operativo. Questo garantisce l’apertura del varco in ogni condizione, anche in situazioni di emergenza come in caso di mancanza di corrente o malfunzionamenti.

Le porte automatiche ridondanti sono ingressi motorizzati progettati soprattutto per ambienti ad alta affluenza e per le situazioni in cui è indispensabile assicurare un’uscita sempre libera e sicura, come:

  • centri commerciali
  • ospedali e strutture sanitarie
  • hotel e strutture ricettive
  • edifici pubblici
  • aziende e siti industriali
  • vie di fuga ed uscite di emergenza

Funzionamento in caso di emergenza

In condizioni normali, la porta funziona come un classico ingresso automatico.

In caso di anomalia, invece, entrano in funzione i sistemi ridondanti:

  • batterie di soccorso NiMH (Nichel-metallo idruro) costantemente monitorate, dotate di capacità doppia o tripla rispetto a batterie standard di pari dimensioni, con minore effetto memoria che garantiscono l’apertura anche in mancanza di corrente
  • secondo motore ausiliario, che assicura l’apertura delle ante
  • ante che rimangono aperte fino alla risoluzione del problema e finché l’anomalia non viene risolta

Normative di riferimento per gli ingressi automatici ridondanti

Gli ingressi automatici ridondanti rientrano nel quadro normativo più ampio che disciplina le porte automatiche pedonali motorizzate. La ridondanza non è una norma a sé stante, ma un requisito progettuale richiesto o fortemente raccomandato dalle normative sulla sicurezza funzionale.

EN 16005 – Sicurezza delle porte automatiche pedonali

La norma EN 16005 è il principale riferimento tecnico per la sicurezza delle porte automatiche pedonali in Europa.

Stabilisce i requisiti per:

  • protezione delle persone da rischi di schiacciamento, urto, cesoiamento
  • corretto utilizzo di sensori di sicurezza
  • comportamento del sistema in caso di guasto o anomalia

In particolare, la norma richiede che i sistemi di sicurezza siano fail-safe, ovvero progettati in modo tale che un guasto non comporti situazioni pericolose.

È in questo contesto che la ridondanza diventa fondamentale: la duplicazione di sensori, circuiti o funzioni di controllo garantisce che la porta rimanga sicura anche se un componente smette di funzionare.

EN 16361 – Norma di prodotto per porte pedonali motorizzate

La EN 16361 è la norma armonizzata di prodotto che consente la marcatura CE delle porte pedonali automatiche.

Definisce:

  • requisiti prestazionali
  • caratteristiche meccaniche ed elettriche
  • criteri di sicurezza e affidabilità

Anche in questo caso, i sistemi ridondanti contribuiscono a soddisfare i requisiti di sicurezza e continuità operativa previsti dalla norma.

Direttiva Macchine 2006/42/CE

Gli ingressi automatici sono considerati a tutti gli effetti macchine. Per questo devono rispettare la Direttiva Macchine 2006/42/CE, recepita in Italia.

La direttiva impone:

  • analisi dei rischi
  • adozione di misure di sicurezza adeguate
  • progettazione che tenga conto di guasti prevedibili

La ridondanza dei componenti critici (sensori, centraline, dispositivi di sicurezza) è una delle soluzioni più efficaci per ridurre i rischi residui.

Un unico partner per tutti i tuoi ingressi automatici

Automazione & Sicurezza Srl è specializzata nella progettazione, installazione e manutenzione di ingressi automatici, sia tradizionali che ridondanti, per ambienti pubblici, privati, commerciali e industriali.

Affidarsi a professionisti del settore significa garantire sicurezza, continuità di servizio e rispetto delle normative.

Per maggiori informazioni o per richiedere una valutazione tecnica, il nostro team è a disposizione.

Contattaci

Cancello autoportante: la soluzione scorrevole senza guida a terra

Il cancello autoportante è una delle soluzioni più evolute e affidabili per la chiusura di accessi residenziali, industriali e commerciali. Sempre più richiesto per la sua efficienza, robustezza e facilità di utilizzo, rappresenta un’alternativa moderna ai cancelli scorrevoli tradizionali.

Perché sceglierlo

Il cancello autoportante è un cancello scorrevole privo di guida a terra: la sua struttura è sostenuta lateralmente da carrelli portanti fissati su una fondazione in cemento, che permettono al cancello di scorrere in modo fluido rimanendo sollevato dal suolo.

Cancello Autoportante AutomazioneSicurezza Articolo Blog 1

Questo significa che:

  • non ci sono binari a pavimento;
  • il passaggio rimane sempre libero;
  • non si accumulano sporco, foglie, ghiaccio o detriti.

È una soluzione particolarmente indicata in contesti dove il terreno non è perfettamente livellato o dove le condizioni ambientali rendono poco pratici i cancelli tradizionali.

Come funziona

Il funzionamento del cancello autoportante si basa su un sistema a sbalzo:

  • la struttura del cancello è più lunga rispetto alla luce di passaggio;
  • una parte “di compensazione” resta sempre all’interno della proprietà;
  • i carrelli portanti sostengono il peso e garantiscono stabilità durante lo
    scorrimento.
Cancello Autoportante AutomazioneSicurezza Articolo Blog 3

Il movimento può essere manuale, per contesti a basso utilizzo, o automatico, con motorizzazione elettrica, ideale per abitazioni, aziende e accessi ad alto traffico, e integrabile con sistemi di controllo accessi o domotica.

Quando il cancello autoportante è la soluzione ideale

Il cancello autoportante è tra le scelte più affidabili in molti contesti:

  • su terreni irregolari o in pendenza, dove una guida a terra
    sarebbe problematica;
  • in aree industriali o commerciali, con passaggi frequenti
    di veicoli;
  • in zone soggette a sporco, sabbia, fango o neve;
  • in contesti residenziali moderni, dove si cerca un design
    pulito e funzionale.
Cancello Autoportante AutomazioneSicurezza Articolo Blog 2

È particolarmente indicato anche per cancelli di grandi dimensioni, grazie alla sua capacità di sostenere carichi elevati senza compromettere la stabilità.

Materiali e design

Coordinato con recinzioni, cancelli pedonali e accessi esistenti, il design del cancello è studiato per garantire coerenza estetica con le altre chiusure, per un unico progetto che valorizza l’intero spazio esterno. Possono essere realizzati in diversi materiali, a seconda delle esigenze estetiche e funzionali:

  • acciaio zincato, per la massima resistenza;
  • alluminio, leggero e a bassa manutenzione;
  • strutture modulari personalizzabili per stile e
    dimensioni.

Manutenzione ridotta e sicurezza avanzata

Uno dei grandi punti di forza del cancello autoportante è la manutenzione minima nel tempo.
L’assenza della guida a terra elimina una delle principali cause di usura e malfunzionamento dei cancelli scorrevoli tradizionali, spesso soggetti a sporco, detriti, ghiaccio o dislivelli del terreno. Il risultato è un sistema più affidabile, con movimenti sempre fluidi e minori interventi di manutenzione ordinaria.

Dal punto di vista della sicurezza, il cancello autoportante rappresenta una soluzione estremamente efficace, soprattutto se abbinato a tecnologie moderne come:

  • sistemi di controllo accessi, per gestire ingressi
    autorizzati in modo preciso;
  • dispositivi antischiacciamento, a tutela di persone e
    veicoli;
  • fotocellule e sensori di sicurezza che monitorano l’area
    di passaggio;
  • automazioni certificate, conformi alle normative vigenti.

Proprio per questo, il cancello autoportante è una scelta sicura e affidabile sia in contesti residenziali, sia per chiusure aziendali, capannoni industriali e spazi commerciali.

Progetti su misura

Non esistono due ingressi uguali. Per questo ogni cancello autoportante viene progettato su misura,
valutando attentamente lo spazio disponibile, il contesto architettonico, la frequenza di utilizzo e il livello di automazione richiesto.

Dalla fase di analisi alla realizzazione finale, il nostro team segue ogni progetto in modo completo, proponendo soluzioni personalizzate, funzionali e affidabili nel tempo.

Stai progettando un nuovo ingresso o devi rinnovarne uno esistente? Contattaci per una consulenza dedicata.

Motorizzazione integrata: la nuova generazione di VEPA Automatiche

Le VEPA automatiche (Vetrate Panoramiche Amovibili) rappresentano l’evoluzione tecnologica delle vetrate panoramiche, progettate per offrire il massimo comfort e una gestione intelligente degli spazi esterni.

Si tratta di sistemi senza telaio portante, completamente trasparenti, dotati di movimentazione motorizzata verticale, ideale per contesti residenziali e commerciali ad alta frequentazione.

VEPA automatiche: come funzionano davvero

A differenza delle VEPA tradizionali manuali, le VEPA automatiche funzionano tramite scorrimento verticale dei pannelli in vetro.

I moduli salgono e scendono in modo fluido, silenzioso e sincronizzato, grazie a un motore elettrico integrato nella struttura.

Il sistema consente:

  • apertura totale o parziale della vetrata;
  • regolazione precisa dell’altezza dei pannelli;
  • massima continuità visiva verso l’esterno.

VEPA automatiche vs VEPA tradizionali

Rispetto alle versioni manuali, le VEPA automatiche offrono vantaggi concreti:

  • Movimentazione verticale motorizzata: i pannelli scorrono verso l’alto o verso il basso, eliminando qualsiasi sforzo manuale.
  • Controllo intelligente: apertura e chiusura tramite pulsante a parete, telecomando o integrazione con sistemi domotici.
  • Movimento sincronizzato e sicuro: tutti i pannelli si muovono in modo coordinato, garantendo stabilità, sicurezza e un risultato estetico ordinato.

Queste caratteristiche rendono le VEPA automatiche particolarmente adatte a ristoranti, bar, hotel e strutture ricettive, dove rapidità di utilizzo e affidabilità sono fondamentali.

Funzionalità avanzate e design minimale

Le VEPA automatiche permettono di:

  • mantenere massima luminosità naturale grazie al vetro completamente trasparente;
  • migliorare comfort termico e acustico;
  • gestire facilmente grandi superfici vetrate;
  • integrare sistemi di sicurezza e automazione senza impatto visivo.

Il risultato è uno spazio elegante, moderno e sempre pronto all’uso, in qualsiasi stagione.

Normativa e detrazioni fiscali

Anche le VEPA automatiche rientrano tra gli interventi di edilizia libera (art. 6, comma 1, D.P.R. 380/2001 del Testo unico dell’Edilizia), purché:

  • siano amovibili;
  • non creino nuovi volumi chiusi;
  • non modifichino la destinazione d’uso;
  • garantiscano micro-aerazione naturale;
  • rispettino le linee architettoniche esistenti.

L’intervento può beneficiare della detrazione IRPEF del 50% fino a 96.000 € per unità immobiliare fino al 31/12/2025 (48.000 € dal 2026), secondo quanto previsto dall’art. 16-bis del TUIR.

Perché scegliere VEPA automatiche

  • Comfort immediato: apertura e chiusura con un semplice comando
  • Tecnologia avanzata: gestione smart degli spazi
  • Design pulito e panoramico
  • Valore aggiunto per immobili e attività commerciali

Le VEPA automatiche permettono di trasformare qualsiasi spazio esterno in un ambiente confortevole tutto l’anno, con un’estetica moderna e funzionale.

Contattaci per tutte le informazioni e realizzare insieme il tuo progetto.

MADE Expo 2025

 

Ci vediamo a MADE Expo 2025! Vieni a trovarci e richiedi il tuo biglietto omaggio*.

Dal 19 al 22 novembre saremo presenti a Fiera Milano Rho: vi aspettiamo per presentarvi ufficialmente il nostro nuovo brand Recinzioni&Design e raccontarvi tutte le novità del settore.

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Scopri le nostre soluzioni e novità dal vivo:
Il tornello FAAC, una soluzione moderna e funzionale per la gestione degli accessi in ambienti residenziali, aziendali e pubblici.
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La nostra filosofia aziendale, che coniuga design, affidabilità e tecnologia all’avanguardia.

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Norme europee per installazioni di cancelli e chiusure motorizzate

Norme europee per installazioni di cancelli e chiusure motorizzate | Automazione & Sicurezza

Norme Europee installazione e manutenzione di cancelli e chiusure motorizzate.

Le norme Europee per installazione e manutenzione di cancelli e chiusure motorizzate sono la EN 12453 e la EN 12445 (datate novembre 2000), tali norme hanno sostituito la vecchia normativa italiana UNI 8. Queste due norme definiscono le caratteristiche tecniche ed operative che deve avere il sistema automatizzato per prevenire eventuali rischi legati a La norma UNI EN 12453, tratta il problema dell’analisi dei rischi associati al funzionamento della macchina, cioè alla apertura e chiusura automatizzata. È la vera norma base per gli aspetti di sicurezza delle chiusure motorizzate, fissando requisiti di installazione che tengono conto di quanto richiesto dalle Direttive Europee. Questa norma UNI EN 12453, affronta il problema dell’analisi dei rischi associati al funzionamento della macchina, e nello specifico alla apertura e chiusura automatizzata. La UNI EN 12453, per quanto riguarda la parte elettrica, divide la parte dell’automazione (motore e azionamento), dalla parte esterna (pedane, fotocellule, barriere, bordi sensibili, lampeggiante, postazione di comando a uomo presente, cablaggi, etc). Tutti i dispositivi esterni devono rispondere alla norma CEI EN 60204-1, relativa alla sicurezza degli equipaggiamenti elettrici delle macchine. La parte di automazione, invece deve rispondere alla norma CEI EN 60335-1 sulla sicurezza degli apparecchi elettrici d’uso domestico e simili, integrata dalle richieste della UNI EN 12453.

Norme Europee per installazione e manutenzione di cancelli e chiusure motorizzate: Art. 4

Nell’articolo 4 della norma, vi sono elencati i possibili pericoli associati al funzionamento automatizzato della chiusura, considerando sia gli utilizzi corretti che impropri della macchina/cancello:
  1. pericoli di schiacciamento, cesoiamento o convogliamento
  2. pericolo di impatto o urto
  3. pericoli legati all’automazione
  4. pericoli di sollevamento delle persone (chiusure con movimento verticale)
  5. pericoli di intrappolamento
  6. pericoli provocati da guasti dispositivi di sicurezza
  7. pericoli di superamento dei limiti dell’anta
  8. pericoli che si presentano durante la movimentazione manuale della chiusura
La norma UNI EN 12445, si occupa dei metodi di prova da applicare ai cancelli per dimostrarne la conformità ai requisiti richiesti dalla UNI EN 12453. Nello specifico questa norma tratta le modalità con cui devono essere effettuate le prove per ottenere l’evidenza di una corretta installazione, cioè di come verificare la conformità degli apparati di sicurezza della norma UNI EN 12453. Altra importante prova sviluppata dalla UNI EN 12445 è quella relativa alle procedure di valutazione di conformità dei rilevatori di presenza. È obbligatorio rispettare le Norme Europee UNI EN 12453 – UNI EN 12445?
  • Queste due norme, sono norme volontarie come lo sono anche le norme CEI. Non esistono sanzioni per chi non rispetta le norme volontarie, mentre esistono per chi non rispetta le Direttive Europee, ma il rispetto di queste normative consente di dichiarare la presunzione di conformità alle Direttive Europee.
Sono previsti dei controlli alle installazioni di porte/cancelli automatici da parte delle autorità?
  • In tutti gli ambienti soggetti al D.Lgs 626/94 le autorità competenti hanno la facoltà di effettuare controlli.
Come si deve comportare l’installatore nel momento in cui è chiamato a riparare un cancello esistente messo in funzione prima dell’entrata in vigore delle norme europee?
  • Può effettuare la riparazione senza l’obbligo di adeguare l’impianto alle nuove norme europee. È vivamente consigliato proporre al proprietario del cancello motorizzato e/o all’amministratore del condominio, l’adeguamento dell’impianto alle recenti Normative Europee.
  • Nel caso l’impianto non risponda ai requisiti di sicurezza e salute dettati dalla Direttiva macchine in base allo stato dell’arte riferito alla data di installazione del cancello, la riparazione può aver luogo solo dopo l’adeguamento dell’impianto alla Direttiva macchine ed alle norme attualmente vigenti.
Se non c’è un contratto di manutenzione, chi è il responsabile del cancello automatico?
  • Chi effettua la manutenzione è responsabile del proprio lavoro come stabilito dal contratto di manutenzione e secondo le indicazioni del costruttore. Se, contrariamente a quanto stabilito dal costruttore, non viene fatta manutenzione, il proprietario e/o l’amministratore del cancello risponde degli eventuali danni causati dal malfunzionamento.
Contattateci per le vostre richieste di installazione e manutenzione di cancelli e chiusure motorizzate.

Finanziamento agevolato per l’automazione delle chiusure

Finanziamento agevolato per l'automazione delle chiusure | Automazione & Sicurezza

L’automazione delle chiusure è la soluzione ideale per aumentare la sicurezza e l’efficienza della tua casa o azienda. Che si tratti di portoni sezionali, cancelli automatici o garage, le soluzioni moderne offrono vantaggi unici in termini di praticità e protezione. Ma, sebbene il valore di queste soluzioni sia evidente, a volte l’investimento iniziale può sembrare un ostacolo. Ecco perché, con i nostri finanziamenti agevolati, realizzare il tuo progetto di automazione è più facile e conveniente che mai.

Finanziamenti agevolati con rata personalizzabile
Grazie ai nostri finanziamenti agevolati, non dovrai rinunciare alla sicurezza che desideri. Questi finanziamenti ti permettono di scegliere la rata mensile che meglio si adatta al tuo budget, senza pensieri per i tassi di interesse elevati. Potrai decidere la durata del piano di pagamento e pianificare con tranquillità un investimento che, a lungo termine, migliorerà la tua vita quotidiana, con una soluzione sicura e all’avanguardia.

Sicurezza e automazione su misura
Ogni cliente ha esigenze diverse, e la nostra offerta di automazione delle chiusure è pensata proprio per adattarsi a tutte. Che tu stia cercando un portone sezionale elegante e sicuro per la tua abitazione o un sistema di chiusura automatica per la tua azienda, abbiamo la soluzione su misura per te. I nostri impianti sono progettati per durare nel tempo, offrendo non solo funzionalità, ma anche un aspetto moderno e raffinato.

Vantaggi del finanziamento agevolato
I finanziamenti agevolati ti permettono di ottenere una soluzione automatizzata senza dover affrontare oneri economici troppo gravosi. La possibilità di personalizzare la rata mensile ti offre la libertà di scegliere quanto e come pagare. Grazie alla flessibilità, potrai concentrarti sui vantaggi che l’automazione ti offre, come una maggiore sicurezza, efficienza e comfort, senza preoccuparti di costi eccessivi.

Facilità di accesso e assistenza personalizzata
Richiedere informazioni e ottenere un preventivo personalizzato è semplice e veloce. Il nostro team è a tua disposizione per assisterti durante tutto il processo, rispondendo a ogni tua domanda e aiutandoti a scegliere la soluzione che meglio si adatta alle tue necessità, sia economiche che pratiche. Ogni passo sarà supportato da una consulenza esperta, per garantire che tu faccia la scelta giusta.

Contattaci per tutte le informazioni e approfitta del finanziamento su misura.

Noi di Automazione & Sicurezza proponiamo soluzioni complete, attraverso un servizio chiavi in mano che comincia con un sopralluogo per verificare gli ambienti e le necessità di ciascun impianto, cura l’intera progettazione, la messa in opera. Ogni soluzione è collaudata e omologata, così da garantire massima qualità nel rispetto alle tue esigenze. Per richieste di sopralluoghi e/o preventivi contattaci al numero 02/95300645, scrivici su automazioneesicurezza@gmail.com o compila il form per essere ricontattato.

Bonus Ristrutturazione e Bonus Sicurezza 2025: vediamo le differenze

Bonus Ristrutturazione e Bonus Sicurezza 2025: vediamo le differenze | Automazione & Sicurezza

Bonus Sicurezza 2025

Il bonus sicurezza rimane confermato per il 2025 con una detrazione fiscale IRPEF del 36% che va ripartita in 10 quote annuali di pari importo su un limite massimo di spesa di 48.000 euro, valido per tutte le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025.
Si tratta un’agevolazione fiscale che si può richiedere anche senza la previsione di una ristrutturazione o di riqualificazione edilizia, rivolta a coloro che intendono eseguire lavori mirati a prevenire furti, effrazioni, atti illeciti e altri rischi legati alla sicurezza domestica e non solo.

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Chi può richiedere il bonus sicurezza?

Il bonus sicurezza può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento dell’Irpef, senza limiti di reddito:

  • proprietario o il nudo proprietario;
  • inquilino o il comodatario;
  • titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • i soci delle società semplici;
  • gli imprenditori individuali, ma solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

Inoltre possono usufruirne, a patto che sostengano le spese, le fatture e i bonifici siano intestati a loro:

  • Il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile;
  • Coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • Convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Per poter beneficiare del bonus sicurezza, tutte le spese devono essere documentate tramite fatture e ricevute di pagamento.  Il pagamento deve essere eseguito obbligatoriamente con metodi tracciabili, in cui siano specificate la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, e codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento.
L’agevolazione si ottiene in fase di dichiarazione dei redditi con la presentazione del modello 730 o del modello Redditi persone fisiche.

Le spese ammissibili sono:

 

Bonus Ristrutturazione 2025

Parliamo ora del bonus ristrutturazione: cosa è cambiato rispetto al 2024?

La Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207 del 30 dicembre 2024), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024, ed entrata in vigore il 1° gennaio 2025, apporta importanti novità al sistema delle agevolazioni fiscali per l’edilizia, la detrazione del 50% resta ma solamente per l’abitazione principale e solo per proprietari o usufruttuari (art 16 bis del Dpr 917/86), su una spesa massima di 96.000€, ripartita in 10 anni.
Mentre la percentuale del bonus ristrutturazione per le seconde case, per i comodatari e affittuari è pari al 36%.
Inoltre, salvo modifiche, dal 2026 la detrazione scenderà al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili.

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Per quali lavori è possibile usufruire del bonus ristrutturazione?

È possibile fruire del bonus ristrutturazioni per i seguenti interventi edilizi:

  • realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, se il box è pertinenziale ad una seconda casa, l’aliquota si riduce al 36%;
  • manutenzione ordinaria (solo per le parti comuni degli edifici condominiali);
  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia.

Chi può richiedere il bonus ristrutturazione?

L’agevolazione è rivolta ai contribuenti soggetti all’Irpef che possiedano o detengano l’immobile sulla base di un titolo idoneo, residenti o meno nel territorio dello Stato e che sostengono le spese di ristrutturazione:

  • proprietari o nudi proprietari: coloro che possiedono la piena proprietà o la nuda proprietà dell’immobile;
  • titolari di diritti reali di godimento: usufrutto, uso, abitazione e superficie;
  • soci di cooperative: cooperative a proprietà divisa (i soci possono beneficiare della detrazione in qualità di possessori) e cooperative a proprietà indivisa (soci possono usufruire della detrazione come detentori, previo consenso scritto della cooperativa);
  • imprenditori individuali, solo per gli immobili non considerati beni strumentali o beni merce;
  • soggetti che producono redditi in forma associata: rientrano le società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti equiparati (es. imprese familiari), alle stesse condizioni degli imprenditori individuali;
  • detentori dell’immobile (locatari e comodatari), se:
    • esiste un contratto di locazione o comodato regolarmente registrato al momento dell’avvio dei lavori;
    • il consenso del proprietario è formalizzato in forma scritta entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui si richiede la detrazione;
  • familiari conviventi: la detrazione spetta al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile. Per familiari si intendono:
    • coniuge;
    • parenti entro il terzo grado;
    • affini entro il secondo grado;
  • la convivenza va dichiarata mediante autocertificazione e deve sussistere al momento di inizio dei lavori;
  • coniuge separato: il coniuge assegnatario dell’immobile, anche se intestato all’altro coniuge, può usufruire della detrazione;
  • conviventi di fatto: la detrazione spetta ai conviventi di fatto dal 1° gennaio 2016, senza necessità di contratto di comodato. La convivenza deve risultare dai registri anagrafici o da autocertificazione;
  • futuri acquirenti, a condizione che:
    • esista un contratto preliminare di vendita registrato.
    • siano state sostenute spese per interventi sull’immobile.
    • l’acquirente sia stato immesso nel possesso dell’immobile e abbia eseguito i lavori a proprio carico.

Come ottenere il bonus per ristrutturazione?

Per ottenere il bonus ristrutturazione 2025, è fondamentale seguire questi passi:

  • presentare la documentazione edilizia al Comune (se necessaria);
  • pagare tramite bonifico parlante;
  • conservare le fatture e i documenti di pagamento;
  • inserire la richiesta nella dichiarazione dei redditi.

Contattaci per tutte le informazioni e approfitta dei Bonus Ristrutturazione e Bonus Sicurezza 2025.

Noi di Automazione & Sicurezza proponiamo soluzioni complete, attraverso un servizio chiavi in mano che comincia con un sopralluogo per verificare gli ambienti e le necessità di ciascun impianto, cura l’intera progettazione, la messa in opera. Ogni soluzione è collaudata e omologata, così da garantire massima qualità nel rispetto alle tue esigenze.
Per richieste di sopralluoghi e/o preventivi contattaci al numero 02/95300645, scrivici su automazioneesicurezza@gmail.com o compila il form per essere ricontattato.

Portoni industriali: cosa sono, a cosa servono, quali sono le tipologie

Portoni industriali: cosa sono, a cosa servono, quali sono le tipologie | Automazione & Sicurezza

Portoni industriali: cosa sono, a cosa servono, quali sono le tipologie

Iniziamo a spiegare che cosa sono i portoni industriali: sono chiusure utilizzate per migliorare la gestione degli ambienti industriali, ad esempio un magazzino o un capannone di piccole/medie dimensioni oppure quando si hanno grandi aperture e in caso di capannoni con architrave ridotta.

Tra le varie caratteristiche ci sono quella relativa alla resistenza al vento,  la resistenza al fuoco, l’isolamento acustico e l’isolamento termico, la rapidità nel movimento di chiusura e apertura facilitando la circolazione degli addetti ai lavori e delle merci. Tutte queste caratteristiche sono fondamentali per rendere ancora più performante, sicura e funzionale la logistica aziendale.

Vediamo quindi quali sono le diverse tipologie di portone industriale, i loro utilizzi con le caratteristiche ed i vantaggi.

Portoni ad avvolgimento rapido

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I portoni industriali rapidi sono sostanzialmente di due tipi.

Porte rapide ad avvolgimento o autoriparabili e porte rapide ad impacchettamento. Sono una tipologia di chiusura con telo pvc autoestinguente avvolgibile o impacchettabile. Vengono progettati  per ambienti industriali in cui avvengono frequenti passaggi di uomini e mezzi oppure lo scarico/carico di merci e prodotti. Le aperture e le chiusure veloci del telo permettono di ridurre al minimo lo scambio termico tra i locali, migliorando sia le condizioni della temperatura e sia l’ umidità dell’aria degli ambienti. Sono  utilizzabili sia all’interno che all’esterno del fabbricato, sono caratterizzati da elevate prestazioni in termini di velocità di apertura/chiusura. Possono essere inserite diverse tipologie di finestrature di varie forme e dimensioni, Il tutto con un elevato grado di sicurezza.

Le porte ad avvolgimento rapido  sono utilizzate in diversi ambiti lavorativi,  in ambito logistico, farmaceutico, officine, autolavaggi, nel settore alimentare, per ambienti refrigerati, nei depositi materie prime, magazzini e locali a temperatura controllata.Sono chiusure industriali certificate, sicure ed affidabili.

Portoni sezionali per chiusure industriali

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Questo tipo di chiusura industriale è costituita da pannelli in sezioni orizzontali, sovrapposti e incernierati tra di loro che permettono un’apertura a scomparsa, muovendosi parallelamente al soffitto e al muro tramite rotelle che scorrono in apposite guide laterali.

Le caratteristiche principali di questi portoni sezionali sono:

  •  pannelli molto robusti, che possono essere anche coibentati, garantendo una maggior efficacia sia agli agenti atmosferici e sia all’azione del vento
  • garantiscono un migliore  isolamento acustico e termico  con un notevole risparmio energetico
  • sono dotati di dispositivi di sicurezza anticaduta, che impediscono la caduta del manto in caso di rottura dei cavi di sollevamento o delle molle di bilanciamento
  • possono essere inseriti dei pannelli con oblò di varie dimensioni e quantità per avere maggiore luminosità

Vengono impiegati in diversi settori industriali,  come centri logistici, officine, magazzini ecc, perchè aprendosi verticalmente permettono di ottimizzare gli spazi interni ed esterni al portone. Un altro importante vantaggio nella scelta di un portone sezionale è l’automazione. In capannoni e/o magazzini dove c’è una movimentazione di merci e prodotti questo garantisce un flusso veloce nel passaggio. Grazie a sistemi di controllo con sensori di sicurezza che rilevano ostacoli durante il passaggio, si possono evitare danni e incidenti.

Portoni industriali a libro

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Questo tipo di chiusura industriale è un serramento a sezioni verticali, costituito da moduli incernierati che ripiegandosi su se stessi permettono di ottimizzare gli spazi, creando un ingombro minimo laterale.Si adattano a differenti contesti  nel settore industriale ad esempio per magazzini, fabbriche e capannoni. Molto utilizzati anche nel settore alimentare  e/o agroalimentare, negli ambiti commerciali. E’ possibile realizzare portoni a libro con larghezza superiore ai 20 metri, molto richiesti in certi ambiti come quelli portuali o aeroportuali.

I maggiori punti di forza di queste chiusura:

  • si aprono lateralmente a 90° o a 180°
  • apertura motorizzata o manuale o automazione a uomo presente
  • ingombri minimi
  • sono coibentati con ottimo isolamento termico
  • sopportano un  elevato grado di resistenza al vento
  • possono essere con guida inferiore  se la dimensione massima in larghezza è di 32  mt e l’altezza  6 metri oppure senza guida inferiore se la dimensione massima è di 12 metri di larghezza per 6 metri di altezza
  • possibilità di inserire una porta pedonale con serratura e maniglione antipanico, oblò e griglie di aerazione
  • garantiscono una lunga affidabilità e durata nel tempo con una manutenzione è ridotta

Normative per i portoni industriali

Innanzitutto sono obbligatorie la marcatura CE e la dichiarazione di prestazione  perchè garantiscono la conformità ai requisiti di sicurezza e prestazioni stabiliti dalla norma tecnica UNI EN 13241-1.

È una Normativa che si occupa dei requisiti richiesti per la sicurezza in materia di chiusure  sia pubbliche che private a funzionamento manuale o motorizzato (senza caratteristiche di resistenza la fuoco), definendo i seguenti requisiti:

  • Tenuta all’acqua
  • Rilascio di sostanze pericolose
  • Resistenza al carico di vento
  • Resistenza termica (se applicabile)
  • Permeabilità all’aria
  • Apertura sicura (solo per portoni a movimento verticale
  • Resistenza meccanica e stabilità
  • Forza di manovra (solo per portoni motorizzati)
  • Durabilità della tenuta all’acqua, della resistenza termica e della permeabilità dell’aria

La manutenzione ordinaria e straordinaria dei portoni industriali

La manutenzione ordinaria riguarda una serie di attività disciplinate dalla Normativa EN 13241 e EN 11894. Quando si tratta di portoni automatizzati si fa riferimento inoltre al DL 17/2010, alla D. C. E. 2014/30/UE, alla D. B. Tensione 2014/35/UE e alla normativa europea EN16005.

  • La manutenzione per portoni manuali va effettuata 1 volta all’anno.
  • La manutenzione per portoni automatizzati va effettuata 2 volte all’anno

Si parla invece di manutenzione straordinaria  per ripristinare o riparare il portone in caso di malfuzionamento, guasti o di deterioramento.

Automazione & Sicurezza Srl propone soluzioni personalizzate per le diverse tipologie di portoni industriali per ogni esigenza. Il nostro team di tecnici qualificati è a disposizione per offrire una consulenza personalizzata e per l’assistenza  sia in fase di rinnovo o progettazione del portone industriale.

Contattaci per un preventivo o un sopralluogo al numero 02/95300645 oppure scrivi automazioneesicurezza@gmail.com

Dissuasori di Traffico: come funzionano e a cosa servono

dissuasori di traffico fissi

Dissuasori di Traffico: come funzionano e a cosa servono

Per gestire e organizzare il traffico di automobili all’interno di aree urbane si ricorre spesso a dissuasori di traffico, ma cosa sono e come funzionano nel dettaglio questi strumenti? Quante differenti tipologie esistono?

Leggi l’articolo e scopri tutto ciò che c’è da sapere sull’argomento.

Cosa sono i dissuasori di traffico?

Un dissuasore di traffico è un dispositivo stradale progettato con lo scopo di impedire il parcheggio non consentito e/o selvaggio nelle aree pubbliche e per le proprietà private, oltre che per regolare l’accesso nelle zone a traffico limitato e nelle aree pedonali.

Il suo utilizzo è utile per:

  • delimitare specifiche aree pubbliche e/o private
  • evitare la sosta ai veicoli
  • limitare l’ingresso o impedire il passaggio e/o il parcheggio, ad esempio nei centri storici cittadini ad automobili, moto ecc.

Si tratta di veri e propri ostacoli fisici, di diverse forme e materiali, che per legge devono armonizzarsi con l’ambiente urbano circostante.

Tipologie di dissuasori di traffico

Esistono diverse tipologie di dissuasori di traffico tra cui poter scegliere in base al contesto. L’ente proprietario della strada può individuare quello più consono alle necessità specifiche dell’area interessata della città ma rispettando la sicurezza.

Possono essere fissi, removibili ma stabili, mobili a scomparsa. Il materiale può essere il ferro, il calcestruzzo, l’alluminio, il legno, la plastica, la ghisa ecc.

Le forme dei dissuasori sono molteplici:

  • colonnine
  • pilastrini
  • dissuasori a scomparsa che si abbassano e alzano
  • panettoni
  • grandi vasi o fioriere

Come funzionano i dissuasori di traffico

È fondamentale che il dissuasore sia ben visibile di giorno ma soprattutto nelle ore notturne. Questo si concretizza apponendo elementi catarifrangenti, led luminosi fissi o lampeggianti. Inoltre il dissuasore non deve rappresentare un pericolo o un intralcio per i pedoni che transitano.

Nel caso di dissuasori mobili a scomparsa, essi vengono azionati in modo automatico con un telecomando oppure manualmente attraverso l’uso di una chiave di sblocco. Inoltre, molto spesso emettono dei segnali acustici e luminosi quando sono in fase di apertura e chiusura per segnalare maggiormente la loro presenza.

I vantaggi del dissuasore a scomparsa sono indubbiamente il loro poco spazio di ingombro e la loro versatilità in ogni contesto nel quale vengono inseriti. Inoltre, a differenza dei modelli fissi, che rimangono sempre visibili e occupano spazio, i dissuasori a scomparsa possono essere abbassati nel terreno quando non sono necessari, rendendoli una soluzione discreta ed esteticamente più gradevole. Questo li rende ideali per aree come centri storici, zone pedonali o accessi riservati, dove è importante limitare il traffico veicolare senza compromettere l’estetica urbana. Pur garantendo un’elevata robustezza e resistenza agli impatti, offrono un equilibrio tra sicurezza e praticità, rendendoli una scelta versatile per la regolamentazione del traffico.

Dissuasori di traffico: normativa

Esiste una normativa per regolamentare l’installazione e l’uso corretto dei dissuasori di traffico. Essi sono previsti dal Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada Capo II Art. 180 (art. 42 Codice della strada) che ne descrive gli usi e le caratteristiche principali:

  1. I dissuasori di sosta sono dispositivi stradali atti ad impedire la sosta di veicoli in aree o zone determinate. Essi possono essere utilizzati per costituire un impedimento materiale alla sosta abusiva.
  2. Tali dispositivi devono armonizzarsi con gli arredi stradali e assolvere anche a funzioni accessorie quali la delimitazione di zone pedonali, aree di parcheggio riservate, zone verdi, aiuole e spazi riservati per altri usi.
  3. Nella funzione di arredo stradale i dissuasori sono di tipologie diverse tra le quali l’ente proprietario della strada può individuare quelle più confacenti alle singole specifiche necessità, alle tradizioni locali e all’ambiente urbano.
  4. I dissuasori assumono forma di pali, paletti, colonne a blocchi, cordolature, cordoni ed anche cassonetti e fioriere ancorché integrati con altri sistemi di arredo. I dissuasori devono esercitare un’azione di reale impedimento al transito sia come altezza sul piano viabile sia come spaziamento tra un elemento e l’altro, se trattasi di componenti singoli disposti lungo un perimetro.
  5. I dissuasori possono essere di qualunque materiale: calcestruzzo, ferro, ghisa, alluminio, legno o plastica a fiamma autoestinguente. Devono essere visibili e non devono, per forma od altre caratteristiche, creare pericolo ai pedoni e, in particolare, ai bambini.
  6. I dissuasori di sosta devono essere autorizzati dal Ministero dei lavori pubblici – Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale e posti in opera previa ordinanza dell’ente proprietario della strada.

Il privato può installare i dissuasori di traffico?

Innanzitutto va fatta una distinzione, per valutare se si tratta di una strada privata oppure di una strada privata ad uso pubblico.

Per installare i dissuasori di sosta in una strada privata di proprietà esclusiva non è necessaria nessuna autorizzazione , in quanto secondo l’ex articolo 832 del codice civile: “Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico”.

Se fosse una strada privata in comproprietà sarà necessaria l’approvazione da parte di tutti.

Invece, per poter installare i dissuasori di sosta quando si tratta di una strada privata ad uso pubblico è necessario inoltrare una richiesta all’Ufficio Tecnico del Comune.

Discorso a parte per i dissuasori di traffico nei parcheggi condominiali. In questi casi la decisione compete all’assemblea, se il dissuasore viene approvato le spese per l’acquisto e la posa in opera vanno divise tra tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà.

Per l’installazione e la messa in opera i dissuasori dovranno essere approvati dall’ente proprietario della strada, nella maggior parte dei casi è il Comune per i tratti urbani di sua competenza. In base alla norma 2 del codice della strada: “L’ente proprietario può stabilire gli obblighi, le limitazioni e i divieti di carattere temporaneo o permanente per ciascuna strada o parte di essa….”

Automazione & Sicurezza

Automazione & Sicurezza da oltre due decenni si occupa di progettazione, sviluppo, installazione e manutenzione per dissuasori di traffico utili a regolare l’accesso e i flussi di mezzi a motori in diverse aree urbane pubbliche o private.

Contattaci al numero 02-95300645 oppure scrivici all’indirizzo e-mail automazioneesicurezza@gmail.com per ricevere informazioni o richiedere sopralluoghi.

Tastiera touch a colori Alien di Inim

Tastiera touch a colori Alien di Inim | Automazione & Sicurezza

Tastiera touch a colori Alien di Inim

L’ultimo modello di tastiera touch a colori Alien di Inim offre la possibilità di una completa personalizzazione.

L’applicazione ‘mappe grafiche’ mette infatti a disposizione un’interfaccia interattiva, realizzata per mezzo di mappe programmabili e navigabili con immagini e icone completamente personalizzabili. Questo significa che l’utente non solo può gestire la propria casa mediante planimetrie o fotografie dell’abitazione, ma che ha massima libertà di modificare a piacimento tutta l’interfaccia utente.

Accanto all’interfaccia standard, studiata per soddisfare le più svariate esigenze installative e d’uso, con la soluzione di Inim diventa possibile ridisegnare totalmente l’interfaccia per adattarla alla perfezione alle esigenze di ogni singola installazione, utilizzando qualsiasi immagine di sfondo e qualsiasi icona.

Contattaci per maggiori informazioni.

Sistema di sicurezza casa: ecco quale antifurto scegliere

Quale antifurto scegliere, i nostri consigli | Automazione & Sicurezza

Sistema di sicurezza casa: ecco quale antifurto scegliere

I consigli dell’Istituto Italiano del Marchio di Qualità per quale antifurto scegliere in base alle proprie esigenze, tra quelli disponibili in commercio. Prima di pensare alle vacanze è opportuno pensare a come proteggere la propria casa e quale antifurto scegliere, se non si vuole rischiare di trovarla svuotata al ritorno, soprattutto se è un edificio isolato o a piano terra, quindi più soggetto a tale rischio.

Per prima cosa è importante dotare la casa di sistemi di protezione passiva, quindi installare una porta d’ingresso blindata e anche delle finestre rinforzate. In secondo luogo, però, è opportuno anche pensare ai cosiddetti sistemi di protezione attiva, cioè quegli impianti elettronici in grado di rilevare un potenziale pericolo e, di conseguenza, di annullarlo. Si tratta dei sistemi d’allarme antintrusione.

L’offerta commerciale di questi prodotti è molto ampia: vediamo come sceglierli seguendo i preziosi consigli dell’Istituto Italiano del Marchio di Qualità.

Quali sono i migliori sistemi di sicurezza per la tua casa?

Tutti gli impianti d’allarme si compongono di 3 elementi fondamentali:

  • la centrale, completa di accumulatore e batteria che ne consentono il funzionamento anche in assenza di energia elettrica;
  • i rivelatori;
  • i dispositivi d’allarme, che possono essere locali, come le sirene, o remoti, combinatori telefonici che permettono il collegamento con istituti di vigilanza.

I sistemi d’allarme si dividono in perimetrali e volumetrici, a seconda che difendano la casa dall’esterno o dall’interno. Entrambi possono inoltre essere sistemi cablati o wireless.

Impianto allarme perimetrale: sistema antintrusione per la casa

I sistemi di allarme perimetrali vengono installati lungo le pareti esterne della casa, creando una vera e propria cintura difensiva.

L’allarme scatta nel momento in cui vengono aperti gli infissi esterni e quindi il sistema permette agli abitanti di muoversi liberamente all’interno della casa, anche quando è in funzione, ed è quindi ottimo sistema antintrusione soprattutto per la sicurezza notturna dell’abitazione.

Inoltre è possibile suddividere la casa in varie zone ed attivare il funzionamento solo per alcune di esse.

Impianto allarme volumetrico: sistema di sicurezza per l’interno delle abitazioni

Questo tipo di impianti permette di bloccare il ladro che si sia eventualmente introdotto, attraverso una serie di sensori, appunto volumetrici, che ne riconoscono la presenza mediante la registrazione dei movimenti o delle variazioni di temperatura.

Il vantaggio di questi sistemi è che possono essere attivati anche lasciando le finestre aperte, ma non possono esserlo con persone all’interno della casa.

Inoltre gli impianti volumetrici definiti “Pet Immune” permettono la convivenza dell’antifurto con gli animali domestici, in quanto sono presenti dei sensori programmati per differenziare la presenza di una persona da quella di un animale.

Cablato o wireless: quale antifurto scegliere

Impianto allarme con fili

L’impianto d’allarme cablato è caratterizzato dal fatto di avere tutti i componenti, alimentati da un circuito a bassa tensione, collegati da fili o cavi elettrici che vanno incassati nei muri.

Il vantaggio di questo tipo di sistemi è la loro sicurezza, visto che, essendo gli elementi collegati da fili, è sufficiente che uno di essi sia tagliato per far scattare l’allarme.

Lo svantaggio è invece costituito dal fatto di avere costi d’installazione più elevati e di necessitare di opere murarie, se non è possibile ricorrere a canaline esterne, anche se alcuni di questi impianti possono essere integrati con l’impianto elettrico esistente.

Impianto allarme senza fili (wireless)

In questo caso i vari elementi non sono collegati da cavi, ma solo via etere, attraverso onde elettromagnetiche.

Ciascun dispositivo è alimentato da proprie batterie a lunga durata e già questo costituisce un vantaggio, perché permette al sistema di funzionare anche in assenza di corrente.

Un altro vantaggio è la facilità di installazione che non necessita di interventi murari e quindi consente di risparmiare sui costi della manodopera, inoltre l’impianto, in caso di trasloco, può essere trasportato nella nuova casa.

Lo svantaggio è costituito invece dalla possibilità di interferenze delle onde radio, anche se gli ultimi sviluppi tecnologici stanno notevolmente riducendo questo inconveniente.

Impianto allarme misto ed integrato: quale antifurto scegliere?

L’impianto misto è costituito da una parte cablata ed una funzionante ad onde radio. Di solito la parte cablata è costituita dalla centrale e dalle sirene, mentre le altre parti sono wireless.

Questo sistema è utile quando si vuole ampliare un impianto esistente e non è possibile effettuare opere murarie.

L’impianto integrato è invece quello in cui esiste un’integrazione tra i sistemi di protezione passiva e quelli di protezione attiva. In particolare la serratura elettronica della porta blindata è collegata con l’antifurto.

Il miglior sistema di sicurezza per la casa

Quale antifurto scegliere per la casa

Al di là della qualità dei vari prodotti molto dell’efficacia di un sistema si deve ad una corretta installazione dell’impianto, per cui, oltre a capire quale antifurto scegliere è importante affidarsi a ditte qualificate che devono, tra l’altro, rilasciare un certificato di conformità al termine dei lavori.

È poi fondamentale effettuare una corretta progettazione, per la quale bisogna studiare attentamente la planimetria dell’immobile. Bisognerà, quindi, evidenziare eventuali punti critici, dove è più facile essere soggetti ad effrazione e valutare la dislocazione dei locali e il numero di aperture, balconi e terrazzi.

Tutti i componenti del sistema di allarme devono essere conformi alle norme CEI e certificati da IMQ.

Dopo l’installazione è opportuno considerare un periodo di prova di almeno una settimana, per impratichirsi dei comandi e verificarne il funzionamento.

Inoltre è consigliabile stipulare con l’installatore un contratto di manutenzione che preveda un paio di controlli l’anno.

La tecnologia è comunque in costante evoluzione, per cui è importante mantenere il proprio impianto sempre aggiornato.

Quale antifurto scegliere? Rivolgiti a noi

Automazione & Sicurezza è specializzata nel settore delle automazioni civili – portoni, sistemi di chiusura, ingressi automatici scorrevoli e ad anta, sistemi di controllo accessi, e nella gestione dei sistemi di sicurezza attiva e passiva. Il nostro team saprà consigliarti quale antifurto scegliere per rendere più sicura la tua abitazione.

Contattaci per informazioni o per richiedere un preventivo gratuito!

Cos’è la domotica? I 3 livelli

cos'è la domotica

Cos’è la domotica? I 3 livelli

Cos’è la domotica? La domotica è quella disciplina che si occupa dell’integrazione impiantistica degli edifici: dall’impianto elettrico, a quello elettronico fino a quello della sicurezza. Grazie all’uso di tecnologie e soluzioni sempre più automatizzate, la domotica consente di migliorare la flessibilità di gestione di un’abitazione.

Tuttavia quando si parla di domotica non si intende solo il funzionamento automatico di alcuni dispositivi, ma si deve pensare ad un vero e proprio impianto in grado di gestire e controllare la vostra casa.

Cos’è la domotica in tre livelli

Possiamo meglio spiegare cos’è la domotica parlando della sua divisione in tre livelli:

Il primo livello è dedicato alle piccole apparecchiature che possono essere acquistate e installate direttamente dall’utente, come i telecomandi, motori elettrici e i sensori. Questi dispositivi, dotati di alto contenuto tecnologico, portano all’interno della casa soluzioni innovative con funzioni di automazione o controllo che, anche se non sono inseriti in un sistema, possono essere considerati, in un certo senso, come un primo passo verso la domotica.

Al secondo livello si possono inserire tutti quei dispositivi collegati tra loro e gestiti da un unico sistema di controllo (centralina o computer). È una sorta di piccolo impianto domotico presente solo in alcune parti della casa: può servire per gestire una specifica funzione, ad esempio l’apertura delle porte.

cos'è la domotica

Infine al terzo livello, la domotica si esprime al massimo il proprio potenziale. Il sistema domotico rappresenta la piena integrazione degli impianti (elettrico, idrico, riscaldamento, sicurezza). La gestione dei diversi impianti viene affidata ad un sistema di controllo che ne ha la totale supervisione. L’utente si “interfaccia” al sistema tramite delle tastiere per controllare il corretto funzionamento dei dispositivi.

Contattaci per sapere di più su cosa possiamo fare per te.

I 3 vantaggi di un garage automatizzato

Garage automatizzato, i vantaggi | Automazione & Sicurezza

I 3 vantaggi di un garage automatizzato

Entrare in garage in tutta comodità e aprire il portone d’accesso sfiorando semplicemente un telecomando è il sogno di ognuno di noi. La soluzione a ciò è l’automazione, e la porta del garage può diventare automatica.

Perché scegliere un garage automatizzato

Grazie all’automazione è possibile dire addio al disagio di dover scendere dall’auto, magari al buio e al freddo del parcheggio interrato di casa: tutto diventa più semplice, spontaneo, immediato, e risponde al comando con il massimo del controllo.

Un garage automatizzato è l’ideale per vivere la vita in totale comfort e sicurezza. Non ti bagnerai più quando un forte temporale improvviso ti coglie alla sprovvista.

Non dovrai più temere alcun atto di vandalismo: l’automatizione, infatti, permette di mettere rapidamente l’auto al sicuro. Una scelta che riguarda tutta la famiglia per una costante tranquillità e sicurezza.

Contattaci per maggiori informazioni!

 

Con il sistema d’allarme ti regaliamo la motorizzazione del box

motorizzazione del box | Automazione % Sicurezza

Con il sistema d’allarme ti regaliamo la motorizzazione del box

Vivere in tranquillità e serenità la propria abitazione o azienda è fondamentale. La sola presenza di un impianto di allarme, serve a scoraggiare eventuali intrusioni da parte di malintenzionati. Grazie a sistemi di sicurezza d’avanguardia, Automazione & Sicurezza è sicura di proporre un impianto moderno e sicuro.

Dopo un’accurata visione dell’ambiente e delle esigenze dei proprietari, il nostro  Staff specializzato è in grado di proporre il migliore impianto di allarme personalizzato. A seconda del proprio stile di vita viene proposto il perfetto impianto antintrusione. Un impianto di sicurezza è affidabilità e praticità costante.

Motorizzazione del box in regalo

Una volta concluso il discorso dell’impianto d’allarme, Automazione & Sicurezza regala la motorizzazione del box: comodamente seduti nella propria auto, sarà possibile comandare l’apertura o la chiusura del box attraverso un piccolo telecomando.

Automazione & Sicurezza offre il meglio della tecnologia ad un costo conveniente con prodotti collaudati seguendo i più rigorosi criteri di sicurezza.

Prenota il tuo sopralluogo, scrivici qui

Smart home: le sorprendenti novità per avere una casa intelligente

Smart home: le sorprendenti novità per avere una casa intelligente | Automazione & Sicurezza

Smart home: le sorprendenti novità per avere una casa intelligente

Le ultime invenzioni che faranno parte della futuristica “smart home”, dispositivi all’avanguardia nel campo della domotica.

Chi di noi non sogna una smart home, una casa completamente automatizzata, che dialoga con chi ci vive e diligentemente lo agevola nelle noiose e ripetitive mansioni, o la rende più sicura, magari ricevendo gli ordini a distanza da uno smartphone?

Ciò che di più futuribile ed improbabile la mente umana poteva concepire, oggi è diventato realtà.

Certo, la strada è ancora lunga, specialmente per quanto riguarda la comunicazione tra i vari dispositivi. Alcune case produttrici già stanno lavorando su questa idea di connessione, al fine di evitare di dover governare ogni oggetto con un’apposita app, con l’obiettivo di collegarli alla rete e creare un dialogo tra le varie diavolerie. Invenzioni che hanno a che fare con ogni aspetto e luogo della casa, dalla sua sicurezza all’illuminazione, dal riscaldamento alle singole stanze.

Chiavi di casa? Nella smart home non ce ne sarà più bisogno

Con Kevo Touch della Kwikset basterà sfiorare la serratura della smart home che si sbloccherà dopo che avrà verificato con il Bluetooth che il telefono cellulare della persona sull’uscio sia registrato dal sistema. Per i bambini che non possiedono uno smartphone, l’apertura avverrà avvalendosi di un’etichetta elettronica attaccata sullo zaino o sul giacchetto. Risolto quindi il problema dello smarrimento delle chiavi di casa, resta da capire come ci si comporterà quando ad essere dimenticato da qualche parte sarà il telefonino. La tecnologia, anche la più avanzata, alzerà sempre le mani di fronte alla sbadataggine.

L’occhio spione in alta definizione

Anche se qualcuno dovesse riuscire a penetrare nella nostra smart home scassinando la serratura hi-tech, non avrebbe comunque scampo nella “smart home”. Questo grazie a Netatmo Welcome, una telecamera Full HD con riconoscimento facciale, che invia una notifica sullo smartphone del proprietario di casa ogni volta che rileva un movimento all’interno della stessa. Collocata all’ingresso, è in grado di registrare ogni attività grazie al sensore di movimento integrato e di riconoscere amici e familiari. Oltre a ciò, si incarica di far visionare in streaming quel che avviene in casa. Per questo Netatmo Welcome può essere usato, oltre che per la funzione difensiva, anche per tenere d’occhio i propri figli. Sono finiti i tempi delle balle sull’ora in cui si rincasa, l’occhio indiscreto registra tutto, anche nelle ore piccole, disponendo della visione notturna. Con l’unico inconveniente che in questo caso il riconoscimento facciale viene disattivato. Se la descrizione del dispositivo vi ha convinto, sappiate che sarà disponibile da giugno a un prezzo compreso tra i 200 e 250 euro.

Il potere di controllare la luce è nel palmo di una mano

E’ tramite una app che si potranno cambiare i colori e regolare l’intensità dell’illuminazione di una smart home targata Philips Hue. Il tutto con lo smartphone, che gestirà tutte le altre funzioni del sistema. Con il dispositivo si potrà governare il parco lampadine sia singolarmente, sia raggruppandole insieme, trovare la giusta intensità e la tonalità di bianco a seconda dell’attività che si sta svolgendo, scegliere il colore più adatto ad ogni momento o riprodurre i colori di una foto per riviverne l’atmosfera nella stanza. Magari al ritorno da una vacanza, con il ricordo di un luogo ancora fresco e carichi di nostalgia. Se invece ci si trova ancora in villeggiatura o a lavoro in qualsiasi parte del mondo, con il portale di controllo online Myhue si potrà simulare di essere in casa accendendo le luci da remoto, connettendosi al proprio sistema Hue. Questo per scoraggiare eventuali malintenzionati che credono che l’abitazione sia vuota.

La temperatura della smart home la decide il termostato, dopo averti conosciuto

Normalmente il termostato si imposta e lì finisce la storia. Si calcola che così facendo si sprechi fino ad un buon 20% di energia per riscaldare o climatizzare casa. In una smart home, una soluzione come Nest di Google evita questo sperpero apprendendo le abitudini dei residenti e programmandosi da solo. Dopo l’installazione, il termostato attiva automaticamente le funzioni migliori per il sistema ed inizia a conoscere gli abitanti della smart home. Dopo aver appreso le temperature desiderate e gli orari di permanenza nell’alloggio, stabilisce un programma personalizzato, da testare per alcuni giorni. Entro una settimana, poi, inizierà a impostarlo da solo, garantendo un considerevole risparmio energetico. Se si prevede di rincasare in anticipo o in ritardo rispetto al solito, grazie all’app Nest ci si potrà collegare al termostato da uno smartphone ed apportare comodamente le modifiche a chilometri di distanza da casa.

La lavatrice che si sdoppia

Nel corso del CES 2015 LG ha presentato il nuovo elettrodomestico che permette due carichi separati nello stesso apparecchio, con una notevole economia di tempi ed energia. Dotata di una rivoluzionaria tecnologia, Twin Wash consente l’integrazione nella smart home di una mini lavatrice nello spazio solitamente riservato al piedistallo, perfetta per i capi delicati che richiedono particolare attenzione o che richiedono impostazioni di lavaggio uniche. E permette anche di ridurre sensibilmente i tempi. Grazie a TurboWash 2.0 e Turbosteam, infatti, i cicli di lavaggio sono più rapidi, dal momento che vengono utilizzati singoli ugelli per spruzzare una soluzione di detergente concentrato direttamente sui vestiti, e vengono migliorati i processi di asciugatura. L’integrazione con le reti Wi-Fi e NFC permette di aggiungere alcune interessanti funzionalità “smart” che permettono agli utenti di inviare comandi e ricevere gli aggiornamenti di stato dall’elettrodomestico. Utilizzando la tecnologia NFC, gli utenti possono impostare cicli di lavaggio pre-programmati direttamente dai loro smartphone. Smart Diagnosis provvede inoltre a risolvere i problemi in modo rapido ed efficiente prima che questi degenerino in guasti.

Colazione e merenda con il tutor

La frontiera estrema della comodità è rappresentata da alcuni macchinari per la cucina, buoni per chi proprio non vuole muovere un dito se non per programmarli. La caffettiera Smarter, lo si capisce già dal nome, è “intelligente”. Si controlla infatti a distanza con un’app; che voi siate a letto o appena usciti dall’ufficio, con una semplice digitazione sul vostro smartphone vi assicurerete una tazza fumante di the o caffè appena entrati in cucina. Se non vi va di mettere pentolino o caffettiera sul fuoco, sicuramente non sarete nemmeno degli assi in cucina. Probabilmente avrete delle bocche da sfamare, ed anche con palati esigenti. Ma non vi preoccupate se non sapete calcolare le dosi per preparare i dolci, Perfect Bake è quello che fa per voi. Un’app sul vostro smartphone vi guiderà passo dopo passo, dovrete solo decidere quale delizia preparare tra le centinaia proposte e stabilire in quanti l’assaggeranno. Per ogni ingrediente il dispositivo vi indicherà la quantità da mettere nella ciotola posta sulla bilancia, e vi avvertirà quando fermarvi. Sbagliare le dosi e preparare una porcheria immangiabile, a questo punto, diventerà una scelta. Se poi vorrete anche lanciarvi nella decorazione dei dolci preparati, e non avete la mano ferma del pasticcere, la stampante 3D XYZPrinting tradurrà in realtà un disegno impostato al pc. Per tutti questi macchinari, inutile dirlo, serve non poco spazio in cucina.

Lo spazzolino che ci giudica

Dopo l’abbuffata di dolci, una bella lavata ai denti è d’obbligo. Nel bagno della nostra smart home troveremo Kolibree, lo spazzolino elettrico, dotato di accelerometro, giroscopio e magnetometro che, una volta puliti i denti, raccoglierà tutte le informazioni necessarie da inviare tramite Bluetooth al nostro smartphone, per farci sapere se la nostra igiene orale è stata curata in modo efficace. Il software viene tarato al primo utilizzo e tiene conto di una serie di direttive suggerite proprio dai dentisti circa la pulizia del nostro cavo orale. Per una bocca perfetta si dovranno sborsare dai 100 ai 200 euro. Una cifra considerevole, che però ci terrà lontani dagli studi dentistici e dalle sofferenze patite in quei luoghi.

Sogni d’oro sul materasso che si adatta alla nostra postura

Presentato da ReST (Responsive Surface Technology) il compagno delle nostre notti contiene dei sensori che monitorano il sonno nel dettaglio, mostrando anche la posizione in cui si dorme. In base alle informazioni ricavate, adatta la sua struttura per essere il più confortevole possibile, modificando di volta in volta le 18 zone ad aria in cui è suddiviso, che si gonfiano e sgonfiano per garantire la massima comodità possibile per il dormiente.

Volete sapere di più sulla smart home? Contattateci per maggiori informazioni.

Casa intelligente: perché la domotica ci aiuta a vivere meglio

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Casa intelligente: perché la domotica ci aiuta a vivere meglio

La domotica dalla parola domus = casa, è la disciplina che fornisce soluzioni tecnologiche per aiutarci a vivere meglio nella nostra “casa intelligente”o ambiente di lavoro.

Il riscaldamento che si accende prima del nostro rientro o le luci che si spengono in tutta la casa o ufficio contemporaneamente all’inserimento dell’antifurto e della temperatura che si abbassa di qualche grado per evitare sprechi!

Questi sono solo alcuni semplici esempi di casa intelligente.

I fronti su cui lavora sono molteplici, dal risparmio energetico, sopratutto se si parla di edifici dove i consumi energetici incidono in maniera considerevole, all’abitabilità della casa, ad operazioni manuali quotidiane automatizzate al controllo totale in remoto della propria abitazione.

Per quanto riguarda il risparmio energetico abbiamo apparecchiature in grado di spegnere in automatico i dispositivi elettronici durante la notte, oppure evitare blackout quando stiamo sfruttando più del tetto della corrente disponibile, così da garantire che l’energia sia utilizzata solo quando necessario.

Sul tema del risparmio energetico, da poco tempo gli organi comunitari adibiti alla stesura delle normative hanno pubblicato una norma che quantifica in modo preciso il risparmio energetico e quindi economico che è possibile ottenere in base al tipo di automazione dottata nella realizzazione di un nuovo impianto elettrico. Dalle semplici automazioni alla completa integrazioni dei sistemi. Da qui il termine “Integrazione di Sistemi”, più comunemente conosciuta come domotica.

Risparmio energetico come priorità ma anche comfort per chi ci abita, asciugamani riscaldati quando si fa la doccia oppure vetri che si scuriscono quando c’è troppa luce. Tapparelle o veneziane che si aprono e chiudono per far entrare raggi solari o isolare dal freddo e dalle intemperie. Tutto in base alla configurazioni che l’integratore programma su specifica del committente e che possono essere modificate o ampliate in qualsiasi momento senza interventi invasivi, anche da remoto via web.

Naturalmente non poteva mancare la sicurezza con sistemi di allarme sempre pronti ad avvisarci di un eventuale possibile intrusione in casa.

Casa intelligente: sempre connessa

Il tutto senza trascurare il fatto che una casa intelligente è sempre in comunicazione con il proprietario tramite telefono e internet e chi ci abita può controllare e gestire tutta la casa. Può quindi pianificare l’accessione del riscaldamento o del DVD recorder per registrare la partita o la fiction preferita.

La domotica ovviamente corre in soccorso delle persone disabili e le aiuta ad essere autonome in tante operazioni della vita quotidiana.

L’obbiettivo della Domotica non è solo agevolare la persona, ma anche di farlo a costi relativamente contenuti: un fattore determinate,  perché dispositivi comodi che semplificano la vita e fanno anche risparmiare sulle bollette non possono costare eccessivamente, altrimenti sarebbero poco attrattivi e riservati a uno stretto gruppo di persone amanti della tecnologia e con disponibilità economiche elevate.

La società darà un grosso contributo alla domotica in quanto una popolazione sempre più vecchia, persone sempre più con la necessità di lavorare e quindi con poco tempo da dedicare alla casa avranno bisogno di qualcuno che svolga le semplici operazioni domestiche al posto loro.

Casa intelligente e system integrator

E per realizzare al meglio un buon impianto domotico per la casa intelligente occorre saper interpretare ogni singola esigenza e tradurla in progetto prima e realizzazione poi. Per fare questo occorre avvalersi di un System Integrator.

Un System Integrator è una azienda (od uno specialista) che si occupa dell’ integrazione di sistemi. Il compito del system integrator è quello di far dialogare impianti diversi tra di loro allo scopo di creare una nuova struttura funzionale che possa utilizzare sinergicamente le potenzialità degli impianti d’origine e creando quindi funzionalità originariamente non presenti. Gli integratori di sistemi devono essere molto capaci a conformare i prodotti esistenti ai bisogni del cliente.

In commercio moltissime soluzioni e prodotti, ma una scelta lungimirante fare è stata quella di andare verso uno standard internazionale aperto a vari produttori che hanno adottato un “esperanto della domotica” con prodotti interscambiabili ed interoperabili tra loro.

Uno degli standard di home and building automation più importanti è infatti il KNX: il primo standard di domotica aperto, coperto da royalty ed indipendente dalla piattaforma, approvato come standard europeo (EN 50090 – EN 13321-1) e mondiale (ISO/IEC 14543). Lo standard è stato sviluppato da KNX Association sulla base dell’esperienza dei suoi predecessori BatiBus, EIB ed EHS.

Diverse sono le realtà aziendali dedicate alla valutazione ed interpretazione dell’esigenza di progettisti e imprese, o del singolo che necessitino di una struttura specializzata nella progettazione, realizzazione e programmazione di sistemi ad alta integrazione, mediante impianti domotici basati su standard KNX, per qualsiasi tipo di edificio, dalla civile abitazione, al settore terziario o industriale.

article_dollarphotoclub-101760715-internet-veciLa Domotica è quindi la soluzione per la casa intelligente, ma in senso più esteso “tutto ciò che porta al miglioramento della qualità della vita e del comfort, con un impiego intelligente della tecnologia”.

Sistemi di allarme perimetrale per la tua casa: una guida alla scelta

Sistemi di allarme perimetrale per la tua casa: una guida alla scelta | Automazione & Sicurezza

Sistemi di allarme perimetrale per la tua casa: una guida alla scelta

I sistemi di allarme perimetrale sono indicati per la sicurezza della propria abitazione, ma anche delle scuole, dei negozi o di qualsiasi centro commerciale.

Un sistema di allarme perimetrale per la tua casa  permette di individuare persone estranee, situate all’interno del perimetro di casa senza nessuna autorizzazione. In questo modo, ancora prima di varcare la soglia di casa, eventuali malintenzionati verranno bloccati.

I diversi sistemi di allarme perimetrale si differenziano a seconda della fascia di prezzo prescelta, del modello o delle caratteristiche del sistema. Esistono due tipologie di allarme perimetrale: antifurto perimetrali wireless e antifurto perimetrali a filo (o filari). La principale differenza tra le due linee consiste nel tipo di collegamento effettuato tra centralina e sensori. I modelli più semplici sono dotati solo di fili e sensori collegati ad allarmi luminosi o sonori, un sistema sicuramente vantaggioso per quanto concerne il rapporto tra qualità e prezzo.

Allarmi e manomissioni

In alcuni casi, è necessario prendere in considerazione dei modelli più completi: collegando gli antifurto perimetrali ad altri sistemi di allarme, quali ad esempio le telecamere a circuito chiuso. A tal proposito, non va dimenticato che l’impianto perimetrale è caratterizzato da sistemi studiati appositamente per evitare manomissioni durante l’arco della giornata. Non va dimenticato che questi sistemi di allarme continuano a funzionare ugualmente grazie alla presenza di un alimentatore a batteria anche in caso di guasto elettrico o improvviso blackout.

Sistemi di allarme perimetrale | Automazione & Sicurezza

Attivazione degli allarmi

È possibile attivare i sistemi di allarme perimetrale solo in determinate zone: se ad esempio nel giardino di casa è presente un animale domestico, lo si può disattivare lungo la recinzione, ma lasciarlo attivo nel vialetto di casa o sui balconi. In alternativa alcuni antifurti sono muniti di sensori interrati che riconoscono il passaggio di un animale domestico da quello di un uomo.

Perché una soluzione perimetrale

Come sappiamo, gli antifurti perimetrali rappresentano uno dei sistemi di allarme migliori per diversi motivi: innanzitutto continuano a funzionare indipendentemente dal fatto che nell’abitazione ci sia qualcuno oppure no. Questi sistemi sono basati su onde elettromagnetiche (infrarossi e microonde), le quali creano una pseudo barriera invisibile, e rendono impossibile l’avvicinamento di malintenzionati. Inoltre, essendo dotati di un sistema di allarme senza fili, per i ladri è difficile capire dove sono posizionati i sensori. Questo tipo di antifurto consente di essere gestito e comandato anche a distanza grazie ad un sistema di comunicazione wireless

Sistemi di allarme perimetrale: costi

Il costo dei sistemi di allarme perimetrale varia in base ad una serie di elementi: il modello, la quantità di sensori da installare e, ovviamente, bisogna calcolare anche le spese di montaggio.

Automazione & Sicurezza può fornirvi soluzioni ad altissima efficacia e valide per ogni situazione, grazie a dei partner top di gamma quali Dahua.

Contattaci per un preventivo.

Allarme perimetrale: che cos’è e come funziona

Allarme perimetrale: che cos'è e come funziona | Automazione & Sicurezza

Allarme perimetrale: che cos’è e come funziona

La protezione della casa è un tema molto sentito e richiesto sempre più spesso negli ultimi anni.

Basti pensare che da una classifica del 2020 (Sole24ore) sulla base di statistiche ricevute dagli organi competenti (Polizia criminale di Stato, Ministero degli Interni), emerge che Milano è la città italiana con più denunce per reati. Ci sono state 159.613 denunce per atti criminali, con un notevole incremento di scassi e tentativi di furto.

Cosa possiamo fare per proteggere la nostra casa e le persone che vi abitano? 

La soluzione è quella di affidarsi a dei sistemi di sicurezza, come ad esempio ad un impianto d’allarme perimetrale o ad un impianto di videosorveglianza.

Come funziona l’allarme perimetrale esterno?

L’impianto perimetrale è costituito da sensori che si attivano al passaggio di una persona, segnalando l’intrusione alla centrale d’allarme ove sono collegati, attivando a sua volta la sirena. I rilevatori vengono posizionati in vari punti del giardino, dei terrazzi o sui balconi.

Ci sono diversi tipi di antifurti perimetrali esterni, che si differenziano per la tipologia di apparati e sensori che utilizzano

  • Barriere perimetrali a infrarossi

Sono costituiti da colonnine che creano una barriera invisibile ad occhio nudo che permette di individuare i movimenti delle persone in quel perimetro e far scattare l’allarme prima che il malintenzionato arrivi alla casa.. E’ importante posizionare in modo corretto e alla giusta distanza i vari sensori esterni.

  • Barriere a microonde da esterno

Si differenzia dal sistema ad infrarossi perché individua il passaggio di una persona attraverso le onde elettromagnetiche ad alta frequenza. Questo tipo di allarme permette di ridurre i falsi allarmi ed è più preciso Inoltre possono essere dotati di sistemi antisabotaggio, per farli attivare se qualcuno cerca di manometterli. Questo sistema può proteggere fino a 500mt ed anche in condizioni climatiche con la presenza di foschia e nebbia.

  • Allarme perimetrale esterno interrato,

È un tipo di impianto richiesto quando c’è la richiesta di avere un impianto esteticamente poco invasivo o praticamente invisibile. E’ è un allarme sicuro, molto difficile da manomettere inoltre evita i falsi allarme per i nostri animali perché possono essere PET immune.

Gli allarmi perimetrali esterni possono essere inseriti o disinseriti attraverso degli appositi telecomandi, da pannelli di controllo (display con il tastierino), tramite smartphone con l’App dedicata.

Dove posizionare i sensori perimetrali?

Questa tipologia di allarme è da installare in determinati contesti per delimitare il perimetro come, il giardino, i balconi o terrazzi. ma è da escludere il loro utilizzo ad esempio sul pianerottolo condiviso con altri condomini o l’ atrio o il cortile comune, dove il passaggio è frequente e continuo da parte delle persone che ci abitano.

Per sapere esattamente dove posizionare i sensori perimetrali è fondamentale affidarsi a tecnici qualificati, per la corretta valutazione in base al tipo di spazio esterno, alla sua grandezza e alle possibili parti più esposte e nascoste adatte a violare la nostra proprietà.

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Principali differenze tra allarme perimetrale e volumetrico:

Esistono molteplici differenze allarme volumetrico e perimetrale, scopriamo le principali:

  • L’allarme volumetrico utilizza sensori che monitorano un volume, ad esempio di una stanza. Sono sensori con tecnologia a rilevazione ad infrarossi e/o microonde. Queste tecnologie garantiscono la rilevazione di tutto ciò che si muove e di corpi che emettono infrarossi da calore.
  • L’allarme perimetrale invece interessa un perimetro intorno all’abitazione, esterno (giardino, balconi, attici) per creare un perimetro tutt’intorno all’abitazione impedendo a malintenzionati di avvicinarsi furtivamente senza allarmare l’intero sistema. E’ possibile inserirlo anche quando siamo in casa, escludendo volendo quello volumetrico.

Il miglior sistema di allarme perimetrale per casa?

Facile la domanda ma difficile la risposta. Non è sufficiente fare una lista dei prodotti presenti sul mercato per capire qual è il migliore sistema di allarme!

Ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione per fare una corretta valutazione, dal numero di aperture della casa (finestre, porte ecc), alla posizione migliore dove installarlo, le dimensioni dell’area da mettere in sicurezza, dalla tipologia di impianto e la sua modalità di funzionamento ad esempio attraverso i device (smartphone, pc ecc), se parliamo di un impianto di tipo wireless (senza fili) oppure un impianto filare.

In sostanza di questi tipi di impianti possono variare, indicativamente i prezzi di un allarme perimetrale da esterno partono da circa € 2.000 euro per un appartamento di medie dimensioni.

Gli aspetti da valutare sono molteplici e tutti importanti. Chi ci può aiutare nella scelta migliore?

La risposta è quella di affidarci ad un’azienda competente e professionale, in grado di fare un attento sopralluogo, capire quali sono le richieste e le necessità del cliente, eseguire una corretta valutazione per poi stilare un preventivo ad hoc e un servizio clienti post vendita.

Automazione & Sicurezza è un’azienda con un’esperienza ventennale nel campo degli impianti di allarme. Sei interessato a un allarme perimetrale? Contattaci per un preventivo o un sopralluogo gratuito.

Cartello area videosorvegliata: quando serve e cosa significa

Impianti di videosorveglianza: normative, sanzioni e tutela della privacy | Automazione & Sicurezza

Che cosa significa concretamente “area videosorvegliata”?

Uno spazio o un’area videosorvegliata, è una zona delimitata e circoscritta dove sono presenti una o più telecamere che riprendono e possono archiviare le immagini di quello che avviene.

La videosorveglianza è considerata estremamente invasiva, motivo per il quale vanno rispettate le regole e le norme, sia durante l’installazione e sia per la gestione delle riprese.

 Il garante con il provvedimento in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010, sostituendo quello del 2004, ha fissato dei requisiti più stringenti per evitare che l’attività di videosorveglianza si espanda fino a limitare i diritti del cittadini. La necessità di garantire, in particolare, un livello elevato di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali rispetto al trattamento dei dati personali consente la possibilità di utilizzare sistemi di videosorveglianza, purché ciò non determini un´ingerenza ingiustificata nei diritti e nelle libertà fondamentali degli interessati.

Inoltre il Garante ha stabilito che la presenza di impianti di videosorveglianza è consentita se sono rispettati i principi di Liceità – Necessità – Proporzionalità – Finalità.

 

Perché serve e quando è obbligatorio il cartello area videosorvegliata

Il Decreto Legislativo 81 del 2008, individua specifici obblighi in caso di impianti da collocare in luoghi di lavoro, sia per i committenti, che devono adottare le misure necessarie per salvaguardare i lavoratori, ma anche per i progettisti, tenuti a rispettare i principi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza. Sono previsti obblighi anche per gli installatori, che devono attenersi alle norme in materia di salute e sicurezza.

Il Codice Privacy (D. Lgs. 196/2003) prescrive obblighi specifici per il committente, il titolare del trattamento delle immagini acquisite, ed anche per l’installatore, che dovrà attestare la conformità dell’intervento alle disposizioni di cui al disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza. 

Il DM 37/2008, con le disposizioni in materia di installazione degli impianti all’interno degli edifici individua delle specifiche prescrizioni: 

  • Chi progetta l’impianto deve realizzarli secondo la regola dell’arte (conformità alla normativa e alle regole dell’UNI, CEI, ecc…);
  • gli installatori devono rilasciare apposita certificazione di conformità;
  • il committente è tenuto ad affidare i lavori ad imprese abilitate e ad adottare le misure necessarie per mantenere le caratteristiche di sicurezza previste.  

Area videosorvegliata privata: la normativa

Quando si installano le videocamere in luoghi all’aperto o al chiuso, piazze, strade, negozi, uffici o aziende vanno rispettate le regole che disciplinano il GDPR e il provvedimento del Garante della privacy.

Innanzitutto la telecamera deve inquadrare solo le parti della proprietà in modo delimitato. Facciamo un esempio per un negozio il Garante dice che “l’inquadratura può spingersi fino all’area del marciapiede prossima al bordo del negozio e non oltre, in modo che non sia identificabili i passanti”

Di fondamentale importanza è il cartello informativo che ci avvisa se stiamo transitando o ci siamo fermati in un’ area videosorvegliata. La targa è una sorta di informativa ridotta sulla privacy e va collocato prima che si transiti nell’area video sorvegliata.

Tra le principali novità delle linee guide 3/2019 c’è l’utilizzo del richiamo al collegamento tramite link web, per quanto riguarda l’informativa completa e dettagliata e dall’adozione del QR Code che, attraverso gli smartphone, consente di accedere in maniera rapida e completa a tutte le informazioni sul sistema di videosorveglianza.

Il GDPR 679/2016 stabilisce che nel cartello informativo sia indicato :

    • da chi viene effettuata la registrazione, con il nome del negozio, azienda o del privato cittadino
    • quanto tempo verrà conservata la registrazione (dalle 24 massimo 48 ore a seconda dei casi)
    •  il motivo per il quale si effettua la registrazione e le immagini non possono essere conservate per più di 24 ore.
  • i diritti di chi viene ripreso inconsapevolmente
  • deve essere chiaramente visibile anche di notte

Scopri tutto sulla normativa videosorveglianza privata in questo articolo!

 

Multe e sanzione per la violazione della privacy

In caso di mancata o errata presenza dei cartelli di area videosorvegliata con le indicazioni sopra riportate, o di collocazione non conforme, si può incorrere a pesanti sanzioni amministrative che possono andare dai 6 mila a 36.000 euro.

La norma non dice quanti cartelli vanno esposti, ma specifica che devono essere visibili e individuali. Spesso ci viene chiesto se posizionare un cartello di videosorveglianza finto, cioè senza le telecamere, sia lecito oppure no.

È utile e possibile mettere il cartello area videosorvegliata senza telecamere?

Seguendo la normativa del trattamento dei dati personali che si basa sui principi di liceità, correttezza e trasparenza, il cartello finto non è ammesso dalla legge, come deterrente.

 

Telecamere di videosorveglianza in ambito privato

In questi casi per installare le videocamere private non bisogna chiedere autorizzazioni alla Questura o alla Polizia ecc. requisito fondamentale è che la telecamera non inquadri la strada o l’area pubblica ma solo lo spazio strettamente necessario a tutelare la proprietà privata, ad esempio il cancello d’ingresso. Deve essere sempre apposto il cartello di “area videosorvegliata” e vanno seguite le direttive con i requisiti del Garante della Privacy.

 

Richiedi una consulenza per la realizzazione di un’area videosorvegliata

Se stai cercando installatori di impianti di videosorveglianza qualificati, Automazione & Sicurezza è la realtà che fa per te. Contattaci per le richieste di sopralluoghi da parte dei nostri tecnici abilitati e certificati.

Certificazione impianto elettrico: ecco 5 cose che devi assolutamente sapere

Certificazione impianto elettrico | Automazione & Sicurezza

Certificazione impianto elettrico: ecco 5 cose che devi assolutamente sapere

Con la certificazione impianto elettrico l’installatore dichiara, che è stato realizzato tutto secondo le norme tecniche, le leggi vigenti, le norme dell’UNI o di altri Enti di normalizzazione. Nello specifico l’art. 7 del DM 37/08, (evoluzione della Legge 46/90 oggi non più in vigore), disciplina la realizzazione, la manutenzione e la progettazione degli impianti negli edifici.

La certificazione di un impianto elettrico viene denominata DiCo, cioè la Dichiarazione di Conformità e viene rilasciata al termine dei lavori da parte del responsabile dell’impresa che ha installato o modificato l’impianto elettrico ad un committente.

Di seguito vediamo gli obblighi e cosa sapere per una certificazione impianto elettrico a regola.

A cosa serve la certificazione impianto elettrico

Questa certificazione ha la funzione di garantire al committente che l’impresa che ha eseguito il lavoro lo ha fatto secondo le norme tecniche, utilizzando materiali idonei, seguendo il progetto ed eseguito a regola d’arte.

Con la dichiarazione di conformità inoltre l’impresa dichiara di aver verificato la funzionalità e la sicurezza dell’impianto elettrico ed equivale ad una omologazione dell’impianto. La certificazione è richiesta per i privati, le aziende e per i locali commerciali.

Nel caso invece in cui gli impianti elettrici siano stati installati tra il 13 marzo 1990 (entrata in vigore della legge 46/90) e il 27 marzo 2008 (entrata in vigore del DM 37/08) viene richiesta la Dichiarazione di Rispondenza, abbreviata in DiRi.

Chi può farla: professionisti abilitati

La certificazione impianto elettrico rilasciata da un tecnico abilitato iscritto all’albo (che abbia esercitato la professione per almeno 5 anni), dopo aver fatto un sopralluogo e degli accertamenti per verificare l’effettiva rispondenza dell’impianto alla normativa.

Se l’impianto non dovesse rientrare nei termini per la DiCo o la DiRi, ci si può avvalere della legge n. 186 del 1° marzo 1968, avvalendosi di una consulenza da parte di un professionista abilitato.

Quando è obbligatoria la certificazione?

La certificazione dell’impianto elettrico è obbligatoria:

  • Quando viene realizzato un impianto elettrico nuovo
  • Quando viene parzialmente modificato e/o ampliato un impianto elettrico esistente
  • Quando viene aperta un’attività commerciale
  • Quando viene allacciata una nuova utenza (luce, gas, acqua ecc)
  • È necessaria per ottenere il certificato di agibilità ( D. lgs .n. 222/2016)

Obbligatorio per rogito e vendita di immobili

Per quanto riguarda invece l’obbligo della certificazione in caso di rogito, compravendita e cessione di immobili è stato abrogato con l’art.35 del DL 112. Ad esempio in caso di rogito il compratore ed il venditore non hanno l’obbligo di dichiarare la conformità o la “non conformità” degli impianti e il certificato non va obbligatoriamente allegato. Ma è consigliabile per evitare contestazioni da parte dell’acquirente specificare nell’atto di compravendita quale è lo stato degli impianti e la loro conformità in base all’anno in cui sono stati realizzati.

Certificazione impianto elettrico: quali sono i costi?

Il prezzo della certificazione impianto elettrico dipende dal tipo di lavoro che viene eseguito e da diversi fattori:

  • dalla tipologia dell’impianto ( civile, industriale, commerciale, ecc.)
  • dalle dimensioni dell’impianto in base alla grandezza dell’abitazione
  • dal tipo di intervento che viene eseguito sugli impianti esistenti, di ampliamento oppure di manutenzione straordinaria ecc.
  • dalle dimensioni dell’impianto in base ai metri quadri dell’abitazione

Secondo queste indicazioni i costi per la certificazione di un impianto elettrico, sia per la DiCo che per la DiRi, possono partire dai 500 euro.

Una regolare manutenzione dell’impianto elettrico di casa, effettuato da personale abilitato e certificato, è fondamentale in termini di sicurezza domestica e obbligatorio da un punto di vista legislativo.

Per le richieste di sopralluoghi e verifiche del vostro impianto elettrico domestico da parte di tecnici abilitati e certificati, Automazione&Sicurezza, chiamaci al numero 02/95300645 oppure compila la richiesta dal form del nostro sito.

Bonus Domotica 2022 le detrazioni prorogate a tutto il 2024

Bonus Domotica 2022 prorogato al 2024 | Automazione & Sicurezza

Bonus Domotica 2022 le detrazioni prorogate a tutto il 2024

Il Bonus Domotica 2022, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2024 la detrazione fiscale del  65% per l’acquisto e l’installazione per le spese relative agli impianti domotici.

La misura fa parte del pacchetto Ristrutturazioni Edilizie approvato con la Legge di Bilancio e consente la detrazione di tutte le spese sostenute a partire dal 1 Gennaio 2022 per l’acquisto e l’installazione di dispositivi che consentono la gestione ed il controllo da remoto della casa e contribuiscono al risparmio energetico. L’agevolazione fiscale è una detrazione IRPEF o IRES, che viene corrisposta dall’Agenzia delle Entrate.

Ma esattamente che cos’è la Domotica? Di che cosa si tratta?

La domotica è la disciplina che punta a migliorare l’abitabilità e la funzionalità di casa nostra e non solo, grazie a un insieme di automazioni e tecnologie atte a migliorare la qualità della nostra vita in casa e più in generale negli edifici.

La differenza tra un impianto tradizionale e un impianto domotico è che con il primo le funzioni si attivano e regolano da comandi manuali come interruttori e/o regolatori che non comunicano tra di loro e non possono essere gestiti da un unico punto di programmazione.

Il sistema domotico invece consente una gestione coordinata di tutti i dispositivi installati, permettendo un  incremento delle prestazioni, ottimizzando i consumi e integrando diverse funzioni, dalla apertura di porte e tapparelle, i sistemi di sicurezza (ad esempio allarme e videocamere), la gestione della climatizzazione o del riscaldamento.

L’art. 11 del Decreto Efficienza Energetica dice: “Nel caso di interventi di installazione di sistemi di building-automation, installati nelle unità abitative congiuntamente o indipendentemente dagli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, l’asseverazione, o idonea documentazione prodotta dal fornitore degli apparecchi, specifica che la suddetta tecnologia afferisce almeno alla classe B della norma EN 15232 e consente la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva in maniera idonea a:

1) mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici mediante la fornitura periodica dei dati. La misurazione dei consumi può avvenire anche in maniera indiretta anche con la possibilità di utilizzare i dati atri sistemi di misurazione installati nell’impianto purché funzionanti;

2) mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;

3) consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.

 

Bonus Domotica

 

 

In che cosa consiste il bonus domotica?

L’agevolazione per l’installazione di dispositivi domotici copre il 65% delle spese. Il massimale delle spese detraibili con il Bonus Domotica è pari a € 15.000  La detrazione totale spettante deve essere divisa in 10 quote annuali di pari importo.

Inoltre, il beneficiario dovrà farsi rilasciare dall’impresa installatrice la documentazione che certifica l’intervento. Nello specifico, i documenti necessari per beneficiare del bonus domotica sono:

  • Asseverazione da parte di un tecnico abilitato;
  • Attestato di prestazione energetica (APE);
  • Scheda informativa relativa agli interventi realizzati

Per poter beneficiare dell’agevolazione, i pagamenti per i lavori dovranno essere eseguiti tramite bonifico bancario che dovrà riportare la causale del versamento, indicazione degli estremi della norma agevolativa, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero e la data della fattura.

Tutti i  documenti devono essere trasmessi per via telematica all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Spese ammissibili

Di seguito un elenco di spese ammissibili con il Bonus Domotica.

Fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche nonché delle opere elettriche e murarie necessarie per l’installazione e la messa in funzione a regola d’arte, all’interno degli edifici, di sistemi di building automation degli impianti termici degli edifici.

Prestazioni professionali come produzione della documentazione tecnica necessaria, direzione dei lavori etc.

Non sono comprese tra le spese ammissibili :

  • l’acquisto di dispositivi che permettono di interagire da remoto con le predette apparecchiature, quali telefoni cellulari, tablet e personal computer o dispositivi similari.

Chi può beneficiare del bonus domotica?

Possono usufruire della detrazione per la domotica Ecobonus 65%, tutti i contribuenti privati residenti e non residenti in Italia ed i contribuenti titolari di impresa con Partita IVA che, a qualunque titolo, possiedono l’immobile oggetto dell’agevolazione.

La detrazione spetta anche ai familiari che convivono con la persona che detiene o possiede l’immobile oggetto dell’agevolazione fatta eccezione per gli immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione. Pertanto il coniuge, i figli ed i parenti fino al terzo grado ed affini entro il secondo grado possono effettuare gli interventi domotici di building automation, pagarne le spese ed usufruire dell’agevolazione fiscale.

Noi di Automazione & Sicurezza progettiamo, installiamo ed effettuiamo la manutenzione di impianti domotici, attraverso cui potrai gestire gli impianti di allarme, di videosorveglianza, l’illuminazione, le porte automatiche, gli impianti di climatizzazione e riscaldamento, tapparelle e tende automatizzate attraverso una semplice APP.

Contattaci per maggiori informazioni sul Bonus Domotica!

 

KNX e Domotica: 5 cose che devi sapere per una casa intelligente

KNX standard domotica | Automazione & Sicurezza

KNX e Domotica: 5 cose che devi sapere per una casa intelligente

Cosa è lo standard Konnex (KNX)?

Konnex (KNX) è lo standard mondiale sviluppato dalla KNX Association, che consente la gestione automatizzata e decentralizzata degli impianti tecnologici in diverse strutture nell’automazione residenziale (impianto di domotica) o di edifici (building automation) E’ un modo di progettare e costruire dispositivi e i loro software per far si che dialoghino l’uno con l’altro, anche se di produttori diversi.

Nasce nel 1990 dalla convergenza di tre associazioni di aziende inizialmente conosciuto col nome EIB per diventare nel 2005 KNX:

  1. EIBA– European Installation Bus Association
  2. EHSA– European Home System Association
  3. BCI – BatiBUS Club International

 

KNX è un Protocollo, cioè un “linguaggio comune” con il quale i dispositivi con tipologia, costruttore e funzione differente dialogano per scambiare informazioni, stati, comandi e realizzare funzionalità avanzate ed integrate nell’edificio (scopri di più nel portale dedicato).

Konnex è stato il primo protocollo riconosciuto a livello europeo (EN 50090 / EN 13321-1) e livello mondiale (ISO/IEC 14543).

I protocolli trasmissivi sui quali si fonda lo standard KNX sono sostanzialmente quattro:

  • doppino Twisted Pair ( doppino bifilare in rame solido), è quello più utilizzato e più semplice
  • powerline (ad onda convogliata)
  • radiofrequenza (Radio Frequency,/868 MHz)
  • TPC/IP (formato dai due protocolli determinanti per la comunicazione in Internet)

 

Struttura del Konnex: come funziona

La struttura di un sistema BUS KNX è composta da aree e linee. Le aree possono essere fino ad un massimo di quindici collegate tra loro da una linea dorsale principale. In ciascuna area vi è una linea principale, da cui possono svilupparsi diverse linee secondarie, fino ad un massimo di quindici linee.

Sulle linee secondarie sono collegati i dispositivi KNX (sensori, attuatori) e il numero massimo di dispositivi all’interno di ogni linea è di 256 così suddivisi: 4 segmenti di linea da 64 dispositivi.

Le linee principali di ciascuna area sono collegate alla linea dorsale principale da dispositivi che prendo il nome di Accoppiatori di Area (AA), mentre le linee secondarie sono collegate alla linea principale di area da Accoppiatori di Linea (AL).

Per ogni linea deve essere previsto un alimentatore BUS (PS) che fornisce la necessaria alimentazione ai dispositivi (DISP) che vi sono collegati.

 

Quali sono i componenti?

I componenti di un impianto basato su KNX possono essere elementi installabili su guida DIN, cioè montati a quadro, oppure da incasso a parete o “volanti” da inserire in scatole di derivazione.

Semplificando i componenti sono:

  • Attuatori sono dispositivi che eseguono il comando ( dimmer, regolazioni di valvole per il riscaldamento, attivazione di tapparelle ecc.)
  • Sensori ricevono gli ordini come ad esempio interruttori, termostati ecc
  • Bus per connettere e consentire agli attuatori ed ai sensori di comunicare
  • alimentatori: che sono necessari per alimentare il bus (e quindi tutti gli altri componenti) e a permettere la trasmissione.

 

KNX e Domotica: gli utilizzi

Il protocollo KNX può essere utilizzato per vari usi e applicazioni per il controllo degli edifici e delle abitazioni come ad esempio:

Tutto questo contribuisce oltre a migliorare la sicurezza e il confort anche ad un risparmio energetico del 50%.

 

Quanto costa un impianto domotico?

Per avere un’ idea dei costi da sostenere per rendere la nostra casa domotica il nostro consiglio è quello di fare una valutazione con un sopralluogo con azienda specializzata in ambito domotico.

I fattori che influiscono sul prezzo sono molteplici, ad esempio se la vostra esigenza è quella di sostituire il vecchio impianto elettrico oppure siete alle prese con una ristrutturazione o di una casa in costruzione? Va tenuto in considerazione anche il tipo di abitazione, se un appartamento, una villa, una villetta, un loft, ufficio ecc.

Fondamentale è valutare il tipo di impianto elettrico domotico che si vuole installare. Esiste il cosiddetto impianto ” base” oppure l’impianto “completo”

Nel primo caso rientrano solo alcuni dei sistemi base, come gli impianti di videosorveglianza, gli allarmi, la gestione dell’aria condizionata, l’illuminazione ecc.

L’impianto domotico completo invece è in grado di gestire e controllare tutta l’abitazione attraverso un’ unica applicazione. Non sono impianti adatti al “fai da te”, perché vengono progettati, personalizzati e realizzati da personale qualificato ah hoc per le richieste e il tipo di abitazione.

Sulla base di quanto abbiamo scritto, a grandi linee un impianto domotico base si aggira attorno al 10-20% in più rispetto ad un impianto elettrico tradizionale. Facendo un esempio per un appartamento di medio dimensioni (100-120 mq) i prezzi possono partire da € 6.500.

Per noi di Automazione & Sicurezza è importante che ogni soluzione sia personalizzata dalla progettazione alla realizzazione. Perchè ogni cliente è unico.

Per le richieste di sopralluoghi e verifiche da parte dei nostri tecnici contattaci al numero 02/95300645 oppure invia una email automazioneesicurezza@gmail.com

Impianti elettrici civili e industriali: quali sono le differenze

Impianti elettrici civili e industriali: quali sono le differenze | Automazione & Sicurezza

Impianti elettrici civili e industriali: quali sono le differenze

Per parlare delle differenze che intercorrono tra gli impianti elettrici civili e industriali, è bene fare un passo indietro. L’elettricità è una parte fondamentale della nostra vita e della nostra quotidianità, basti pensare agli elettrodomestici, alla luce, all’aria condizionata, al riscaldamento, alla televisione, allo smartphone, al computer e molto altro ancora. Tutti funzionano grazie all’energia elettrica.

Il sistema elettrico, invece, è l’insieme degli apparecchi e degli strumenti atti a produrre, trasformare, trasmettere e distribuire l’energia elettrica.

Da cosa sono composti gli impianti elettrici civili e industriali?

Tutti gli impianti elettrici civili e industriali sono composti da diversi elementi:

  • il contatore, il quale viene installato in ogni abitazione e serve a misurare sia la potenza attiva che la potenza reattiva che vengono immesse e prelevate.
  • i cavi elettrici e il conduttore, dove viene trasportata l’energia elettrica.
  • il quadro elettrico, il quale viene installato a valle del contatore con la funzione di regolare la sicurezza degli impianti elettrici, alimentando i circuiti o interrompendo l’alimentazione in caso di pericolo, cortocircuito o sovraccarico. Ci sono quadri elettrici domestici e quadri elettrici industriali, i quali si differenziano in base alla potenza richiesta.
  • l’impianto di messa a terra protegge le persone dal rischio di folgorazione mantenendo le masse metalliche al potenziale di terra. È la protezione fondamentale di ogni impianto elettrico a norma secondo il Lgs. n. 81/2008, D.M. n. 37 del 22 gennaio 2008, norma CEI 64-8.
  • le cassette di derivazione, all’interno delle quali si diramano i conduttori collegati alle prese e ai punti luce degli impianti elettrici di case ed edifici.
  • l’interruttore automatico differenziale è il principale dispositivo di sicurezza di un impianto elettrico. Tecnicamente è quello che scatta quando un elettrodomestico va in corto circuito.

Le differenze tra gli impianti elettrici civili e industriali

Nonostante tutti gli impianti elettrici si compongono degli stessi elementi e funzionano allo stesso modo, esistono delle differenze derivanti dalla destinazione dell’impianto. Si può parlare quindi di impianti elettrici civili e impianti elettrici industriali.

Fondamentalmente, le differenze tra un impianto elettrico civile e un impianto elettrico industriale sono date dall’utilizzo del tipo di impianto e dal luogo dove verrà installato. In termini pratici, però, la differenza più sostanziale tra queste due tipologie riguarda la potenza energetica richiesta.

Quando parliamo di impianti elettrici civili il luogo d’installazione può essere di tipo domestico o di uso comune frequentato da un pubblico come, per esempio, le attività commerciali.

Al contrario, gli impianti elettrici industriali sono impianti utilizzati per le industrie, le imprese e le aziende, come dice il nome stesso.

In termini di funzionamento e di potenza energetica, per l’utilizzo di utenze domestiche e commerciali gli impianti elettrici devono avere la potenza necessaria per gestire l’illuminazione, alimentare elettrodomestici e altri impianti come il condizionatore, i cancelli automatici, la caldaia ecc. Gli impianti di tipo industriale, invece, devono avere la potenza per sostenere e far funzionare macchinari anche di grandi dimensioni.

Normative e leggi per impianti elettrici civili e industriali

Per le utenze domestiche e commerciali si parla di progettazione e realizzazione standard. Per le industrie e per le aziende, invece, le normative di sicurezza sono più rigide. Ci sono quindi diverse norme che regolano gli impianti elettrici civili e industriali, in generale o in base alla destinazione d’uso specifica.

La normativa di riferimento per gli impianti elettrici civili e industriali è la Legge 186/68, che indica quali sono i materiali da utilizzare in fase di progettazione dell’impianto. La legge 791/77 che specifica quali sono le responsabilità dei costruttori nei confronti degli impianti consegnati. Il decreto legislativo 81/08, che riguarda la sicurezza dei luoghi di lavoro. Il Decreto legge 37/08 per la sicurezza degli impianti. La norma CEI 64-8 per gli impianti civili, definisce i criteri di efficienza energetica per impianti che utilizzano a tensione nominale non superiore a 1000V in corrente alternata e a 1500V in corrente continua. Inoltre, specifica le dotazioni minime, quali son i criteri di sicurezza, le manutenzioni e le verifiche da effettuare per avere un impianto a norma.

CEI 64-8

L’ultima revisione della CEI 64-8 individua dei parametri specifici per l’efficienza energetica degli impianti elettrici civili e industriali n bassa tensione. Inoltre, parla della riqualificazione energetica degli edifici esistenti e della progettazione per quelli nuovi. La norma CEI 64-8 per gli impianti industriali prevede che siano sempre presenti gli interruttori differenziali, inoltre i materiali scelti devono essere tassativamente a marchio IMQ. È fondamentale garantire la protezione massima delle persone dai contatti diretti e indiretti, con coperture, barriere sulle parti attive e la messa a terra. I quadri esterni devono avere una protezione minima IP55 (contro polveri e getti d’acqua). Per quanto riguarda i cavi e i tubi devono essere in materiale ignifugo, le spine e le prese devono essere quelle ad uso industriale.

Livelli prestazionali

Altro punto molto importante è la definizione dei tre livelli prestazionali.

  1. Livello 1 base, definisce alcuni standard quantitativi/qualitativi obbligatori. È progettato per un utilizzo basilare dell’impianto elettrico, per garantire un buon livello di sicurezza ed efficienza. Prevede un numero minimo di punti-prese e punti-luce, circuiti in funzione della metratura dell’appartamento e almeno due interruttori differenziali.
  2. Livello 2 standard per qualificare maggiormente l’impianto elettrico, perché prevede un sistema di controllo carichi per ridurre gli sprechi energetici e ottimizzare l’utilizzo dell’energia elettrica
  3. Livello 3 domotico, comprende tutte le caratteristiche dell’impianto di Livello 1 e Livello 2 aggiungendo delle integrazioni di domotica. Un impianto elettrico di livello 3 per essere classificato come domotico deve comprendere almeno 4 tra queste funzioni:
  • Controllo dei carichi
  • Antintrusione
  • Gestione della temperatura
  • Controllo da remoto
  • Sistema diffusione sonoro
  • Sistema rilevazione antiallagamento e rilevazione gas
  • Rilevazione antincendio
  • Controllo delle luci

Sceglici per i tuoi impianti elettrici civili e industriali

Noi di Automazione & Sicurezza grazie ai nostri tecnici specializzati e sempre aggiornati possiamo prenderci cura di tutte le fasi del lavoro, dal sopralluogo ispettivo alla progettazione della soluzione, dalla scelta dei materiali più adatti alla messa in opera, sino alla manutenzione programmata e straordinaria. Un servizio completo, efficiente e in linea con tutte le normative vigenti.

Che si tratti di sistemi semplici o complessi, di impianti elettrici a uso commerciale, residenziale o industriale, gli standard qualitativi sono sempre elevati, garantiti da tutte le necessarie certificazioni e omologazioni.

Hai bisogno di realizzare degli impianti elettrici civili e industriali? Contattaci al numero 02-95300645 oppure scrivici all’indirizzo e-mail automazioneesicurezza@gmail.com per ricevere informazioni o richiedere sopralluoghi.

Perché gli ingressi automatici sono importanti per il risparmio energetico

Perché gli ingressi automatici sono importanti per il risparmio energetico

Perché gli ingressi automatici sono importanti per il risparmio energetico

L’energia è una risorsa preziosa e limitata, e il risparmio energetico è diventato un obiettivo fondamentale per governi, imprese e individui in tutto il mondo. Gli ingressi automatici possono contribuire in modo significativo al raggiungimento di questo obiettivo, riducendo i consumi energetici grazie alle loro caratteristiche tecniche.

Abbiamo quindi voluto analizzare gli aspetti principali dell’efficacia degli ingressi automatici, e spiegare come possono contribuire al risparmio energetico e offrendo alcuni consigli su come scegliere la soluzione migliore per le proprie esigenze.

FAAC opinion leader della campagna nazionale Italia in classe A

Il primo passo per capire l’efficacia degli ingressi automatici è legato alla notizia della campagna nazionale “Italia in classe A“, promossa dall’ENEA. Il gruppo FAAC, leader del settore dei sistemi di automazione per cancelli e porte, è stato scelto come opinion leader della campagna, che mira a promuovere la cultura dell’efficienza energetica e la riduzione dei consumi.

La storica azienda di Zola Predosa si è quindi vista riconoscere un lavoro durato oltre dieci anni nel trasmettere una visione innovativa, che sta ora concretizzandosi in un nuovo modo di ripensare l’ottimizzazione energetica degli ambienti.

Come vengono ridotti i consumi

Gli ingressi automatici funzionano con sensori che rilevano la presenza di persone o veicoli e attivano il sistema di apertura e chiusura. In questo modo, gli ingressi automatici sono in grado di ridurre significativamente i consumi energetici rispetto agli ingressi tradizionali, che richiedono un’azione manuale per l’apertura e la chiusura. Inoltre, sono dotati di una tecnologia avanzata che consente di ottimizzare l’utilizzo dell’energia elettrica, riducendo ulteriormente i consumi.

Ingressi automatici: quale soluzione scegliere

Esistono diverse tipologie di ingressi automatici, ognuna delle quali offre caratteristiche e vantaggi specifici. La scelta della soluzione migliore dipende dalle esigenze individuali e dalle caratteristiche dell’edificio in cui verranno installati gli ingressi. Ad esempio, se si desidera installare un ingresso automatico per un garage, si potrebbe optare per un sistema a battente o scorrevole, a seconda dello spazio disponibile e delle preferenze personali. Inoltre, è importante scegliere un prodotto di qualità, che offra prestazioni elevate e una lunga durata nel tempo.

ENEA promuove in particolare le seguenti soluzioni di FAAC, che potete vedere in funzione nei corrispettivi video in link:

INGRESSO CON LAMA D’ARIA INTEGRATA AIRSLIDE: https://lnkd.in/dGGkkCyk
SOFTWARE RISPARMIO ENERGETICO ENERGY SAVING: http://vimeo.com/44524773
INGRESSO CON RIARMO AUTOMATICO DELE ANTE: https://lnkd.in/dRdFacau

Vantaggi per l’ambiente

Oltre ai vantaggi economici legati al risparmio energetico, l’installazione di ingressi automatici può offrire importanti vantaggi per l’ambiente. La riduzione dei consumi energetici contribuisce infatti a ridurre le emissioni di gas serra e il consumo di risorse naturali, aiutando a preservare il nostro pianeta per le generazioni future. Inoltre, l’installazione di ingressi automatici può contribuire alla certificazione energetica degli edifici, aumentando il loro valore di mercato e migliorando la qualità della vita degli occupanti.

In qualità di installatore FAAC, Automazione & Sicurezza può offrirvi le migliori soluzioni di ingressi automatici per incrementare le prestazioni dei vostri ambienti.

Contattateci per maggiori informazioni!

D.L. 212/2023: cosa cambia per il Bonus Barriere Architettoniche?

Bonus barriere architettoniche | Automazione & Sicurezza

D.L. 212/2023: cosa cambia per il Bonus Barriere Architettoniche?

Con il Decreto-Legge del 20 dicembre 2023, n. 212 art.3, il Bonus Barriere Architettoniche ha subito modifiche che ne limitano il campo degli interventi e le possibilità di cessione del credito. Questi cambiamenti hanno interessato anche il nostro settore, in quanto i benefici possono ora essere applicabili per gli interventi dei c.d. ostacoli verticali (scale, rampe, ascensori, servoscala, piattaforme elevatrici), e i lavori per l’automazione di specifici impianti quali porte automatiche, persiane automatiche e porte per garage non rientrano di conseguenza tra i lavori con agevolazioni al 75%.

Il D.L. ha corretto in maniera imprevista quanto era valido fino a poco tempo fa, ovvero l’agevolazione al 75% con iva al 4% in cinque anni, rifacendosi quindi all’interpretazione originaria della Legge di Bilancio 2022, che introduceva il bonus per la prima volta, e non alla revisione seguente.

Quando scade il Bonus Barriere Architettoniche?

Il bonus dedicato alla rimozione delle barriere architettoniche è stato introdotto dalla legge di Bilancio 2022 e successivamente prorogato fino al 31 dicembre 2025 mediante la legge di Bilancio 2023.

Tale incentivo consiste in una detrazione d’imposta pari al 75% delle spese documentate sostenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025. Questa detrazione deve essere distribuita tra coloro che ne hanno diritto in cinque quote annuali di uguale importo.

Sconto in fattura e cessione del credito

Con le novità del Bonus Barriere Architettoniche 2024, le possibilità di optare per lo sconto in fattura e la cessione del credito sono state ristrette ai soli lavori condominiali effettuati su parti comuni. È comunque possibile usufrirne nel caso il richiedente sia una persona fisica con reddito fino a 15.000€ per interventi su edifici unifamiliari o plurifamiliari di cui sono proprietari, e analogamente quando sono presenti membri della famiglia con disabilità.

Altre novità riguardano l’obbligo di “apposita asseverazione per il rispetto dei requisiti” e di tracciabilità dei pagamenti, il quale dovrà essere effettuato con il “bonifico parlante”, che consente di specificare il motivo del pagamento e facilitare l’identificazione del destinatario.

Contattaci per maggiori informazioni.

POST SOSPENSIONE BONUS 1

Bonus Sicurezza prorogato per tutto il 2024

Bonus Sicurezza 2024 | Automazione & Sicurezza

Bonus Sicurezza prorogato per tutto il 2024

Il Bonus Sicurezza 2023 è stato prorogato per tutto il 2024. Permette di usufruire di una detrazione fiscale al 50%, se vengono effettuati: “Interventi finalizzati a prevenire il rischio di comportamenti illeciti da parte di terzi, come furto, aggressione, sequestro di persona, e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti”.

È consentito portare in detrazione il 50% delle spese sostenute su una spesa massima di 96.000 euro, per interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di compimento di atti illeciti da parte di terzi.

Quali interventi sono ammessi

Il Bonus Sicurezza è un incentivo rivolto a tutte le persone che desiderano installare tutti i sistemi antintrusione, allarmi, recinzioni, antifurti, rinforzo e videosorveglianza che possono fare da deterrente contro effrazioni e rapine ed è finalizzato a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi e soprattutto per migliorare la sicurezza delle persone all’interno della casa o dell’edificio.

Occorre precisare che è possibile richiedere il bonus sicurezza senza ristrutturazione.

L’agevolazione non è infatti connessa ai lavori di ristrutturazione o di riqualificazione edilizia, ma è una detrazione “indipendente”. Questo significa che per ottenerla non serve sostenere delle spese propedeutiche di restyling della casa.

Per accedere al Bonus Sicurezza 2024 non è necessario avere una ristrutturazione in corso.

Detrazioni ammissibili al 50%: i requisiti

  • È detraibile il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurale e sulle loro pertinenze (art. 16-bis del D.P.R. 917/1986).
  • È detraibile il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali (D.P.R. 06/06/2001 n° 380)
  • È detraibile il 50% delle spese effettuate per gli interventi alla realizzazione di box o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune. Possono usufruire della detrazione anche gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati. la detrazione si calcola sulle spese sostenute per la sua realizzazione, che devono essere dimostrate da apposita attestazione rilasciata dal venditore.
  • La detrazione può essere richiesta direttamente sulle spese ammesse e viene riconosciuta a rate, per un periodo di 10 anni, cioè in 10 quote annuali. Per ottenerla, quindi, è necessario conservare tutta la documentazione utile e presentarla in sede di dichiarazione dei redditi.

Bonus Sicurezza 2024: modalità di pagamento

Requisito importante è quello che i pagamenti vengano effettuati in modo che rimangano tracciati cioè mediante un bonifico parlante, postale o bancario, sul quale risultano:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma,
  • numero, data ed importo delle fatture,
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione,
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Contattateci per maggiori informazioni.

Telecamere termografiche per rilevazione temperatura corporea

telecamere termografiche

Telecamere termografiche per rilevazione temperatura corporea

La definizione corretta delle telecamere per la rilevazione della temperatura corporea, o telecamere termografiche, è Termocamera.

È una telecamera sensibile alla radiazione infrarossa (IR) emessa da tutti i corpi con temperatura superiore allo zero assoluto, convertita attraverso  le lenti ottiche termiche in un segnale elettronico che viene restituito dal rilevatore come immagine termica.

Più un oggetto è caldo maggiore è la radiazione termica irradiata.

Il calore rilevato dalle telecamere termografiche può essere quantificato in modo molto preciso, rendendo subito possibile individuare le persone con una temperatura superiore a 37.5°C, che indica l’emergere della febbre e quindi potenzialmente portatori del virus Covid 19.

Questo tipo di termocamere sono sempre più spesso utilizzate per controllare l’accesso ai luoghi di lavoro, stazioni, centri commerciali, ospedali ecc. perché possono rilevare in pochi secondi molti soggetti simultaneamente.

Le indicazioni contenute nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 24 aprile 2020 da Governo e parti sociali, individuano il controllo della temperatura  può essere svolto all’ingresso dei luoghi di lavoro come misura accessoria per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro (fonte Inail).

Differenza tra telecamere termografiche e termometro IR

La differenza tra telecamere termografiche e termometri a infrarossi (IR) riguarda principalmente la modalità di utilizzo, la distanza di rilevamento e l’efficienza nella misurazione della temperatura. Entrambi i dispositivi hanno lo scopo di rilevare la temperatura corporea senza contatto diretto con la persona, ma sono adatti a contesti e necessità diverse.

Il termometro a infrarossi è uno strumento compatto e maneggevole che permette di misurare la temperatura corporea puntando il sensore su aree specifiche del corpo, come il polso o la fronte. Questo processo richiede l’intervento di un operatore, che deve essere posizionato a una distanza ravvicinata, generalmente di pochi centimetri, per garantire la precisione della misurazione. L’operatore deve puntare direttamente il termometro sull’area desiderata e leggere il risultato sul display del dispositivo. Questo approccio è ideale in contesti dove è richiesto un controllo individuale rapido, come all’ingresso di edifici pubblici o strutture sanitarie, ma può risultare meno efficiente in situazioni con flussi elevati di persone o dove è necessario mantenere una maggiore distanza fisica.

La termocamera, d’altra parte, è un dispositivo più avanzato che consente di misurare la temperatura corporea su una superficie più ampia, come il viso, da una distanza maggiore rispetto al termometro IR. Questo tipo di telecamera può essere posizionato in modo strategico per monitorare contemporaneamente più persone che transitano all’interno di un’area. Le termocamere sono spesso utilizzate in luoghi ad alta frequentazione come aeroporti, centri commerciali, uffici pubblici e ambienti aziendali per effettuare controlli di massa senza la necessità di fermare o avvicinarsi fisicamente alle persone. Grazie alla capacità di monitorare aree più ampie e rilevare la temperatura a distanza, le telecamere termografiche contribuiscono a ridurre assembramenti, code e interazioni ravvicinate, garantendo così una maggiore sicurezza e un controllo rapido e continuo.

Con la termocamera invece si possono rilevare le temperature di un’area più estesa come il viso da distanze maggiori, permettendo di non creare assembramento o code. Ottenendo in questo modo alta efficienza e sicurezza.

Tipologie di telecamere termografiche per febbre:

  • termoscanner portatili, dotati di display e utilizzati da un operatore.
  • termoscanner a totem, dove ci si accosta con il viso per permettere la misurazione.
  • termoscanner gate di scansione per mobilità pedonale, dotati di un varco di accesso da attraversare per il rilevamento della temperatura e spesso anche per verificare la presenza della protezione individuale sul viso posizionata correttamente. Novità di pochi giorni fa di Dahua technology è il termoscanner con verifica automatica del Green Pass.
  • termoscanner a telecamera, indicati per aree ad alto passaggio pedonale, permettendo l’inquadramento contemporaneo di molti soggetti.

A fini della classificazione in dispositivi medici, tutti i sistemi di imaging termico devono rispettare i requisiti del Dispositivi Medici (UE) 2017/745, marcatura CE che ne consente la libera circolazione in Europa e la messa in servizio conformemente alla loro destinazione d’uso e la  classificazione in categoria IIA.

Termoscanner misurazione temperatura corporea: prezzo

I prezzi variano in base al tipo di telecamere termografiche che si intende acquistare, ad esempio si parte da circa € 700 per quelli portatili mentre per il termoscanner a totem il costo parte da circa € 1.200.

Automazione & Sicurezza propone una gamma di prodotti tecnologici per la salvaguardia della salute e per la sicurezza delle persone in tempi di emergenza sanitaria e non solo.

Per le richieste di sopralluoghi e consulenze da parte dei nostri tecnici contattaci  al numero 02/95300645 oppure richiedi un preventivo.

Come funziona un sistema d’allarme? 5 cose da sapere

Come funziona un sistema d'allarme | Automazione & Sicurezza

Come funziona un sistema d’allarme? 5 cose da sapere

Che cos’è e come funziona un sistema d’allarme? Un sistema d’allarme è un dispositivo che ha il compito di rilevare ogni tipo d’intrusione all’interno di un ambiente da parte di individui non autorizzati a farlo.

L’impianto d’allarme purtroppo non può intervenire in alcun modo nei confronti dell’intruso, è quindi di fondamentale importanza avere dei buoni sistemi di segnalazione che possano indurre il malintenzionato alla fuga o che, in caso contrario, possano far giungere nel minor tempo possibile qualcuno in grado di farlo. Spesso nella progettazione di un impianto ci si sofferma parecchio sulla qualità e il numero di sensori, trascurando poi gli attuatori d’allarme, una semplice sirena ormai non è più sufficiente per spaventare un ladro o un malintenzionato, in quanto sempre più spesso sono loro i primi a saperla disattivare in poco tempo, è quindi bene saper progettare non solo i sistemi di rilevazione, ma anche gli attuatori dell’allarme, utilizzando ad esempio più sirene o dei dispositivi d’allarme telefonici.

Come funziona un sistema d’allarme: entriamo nel dettaglio

Il cuore dell’impianto è la centralina d’allarme, tutti gli altri dispositivi fanno capo ad essa, si occupa dell’alimentazione ed è la sede della memoria di programmazione dell’impianto.

I dispositivi che si occupano di rilevare l’intrusione vengono denominati sensori o rilevatori, e possono essere volumetrici (cioè in grado di rilevare la presenza di un essere umano o similare all’interno dell’ambiente) o perimetrali (cioè tengono sotto controllo solo il perimetro dell’ambiente e un’eventuale oltrepassaggio di questo).

La centralina può poi essere interfacciata con dei dispositivi che ne permettano la gestione a distanza. Questa in genere può avvenire tramite una chiave elettronica, un radiocomando o una tastiera.

Esistono anche centrali che permettono la gestione da remoto, che danno in pratica la possibilità di controllare telefonicamente, o tramite modem, lo stato della centrale e dei sensori e in caso d’allarme comunicano anche quale sensore lo ha fatto scattare. Alcune di queste danno persino la possibilità di inserire o disinserire l’impianto tramite telefono o di effettuare un ascolto ambientale.

Come funziona un sistema d'allarme

Come funziona un sistema d’allarme: gli attuatori

Come già detto, un ruolo fondamentale nell’ impianto d’allarme lo ricoprono gli attuatori, questi hanno il compito, nel momento in cui ricevono il segnale dalla centrale, di comunicare, nel più breve tempo possibile e nel modo più diretto e sicuro, l’avvenuto allarme. Al giorno d’oggi come attuatori si utilizzano sirene e combinatori telefonici. Le prime hanno il compito di far capire all’intruso che la sua presenza è stata rilevata e di attirare l’attenzione di chi si trova nelle vicinanze, mentre il combinatore telefonico è un dispositivo che all’allarme, utilizzando la linea telefonica, chiama dei numeri preimpostati e ripete il messaggio registrato all’installazione, dando la possibilità di avvertire anche chi al momento non può sentire le sirene.

Per maggiori informazioni su come funziona un sistema d’allarme e come quale installare per le proprie esigenze, potete contattare Automazione & Sicurezza.

Porte automatiche scorrevoli: tutto quello che c’è da sapere

Porte automatiche scorrevoli

Porte automatiche scorrevoli: tutto quello che c’è da sapere

Le porte automatiche scorrevoli si differenziano dalle porte classiche perché non devono essere spinte a mano per poterle aprire o chiudure in quanto non necessitano di nessuna sollecitazione fisica. Grazie al sensore  che rileva la presenza di una persona si aprono e si richiudono automaticamente.

La scelta può essere fatta tra l’ingresso automatico scorrevole ad un’anta o l’ingresso automatico scorrevole a due ante, la differenza consiste nelle dimensioni del serramento in base alle misure del varco da chiudere.

Le porte automatiche scorrevoli rappresentano il sistema di apertura più diffuso e richiesto negli ultimi anni per gli innumerevoli vantaggi che offrono:

  • risolve i problemi di accessibilità per le persone con disabilità, per chi sta spingendo il passeggino o per chi ha le mani occupate.
  • consentono di risparmiare spazio negli ambienti piccoli ottimizzando gli ingombri.
  • permettono un notevole risparmio energetico perché minimizzano la dispersione di calore, grazie ai sensori di apertura che riducono il tempo di apertura/chiusura.
  • possono essere gestite e controllate da remoto per aumentare la sicurezza, creando all’occorrenza un accesso selettivo del flusso come nel caso di negozi, centri commerciali, centri sportivi, aziende, uffici, farmacie ecc, necessità  legata al Covid 19.
  • sono fondamentali in situazioni di emergenza perché possono essere chiuse per evitare l’accesso in caso di pericolo o essere impostate per rimanere sempre aperte per facilitare l’uscita in modo agevole e senza ritardi in caso si sfollamento.

Porte automatiche scorrevoli: tipologie

Automazione & Sicurezza installa ingressi marchio FAAC, leader del settore degli ingressi automatici.

Le tipologie delle porte automatiche scorrevoli proposte sono molteplici in base alle necessità e richieste del cliente :

  • in vetro con trave di supporto ridotta
  • in pvc
  • in vetro di sicurezza in classe di resistenza all’effrazione RC3 secondo lo standard europeo EN 1627.
  • in vetro con riarmo automatico, cioè con il  ripristino automatico da applicare alle vie di fuga
  • ridondanti per le vie di fuga.
  • pieghevoli con sistema antipanico a sfondamento.

Richiedi un preventivo: costi e prezzi

Per definire i costi di una porta scorrevole automatica, vanno considerati molti i fattori. Per prima cosa, infatti, è necessario definire le dimensioni del varco e della porta stessa, i materiali e il tipo di sistema di automazione da installare. Indicativamente i prezzi partono da € 2.000.

E’ importante rivolgersi a un’azienda che sia altamente specializzata in questo tipo di porte, che potrà proporre soluzioni personalizzate e garantire un rapporto qualità-prezzo corretto.

Automazione & Sicurezza propone ingressi automatici sicuri, affidabili e duraturi nel tempo grazie alla nostra assistenza post vendita , offrendo ai propri Clienti un servizio di manutenzione programmata per garantire un prolungamento della vita media del vostro ingresso automatico.

Per le richieste di sopralluoghi e verifiche da parte dei nostri tecnici abilitati e certificati contattateci al numero 02/95300645 oppure richiedete un preventivo.

Miglior allarme senza fili: 4 cose da sapere

Miglior allarme senza fili: tutto quello che c'è da sapere | Automazione & Sicurezza

Miglior allarme senza fili: 4 cose da sapere

Che cos’è un allarme senza fili o wireless? Come funzionano? Queste sono alcune delle domande più frequenti che ci rivolgono i nostri clienti.

Quando si parla di un allarme senza fili, si intende un sistema non cablato, quindi senza cavi e fili tra i componenti dell’antifurto quali la centralina, la sirena e i sensori.

La centralina o centrale d’allarme è il componente fondamentale dell’impianto perché  gestisce i segnali che provengono dai sensori di movimento e/o di apertura di porte, finestre, facendo  scattare la sirena in caso di anomalie o tentativi di manomissione.

La differenza principale tra un allarme tradizionale e un antifurto senza fili consiste soprattutto nella facilità d’installazione, senza lavori di infilaggio di cavi e opere murarie.

Ma quindi se non è collegato all’impianto elettrico come funziona? Essendo senza fili l’antifurto funziona a batteria, ci sono alcuni prodotti che offrono un’autonomia assicurata per ben due anni.

Un altro vantaggio è quello di  poter collegare, attivare e controllare il sistema di antifurto anche a distanza direttamente con un’applicazione per lo smartphone. Inoltre, se si decide di installare le telecamere è possibile vedere ciò che succede all’interno dell’abitazione mentre non si è in casa.

Vediamo in che cosa si differenziano le due tipologie:

  • Quando la centralina è collegata direttamente al nostro wifi di casa, si parla di un allarme wireless. In questo caso la centralina invierà le varie notifiche allo smartphone.
  • Quando invece la centralina è collegata alla rete telefonica si tratta di un allarme wireless GSM verranno inviate le notifiche o degli sms direttamente  attraverso  la centralina d’allarme.

Allarme perimetrale esterno senza fili

Per garantire un ulteriore grado di sicurezza si può installare un allarme senza fili di tipo perimetrale per l’area esterna delle nostre case come il giardino, il terrazzo o il balcone, utilizzando la stessa tecnologia di cui abbiamo parlato per quello di casa cioè senza opere murarie.

È un sistema che si basa su diverse tipologie di sensori di movimento funzionanti sempre a  batteria. Un rilevatore volumetrico perimetrale, emette un raggio d’azione che può arrivare fino a 10/12 metri rispetto a dove è collocato. Facendo scattare l’allarme molto prima che il malintenzionato riesca ad avvicinarsi alla finestra o porta di casa.

L’allarme è composto dalla centralina, dalle telecamere e dai sensori a infrarossi. Questi ultimi possono essere di diversi tipi, con sensori a microonde, con sensori a infrarossi

I Sensori a infrarossi o PIR (Passive Infra Red)  si basano sulla rilevazione dei raggi infrarossi emessi da un corpo caldo. Il termine passivo si riferisce al fatto che i sensori non emettono energia in nessuna forma ma lavorano esclusivamente rilevando l’energia sprigionata dagli oggetti.

Tutti gli oggetti con temperatura superiore allo zero assoluto emettono energia sotto forma di radiazioni luminose. Queste radiazioni sono invisibili all’occhio umano, poiché a frequenza inferiore a quella della luce dello spettro visibile, ma possono essere rilevate tramite i sensori.

I sensori a tecnologia infrarossi segnalano quindi l’intrusione attraverso la rilevazione del calore emesso dal corpo in movimento e sono da preferire quando si hanno animali domestici perché se correttamente tarati consentono di evitare i falsi allarmi.

I Sensori a microonde  funzionano tramite un trasmettitore ed un ricevitore per creare una barriera invisibile sensibile al passaggio di una persona, con la differenza che il segnale che viene emesso è una radiazione elettromagnetica ad alta frequenza legate al movimento di una persona. Sono dotati di sistemi antisabotaggio che si attivano quando qualcuno cerca di manomettere i sensori. Questo sistema può proteggere tratte lunghe fino a 300/500 mt ed anche in condizioni climatiche di nebbia o forte foschia

Allarme senza fili per garage

 Anche per il garage c’è la possibilità di installare un allarme senza fili. I componenti anche in questo caso sono la centralina, i sensori di movimento, i sensori perimetrali   esterni o i contatti sulla porta del box ed eventualmente le videocamere.

La centralina  utilizza un segnale a doppia frequenza, per permettere la comunicazione intatta anche in seguito a manomissione del filo o di un segnale di disturbo di una delle due frequenze.  Attraverso il nostro smartphone è possibile gestire l’impianto d’allarme ovunque ci troviamo, permettendo un controllo continuo o al bisogno.

La valutazione del miglior impianto di allarme per il box e dei suoi componenti va fatta tendendo conto se il box è separato dalla nostra abitazione oppure fa parte della casa.

Qual è il prezzo di un buon allarme senza fili? 

Il prezzo di un antifurto senza fili può variare a seconda dei metri quadri da coprire, dalla tecnologia, dai dispositivi utilizzati e dall’integrazione con altri sistemi.

Nel complesso i costi per un impianto di allarme possono partire per un’ abitazione di medie dimensioni da circa € 1.500.

La cosa importante è rivolgersi solo a ditte specializzate in grado di eseguire un lavoro  a regola d’arte che possano garantire una qualità dell’installazione e certificando il sistema wireless.

Automazione & Sicurezza è un’azienda con esperienza decennale nell’ambito della sicurezza a 360°.

I nostri sistemi d’allarme sono progettati per poter essere integrati ad un sistema domotico e di videosorveglianza, grazie ai quali tu puoi controllare in ogni momento da remoto lo stato della tua casa o del tuo ufficio e nel caso di segnalazione, interagire subito con il tuo impianto d’allarme. Il tutto è gestibile tramite APP dal tuo smartphone.

Se stai cercando installatori qualificati per un allarme senza fili, Automazione & Sicurezza è la realtà che fa per te.

Scegliere bene è il primo passo da compiere per ottenere un risultato di successo.  Contattaci per un preventivo.

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Tende da sole motorizzate: 4 cose da sapere

tende da sole motorizzate

Tende da sole motorizzate: 4 cose da sapere

Cosa sono e come funzionano le tende da sole motorizzate? Le tende da sole rappresentano la soluzione migliore per farci vivere e godere pienamente la vita all’aperto nella bella stagione sia nel nostro giardino o sul nostro terrazzo, grazie alla zona d’ombra e alla privacy che riescono a creare. Un altro importante vantaggio dell’utilizzo di una tenda da sole è quello di contenere i consumi energetici riferiti ai condizionatori e ai ventilatori. Infatti grazie alla protezione delle finestre e terrazzi con le tende da sole, permette di limitare il calore all’interno delle case diminuendo del 30-50% il consumo di energia.

Una tenda da sole è un dispositivo composto da più elementi. La parte principale è rappresentata dal tessuto, la quale si appoggia sulla struttura portante o telaio. Inoltre può esserci un cassonetto a protezione della tenda esposta agli agenti atmosferici, durante il periodo invernale o con il brutto tempo.

Il movimento della tenda avviene con un sistema a rullo, posizionato nella parte alta della tenda che ruotando su se stesso attraverso un arganello manuale o un motore elettrico tubolare avvolge o svolge il telo.

Il tipo di tende da sole più diffuse sono quelle a bracci. Il loro funzionamento prevede due bracci estensibili che si possono aprire o chiudere completamente o anche solo parzialmente, scorrendo su due binari. I bracci assicurano il giusto tensionamento del telo.

Le tende da sole possono avere dei meccanismi di apertura di tipo manuale cioè attraverso l’utilizzo di un’asta che si aggancia all’arganello del rullo che consente di aprire o chiudere la tenda oppure può essere un’apertura motorizzata: scopri di più sull’automazione per tende e tapparelle.

Come si rende le tende da sole motorizzate?

Innanzitutto, se la motorizzazione avviene per una tenda già esistente andrà sostituito il meccanismo manuale con un motore tubolare, verificando prima che il diametro del rullo di avvolgimento  sia della dimensione corretta, poi scegliere un motore adatto a movimentare il tipo tenda, in base al peso e alla sporgenza dei bracci e controllando che ci siano dei collegamenti elettrici in prossimità della tenda.

Questo tipo di movimentazione può essere azionata da un interruttore oppure può essere gestita attraverso un sistema di controllo da remoto, ad esempio dallo smartphone. Le comodità di un sistema motorizzato, sono innumerevoli per garantire comfort e praticità, dal non doversi scomodare dalla poltrona per  movimentare il tendone, utile in caso di persone con problemi di mobilità oppure poter gestire o programmare da fuori casa l’apertura e la chiusura.

Ci sono anche degli optional molto utili da poter installare quando la tenda è motorizzata o si vuole motorizzarla:

  • Il  sensore di vento (anenometro), per chiudere automaticamente la tenda quando ci sono delle raffiche di vento che superano un certo limite.
  • Il sensore di luce, che permette l’apertura in modo automatico se il sole raggiunge una certa intensità, per assicurare la giusta protezione solare e minor surriscaldamento dell’abitazione.

Inoltre tutti i sistemi di automazione per tende e tapparelle, si possono integrare ad un sistema domotico e collegare al sistema d’allarme, cosicché le tende da sole motorizzate possano interagire in scenari preimpostati.

Normative europee sulle tende da sole motorizzate

Dal marzo 2006 la normativa EN UNI 13561, prevede che tutte le tende da esterno devono essere obbligatoriamente vendute provviste di:

  • dichiarazione di conformità
  • marchiatura CE
  • nome e indirizzo del fabbricante
  • norma di riferimento
  • manuale di istruzione, uso e manutenzione

tende da sole motorizzate

Tende da sole motorizzate: i prezzi

I prezzi delle tende da sole automatiche variano in base al tipo di tenda che si vuole installare,  al tipo di tessuto e  alle dimensioni della copertura (esempio per il balcone, per il giardino, per la finestra). Inoltre il prezzo dipenderà anche dagli accessori che si andranno ad installare.

Se stai cercando installatori qualificati Automazione & Sicurezza è la realtà che fa per te.

Scegliere bene è il primo passo da compiere per ottenere un risultato di successo.

Per le richieste di sopralluoghi per l’installazione delle tende da sole motorizzate Vi invitiamo a  contattarci al numero 02/95300645 oppure richiederci un preventivo.

Automazione per cancello a battente: quale scegliere e perché

Automazione per cancello a battente | Automazione & Sicurezza

Automazione per cancello a battente: quale scegliere e perché

Quali sono i criteri per la scelta di una automazione per cancello a battente? Iniziamo dicendo che i cancelli automatici funzionano con un motore, che può essere singolo, doppio, interrato o montato esternamente. La centralina riceve il segnale inviato dal comando a distanza, la quale controlla il motore e lo attiva per muovere l’anta.

Il nostro articolo parla nello specifico dell’automazione per cancello a battente, che può essere ad una o due ante, che si aprono e si chiudono ruotando su un fulcro verso l’interno. Questo movimento di solito avviene all’interno della proprietà ed è necessario lasciare libero lo spazio antistante.

La valutazione per la motorizzazione adatta, deve tenere conto sia delle dimensioni del cancello, del peso e della lunghezza dell’anta, del tipo di struttura e sia della frequenza di utilizzo, le misure del pilastro e la posizione dell’anta rispetto al pilastro.

Un cancello ad uso residenziale, verrà azionato poche volte nell’arco della giornata (es. casa privata); un cancello ad  uso condominiale verrà utilizzato molto di più durante la giornata da tutti i condomini; ed  infine un cancello ad  uso intensivo può essere aperto e chiuso centinaia di volte al giorno.

Tipologie di automatismi per cancello

Le automazioni per cancello a battente, e per i cancelli in generale, sono di diverse tipologie:

  • reversibili, permettono l’apertura e la chiusura del cancello tramite la spinta a mano ad esempio in caso di mancanza di corrente
  • irreversibili, prima di poter spingere l’anta a mano, hanno una chiave apposita per lo sblocco del motoriduttore
  • motori meccanici, funzionano con un motore elettrico che stimola il meccanismo di apertura e chiusura del cancello
  • motori  idraulici, hanno una parte di trasmissione elettromeccanica ed una parte idraulica, dove il motore elettrico aziona una pompa con la quale viene aperta una valvola che rilascia una piccola quantità di olio e consente al meccanismo di azionarsi
  • motori alimentati a 220/380 volt
  • motori in bassa tensione 12/24 volt, questi motori in bassa tensione permettono di gestire meglio la velocità e la forza del movimento delle ante
  • motori a pistone, sono utilizzati quando il cancello è molto pesante e con un ciclo di utilizzo alto.
  • motori a braccio articolato, è la soluzione adatta quando la posizione dell’anta rispetto al pilastro non permette il montaggio di automazioni a pistoni
  • motore interrato, è l’automazione ideale dal punto di vista estetico, in quanto riduce al minimo l’impatto visivo  del motore a vantaggio di quella del cancello.  Richiede lavori di muratura per l’alloggiamento del motore e il rispetto dei franchi di sicurezza ( spazio lasciato tra le parti in movimento del cancello e il muro/pavimento). Si utilizza soprattutto per cancelli ad uso residenziale e condominiale.

Automazione per cancello a battente | Automazione & SicurezzaAutomazione per cancello a battente | Automazione & Sicurezza

La scelta ovviamente deve essere presa insieme a un tecnico competente, che ne valuta la fattibilità in relazione a caratteristiche del modello e del contesto in cui viene inserito.

Quanto costa un cancello automatico a una o due ante?

Per avere delle indicazioni sui costi delle varie soluzioni di automazione per cancello a battente, possiamo dire a grandi linee che:

  • per un motore oleodinamico il prezzo parte da 900€ (Iva esclusa)
  • per un motore elettromeccanico a 24v il prezzo parte da 490€ ( Iva esclusa).

Richiedi ora un preventivo per l’automazione per cancello a battente

È fondamentale programmare un sopralluogo da parte di tecnici specializzati come quelli di Automazione & Sicurezza per poter individuare l’automazione migliore per il tuo cancello che rispetti le normative europee per esseri certi di avere un impianto sicuro e affidabile.

Infine predisporre una manutenzione programmata garantisce la durata nel tempo e l’efficienza del sistema automatico di chiusura.

Vuoi sapere di più su costo per una automazione per cancello a battente? Contattaci ora per un preventivo!

Tutto quello che devi sapere sul cancello scorrevole automatico

Cancello scorrevole automatico

Tutto quello che devi sapere sul cancello scorrevole automatico

Se nel precedente articolo avevamo trattato delle varie tipologie di motorizzazioni per i cancelli a battente, oggi parleremo del cancello scorrevole automatico, delle sue caratteristiche, della motorizzazione e delle normative.

Nel cancello scorrevole la parte mobile, cioè l’anta, scorre su un binario  parallelo, fino a lasciare un varco per il passaggio. Questo tipo di scorrimento laterale è posizionato alla base di una parete o di un muretto, ed è una soluzione versatile per vari contesti.

È la soluzione adatta sia  per chi vive in contesti residenziali, oppure per usi commerciali o aziendali. Oltre ad essere molto silenzioso, è pensato per cancelli di grandi dimensioni.

Questo tipo di apertura è la soluzione meno ingombrante, utilizzata frequentemente dove gli spazi non sono sufficienti per un’apertura a battente inoltre sono motori particolarmente resistenti agli agenti atmosferici e all’usura del tempo e il loro movimento rimane sostanzialmente invariato anche in caso di ghiaccio o neve.

I criteri di scelta di un’automazione per cancelli scorrevoli sono essenzialmente tre: il peso dell’anta, la dimensione e la tipologia di utilizzo.

Il funzionamento del sistema di scorrimento è composto da:

  •  il motoriduttore
  •  una scheda elettronica
  • un’antenna, collegata alla centralina di comando per la ricezione dei segnali che consentono di azionare il motore
  •  le fotocellule con le relative colonnine
  • un selettore a chiave / tastiera digitale
  • un lampeggiante
  • la cremagliera
  • i bordi sensibili primari (coste di sicurezza)

La normativa del cancello scorrevole automatico

Le norme europee EN 12453 ed EN12445 definiscono le caratteristiche tecniche ed operative che deve avere il sistema automatizzato per prevenire eventuali rischi legati al suo utilizzo.

La norma UNI EN 12453, tratta il problema dell’analisi dei rischi associati al funzionamento della macchina, cioè alla apertura e chiusura automatizzata. È la vera norma base per gli aspetti di sicurezza delle chiusure motorizzate, stabilendo requisiti fondamentali per l’installazione e l’uso, in conformità alle Direttive Europee, al fine di prevenire situazioni di pericolo per l’utente e garantire un funzionamento sicuro ed efficiente.

La norma UNI EN 12453,  affronta il problema dell’analisi dei rischi associati al funzionamento della macchina, e nello specifico alla apertura e chiusura automatizzata.

Ci sono dei requisiti fondamentali da verificare affinché il cancello scorrevole automatico sia installato ed utilizzato in totale sicurezza e corretto funzionamento:

  • La struttura del cancello deve essere idonea per essere motorizzata.
  • Il diametro delle ruote deve essere rapportato al peso del cancello e ci deve essere  presente una guida superiore.
  • Il binario di scorrimento del cancello deve essere lineare ed orizzontale.
  • Va verificato che il cancello sia dotato di arresti meccanici in apertura e chiusura che ne evitino il deragliamento e che non ci siano rischi di uscita dalle guide
  • La movimentazione manuale del cancello deve essere agevole per tutta la corsa.
  • Va verificato che la zona di fissaggio del motoriduttore permetta lo sblocco ed una manovra manuale facile e sicura.
  • Le caratteristiche del terreno devono garantire una sufficiente tenuta del plinto di fondazione.
  • La protezione dal pericolo di caduta e/o ribaltamento e/o schiacciamento.
  • La protezione da uncinamento.
  • La protezione dal convogliamento derivante delle parti mobili.
  • La protezione dal cesoiamento derivante delle parti mobili.

Cancello scorrevole automatico: costi e preventivo

È fondamentale programmare un sopralluogo da parte di tecnici specializzati come quelli di Automazione & Sicurezza per poter individuare l’automazione migliore per il tuo cancello che rispetti le normative europee per esseri certi di avere un impianto sicuro e affidabile.

I costi indicativamente per uno motore ad uso residenziale parte da 550€ (iva esclusa).

Infine predisporre una manutenzione programmata garantisce la durata nel tempo e l’efficienza del cancello scorrevole automatico.

Contattateci per maggiori informazioni o un preventivo.

L’importanza della manutenzione dei cancelli automatici

L'importanza della manutenzione dei cancelli automatici | Automazione & Sicurezza

Perché fare la manutenzione dei cancelli automatici

Quando decidiamo di automatizzare il nostro cancello uno dei motivi principali è sicuramente per la comodità.

Alzi la mano chi di noi, dopo una giornata lavorativa più o meno faticosa, al rientro dalla palestra, oppure dopo aver fatto la spesa ha voglia di scendere dall’auto, aprire a mano il cancello, risalire in auto e poi scendere nuovamente per richiuderlo?

Il cancello automatico è entrato a pieno titolo nella nostra quotidianità, sia perché ci permette di risparmiare tempo e fatica sia perché delimita l’accesso alla nostra proprietà garantendo un’ulteriore sicurezza per la nostra casa.

Tutti questi motivi non devono farci dimenticare una regola molto importante!

Per prima cosa l’installazione di un cancello automatico deve sempre essere affidata ad una ditta specializzata che esegua una valutazione della struttura del cancello (peso, dimensione, tipo utilizzo) e che esegua i lavori nel rispetto delle normative vigenti.

Ne consegue che per il corretto funzionamento nel tempo e per evitare guasti che potrebbero dare problemi al nostro cancello, il passo successivo fondamentale dopo l’installazione è quello di fare la manutenzione.

La manutenzione dei cancelli automatici non è un fai da te, ma è un obbligo di legge

Le normativa che regola l’installazione e la manutenzione dei cancelli automatici è la Direttiva 2006/42/CE, conosciuta anche come “Direttiva Macchine”(UNI EN 12453-2017 e EN 12445)

Con questa direttiva, i cancelli automatici vengono assimilati alle macchine e, per questo, devono essere utilizzati rispettando le norme di sicurezza e le regole di manutenzione necessarie alla conservazione dell’efficienza.

La direttiva macchine del Dlgs. 2010/17 prevede che la manutenzione dei cancelli automatici venga effettuata ogni anno.

La normativa prevede anche l’obbligo di certificazione da parte della ditta che esegue i lavori e di marchiatura CE, tramite l’apposizione di una targhetta sull’impianto.

manutenzione dei cancelli automatici

 

 

 

Manutenzione dei cancelli automatici: obbligo di verifica periodica

Tutti i cancelli automatici o semiautomatici hanno l’obbligo di verifica periodica, valutando parametri definiti per i rischi da evitare i seguenti rischi.

Protezione dal pericolo di caduta

Il cancello deve essere installato e mantenuto in modo da prevenire qualsiasi rischio di caduta dell’anta o di altri componenti. Questo è particolarmente rilevante per i cancelli a battente, che possono diventare instabili se non correttamente ancorati. Verifiche periodiche assicurano che il sistema di supporto sia adeguato e che non ci siano segni di usura o malfunzionamenti che possano compromettere la stabilità.

Resistenza meccanica

La resistenza meccanica del cancello è essenziale per garantire che le sollecitazioni a cui è sottoposto non compromettano la struttura. Le componenti del cancello, come la cremagliera, le cerniere e i perni, devono essere resistenti all’usura e agli impatti. Le verifiche periodiche controllano lo stato di questi elementi per prevenire cedimenti strutturali che potrebbero causare danni o incidenti.

Protezione dal pericolo di caduta-ribaltamento-schiacciamento

Il rischio di ribaltamento o schiacciamento è una delle preoccupazioni principali, soprattutto per i cancelli scorrevoli o di grandi dimensioni. Le verifiche si concentrano sulla corretta installazione delle guide e dei sistemi di blocco, assicurando che non ci sia alcun rischio che il cancello si rovesci durante l’apertura o la chiusura, o che possa schiacciare oggetti o persone vicine.

Protezione dal pericolo di deragliamento

I cancelli scorrevoli, che si muovono su binari, devono essere costantemente monitorati per prevenire il rischio di deragliamento. Un sistema di guida danneggiato o sporco può compromettere lo scorrimento e portare il cancello a uscire dai binari. Le verifiche valutano l’integrità del binario, la presenza di ostacoli e l’efficacia dei blocchi meccanici in caso di emergenza.

Protezione da uncinamento

Le parti mobili del cancello, come le cerniere o i meccanismi di chiusura, possono presentare punti dove è possibile che indumenti o oggetti si incastrino. Il pericolo di uncinamento è un rischio rilevante, soprattutto in contesti pubblici o residenziali, dove persone o animali potrebbero avvicinarsi al cancello durante il movimento. Le verifiche valutano la presenza di adeguate protezioni che impediscono questo tipo di incidenti.

Protezione dal convogliamento derivanti dalle parti mobili

Il convogliamento avviene quando una parte del corpo viene intrappolata e trascinata da una parte mobile, come l’anta del cancello. Per evitare questo rischio, i cancelli devono essere dotati di bordi sensibili o di dispositivi che interrompano il movimento in caso di ostacoli. Le verifiche assicurano che questi sistemi di sicurezza siano funzionanti e regolarmente mantenuti.

Protezione dal cesoiamento derivante dalle parti mobili

Il rischio di cesoiamento si presenta quando due parti mobili del cancello si avvicinano tra di loro, creando un punto di schiacciamento per persone o oggetti. Questo tipo di rischio è particolarmente rilevante nei cancelli a battente. Le verifiche periodiche servono a controllare che i sistemi di protezione, come i bordi sensibili o le protezioni meccaniche, siano in buone condizioni per prevenire incidenti.

manutenzione dei cancelli automatici

 

 

 

 

 

 

La ditta installatrice dovrà anche consegnare un documento che contenga le seguenti informazioni:

  • La dichiarazione CE di conformità.
  • Il manuale tecnico di installazione e manutenzione.
  • Lo schema di tutto l’impianto.
  • Le istruzioni per il corretto utilizzo.
  • Il registro di manutenzione, in cui verranno dichiarati tutti gli interventi sulla macchina.

In che cosa consiste la manutenzione dei cancelli automatici?

Il tecnico durante il sopralluogo per la manutenzione periodica dovrà controllare:

  • la corretta lubrificazione dei cardini, dei meccanismi e delle parti in movimento che consentono l’apertura e la chiusura.
  •  la pulizia dei pistoni e delle staffe, per eliminare sporco, polvere o insetti ecc.
  • il controllo delle fotocellule (rimuovendo  sporco, foglie o insetti), che potrebbero influire negativamente al loro funzionamento
  • usura dei cilindi dei comandi di apertura (i selettori).
  • controllo, verifica e pulizia delle coste di sicurezza.

Automazione & Sicurezza fornisce ai suoi clienti una assistenza continua dalla progettazione, istallazione e alla manutenzione. La procedura per le manutenzioni inizia con la registrazione della chiamata del cliente e segue tutte le fasi necessarie al completamento e alla chiusura dell’intervento. L’archivio elettronico della procedura consente un monitoraggio attento sulla vita di ogni impianto.

Offriamo ai nostri clienti varie forme di contratti di manutenzione, mirate a mantenere in efficienza i sistemi installati e le funzionalità originarie nel tempo oltre al rispetto delle normative vigenti.

Contattateci per un preventivo per la manutenzione dei cancelli automatici.

Pasqua 2021 insieme con la Rsa Anni Sereni di Treviglio

Pasqua insieme con la RSA anni sereni di Treviglio | Automazione & Sicurezza

La nostra esperienza alla RSA Anni Sereni

Dopo un anno pandemico critico, con l’assenza di relazioni sociali, la mancata vicinanza con le persone care, tutte le difficoltà quotidiane di ognuno di noi e con l’incertezza costante che ci accompagna dal marzo 2020, il nostro pensiero come famiglia e azienda è andato a chi più soffre ed è in solitudine.

Abbiamo quindi espresso il desiderio di conoscere la RSA Anni Sereni di Treviglio, per poter condividere con loro un piccolo simbolo di “rinascita” legato alla Pasqua.

Giovedì 1 Aprile ci siamo recati presso la R.s.a. dove ci hanno accolto calorosamente il Presidente Augusto Baruffi e il  Direttore Amministrativo Domenico Nappa, per consegnare a tutti gli ospiti e agli operatori una colomba pasquale, con  la collaborazione  della Pasticceria Panarari di Treviglio.

Garantendo il totale rispetto del protocollo Covid 19 a tutela della loro incolumità, erano presenti anche alcuni ospiti ai quali abbiamo consegna to “virtualmente” le colombe.

I loro sorrisi, i loro ringraziamenti  e i loro auguri per la Pasqua per noi sono stati una grande emozione. Come recitava il bigliettino che accompagnava le colombe “Un piccolo dolce, un grande significato“.

Questo fil rouge, continuerà anche in futuro con l’ augurio che tra non molto si possa fare visita agli ospiti abbracciandoli non più solo simbolicamente.

Grazie a tutti i presenti.

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Casa Intelligente, le 3 cose che devi sapere

Casa intelligente | Automazione & Sicurezza

Casa Intelligente, le 3 cose che devi sapere

Casa Intelligente è un termine che negli ultimi tempi è entrato nel linguaggio comune e che sentiamo molto spesso, ma scopriamo esattamente che cosa si intende per “casa intelligente” in questo articoli.

L’espressione Casa Intelligente o Smart Home si riferisce ad una casa nella quale si possono gestire in modo automatico e da remoto, impianti e dispositivi che vi sono all’interno e all’esterno dell’abitazione, con la finalità di semplificare la vita domestica, garantire un maggior controllo e quindi una maggior sicurezza per le persone che ci vivono e con un ulteriore fine rivolto al risparmio energetico.

Ma come è possibile rendere Smart una casa?

La soluzione è semplice, perché questo è  realizzabile grazie a delle componenti tecnologiche integrate e connesse tra di loro che possono essere gestite dallo smartphone oppure da device vocali come Google Home o Alexa, connessi ad una rete wifi.

I principali dispositivi per casa intelligente

Ma esattamente che cosa è possibile gestire e controllare  attraverso queste funzioni di Smart Home?

  • la sicurezza: per la gestione dell’impianti di sicurezza, dell’allarme volumetrico, dell’impianto di videosorveglianza e la videocitofonia con la possibilità ad esempio di aprire il cancello di casa  anche quando stiamo guardando la televisione  oppure al lavoro.
  • l’impianto elettrico, per controllare le luci (accensione o spegnimento e regolazione intensità), le tapparelle, le prese della corrente, il salvavita perché ci avvisa con una notifica in caso di interruzioni di corrente, guasti, problemi al frigorifero ecc.
  • gli elettrodomestici per l’accensione o lo spegnimento di lavastoviglie, lavatrici, asciugatrici, forno a microonde ecc.
  • l’impianto di climatizzazione e/o riscaldamento per il controllo di caldaie, termostati o condizionatori, in modo tale da poter gestire anche da lontano la temperatura della casa, o al contrario poter abbassare la temperatura se ci siamo dimenticati di farlo quando siamo usciti al mattino.
  • Smart home speaker, sono dispositivi comandabili con la voce, per avere informazioni come il il traffico,  sul meteo oppure per i  comandi relativi all’accensione delle luci, o per diffondere la nostra musica preferita in qualsiasi stanza ci troviamo ecc.

Domotica e casa intelligente

Quando parliamo di casa intelligente intendiamo casa domotica? Ci sono delle differenze importanti ma una soluzione non esclude l’altra.

Entrando più nello specifico per capire meglio cosa si intende se optiamo per una casa intelligente oppure per una casa domotica.

La soluzione più semplice  è realizzare una smart home dove  gli oggetti indipendenti cioè IoT (internet delle cose / Internet of Things), come l’impianto di allarme, le lampadine, i termostati ecc. sono  connessi al wifi e possono essere gestiti  dallo smarthome e anche da remoto. Quindi attraverso un’ applicazione possiamo impostare l’accensione del condizionatore o della caldaia ad una certa temperatura, anche fuori casa. Oppure stando comodamente seduti in poltrona, controllare l’accensione di una lampada o dello stereo attraverso i vari device vocali.

Se invece optiamo per una casa domotica ci sarà un impianto con una centralina che gestirà con una sola applicazione tutti gli accessori connessi e integrati tra di loro  tramite un sistema di cablaggio. A differenza della smart home, per la casa  domotica è necessaria la ristrutturazione degli impianti esistenti oppure in fase di costruzione della casa verrà eseguita la predisposzione per un’impianto domotico. In sostanza con questo tipo di impianto è possibile monitorare e controllare in tempo reale tutte le funzioni del sistema edificio-impianti-utenza-clima, considerando tutte le interazioni possibili e ottimizzando le prestazioni complessive secondo criteri prefissati o modificabili nel tempo.

 

Scegli Automazione & Sicurezza come partner della domotica

Automazione e Sicurezza si avvale di marchi leader nel settore della domotica e della Smart Home. Tra questi citiamo Ksenia con l’App per Smart Home, lares 4.0. Il vantaggio di questa applicazione è l’interfaccia semplice che ci permette di  comandare la nostra casa intelligente con pochi semplici click.

Per la domotica, installiamo MyHOME Up di Bticino  che si basa sul cablaggio digitale e ci  consentirà di controllare totalmente, anche a distanza, tutte le funzioni della casa.

Nella valutazione della scelta di un sistema Smart Home o un sistema domotico  per la propria casa, ufficio o azienda, è fondamentale progettare l’impianto più idoneo. Automazione & Sicurezza segue un iter di lavorazione che va dalla consulenza e analisi di fatto, alla stesura del progetto del vostro impianto, nel rispetto delle vigenti normative e predisponendo la documentazione necessaria per ottenere le detrazioni fiscali, ove previste . A seconda del tipo di intervento sarà possibile usufruire di una detrazione fiscale del 50% -60% oppure accedere al superbonus del 110%, per quest’ultimo le detrazioni sono possibili per intreventi eseguiti dal 1 luglio 2020 al 30 giugno 2022, mirati ad un efficientamento energetico

 

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Lares 4.0 di Ksenia
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My Home Up Bticino

Miglior allarme per la casa: 3 consigli su come scegliere i sistemi di sicurezza

miglior allarme per la casa | Automazione & Sicurezza

Miglior allarme per la casa: 3 consigli su come scegliere i sistemi di sicurezza

Il termine sicurezza deriva dal latino “sine – cura“ e significa senza preoccupazione.

Questo è esattamente quello che ognuno di noi si aspetta di vivere e assaporare dopo una giornata frenetica al lavoro magari in coda in mezzo al traffico, quando entra dalla porta della propria casa, senza doversi “preoccupare” che qualche malintenzionato possa compiere atti illeciti o atti vandalici e compromettere la nostra serenità e quella dei nostri cari.

 

Cosa sono i sistemi di sicurezza?

Per sistemi di sicurezza intendiamo tutti quegli strumenti o impianti installati presso un edificio che permettono di controllarlo (anche attraverso uno smartphone, grazie alle tecnologie più evolute) e proteggerlo da eventuali pericoli di furto nei momenti in cui siamo assenti per esigenze lavorative o per un viaggio, o quando vogliamo stare più tranquilli nella nostra abitazione (ad esempio nelle ore notturne).

Il miglior allarme e i migliri impianti di sicurezza sono quindi studiati per proteggere la casa e gli oggetti più preziosi che contiene ma anche le persone che vivono al suo interno, nonché per far vivere loro la totale sicurezza e serenità, specialmente se si tratta di persone che vivono sole (si pensi anche ad una persona anziana).

 

Perché scegliere un sistema antintrusione per la propria casa?

Il bisogno di sentirsi sicuri è sempre più indispensabile, anche in periodi come le vacanze estive oppure a Natale, durante i quali la probabilità che possano accadere dei furti è più alta rispetto ad altri periodi dell’anno.

Che cosa possiamo fare nel concreto per sentirci sicuri? La protezione della nostra casa come può essere realizzata e con quali sistemi? Quale è il miglior allarme?

Iniziamo dicendo che un sistema di sicurezza è composto da un insieme di procedure e tecnologie che hanno come  scopo quello di prevenire e risolvere ogni potenziale atto illecito. La protezione può essere di tipo passivo oppure di tipo  attivo.

La protezione passiva consiste in barriere fisiche come ad esempio grate, tapparelle e porte blindate, inferriate, recinzioni, ecc, che creano un deterrente con lo scopo di evitare tentativi di intrusioni.

Per  sistemi di protezione attiva si intendono gli  impianti di allarme, gli  impianti di videosorveglianza, domotica  ecc.

Tipologie

Questi tipi di impianti di  allarmi possono essere suddivisi in diverse tipologie, in base  alla richiesta del cliente fatta in base al tipo di abitazione con o senza giardino,  se è una villetta,  un appartamento in condominio  oppure di uffici, negozi e aziende:

  • Sistema d’allarme volumetrico
  • Sistema d’allarme senza fili
  • Sistema d’allarme perimetrale
  • Sistema d’allarme per giardini e terrazzi

Il miglior allarme deve poi integrare un impianto di videosorveglianza, per rilevare la presenza di persone estranee in giardino o in casa e per i tentativi di effrazione. Possono essere posizionate sia all’ esterno dell’abitazione che all’interno (ad es. per controllare il nostro animale domestico durante la nostra assenza).  Tutti questi sistemi di allarme e di videosorveglianza possono essere gestiti da un sistema domotico.

 

miglior allarme

Quali sono i sistemi di allarme per abitazioni?

Tra i marchi leader per chi cerca il miglior allarme Automazione & Sicurezza installa:

  • Ajax system perché il loro sistema di sicurezza  è facile da installare in appartamento, casa o ufficio. Hanno un sistema di protezione integrata facile da gestire, a prova di manomissione e in grado di rispondere istantaneamente agli attacchi.
  • Ksenia security & domotica i dispositivi d’allarme Ksenia, compresa la centrale che li comanda, possono essere gestiti tramite l’App lares 4.0 per garantire il controllo da remoto, sia in caso di eventuali intrusioni sia per l’inserimento e il distacco dell’antifurto. Inoltre, si integrano perfettamente con tutti gli altri dispositivi Ksenia per la domotica della propria abitazione.

 

Quanto costa installare un impianto per la casa?

Per avere un preventivo personalizzato sul miglior allarme per la tua casa è indispensabile eseguire una consulenza e analisi di fatto, con la stesura del progetto dell’ impianto più idoneo. Tutto questo nel rispetto delle vigenti normative e predisponendo la documentazione necessaria per ottenere le detrazioni fiscali, ove previste.

Per le richieste di sopralluoghi e verifiche  da parte dei nostri tecnici abilitati e certificati, ti invitiamo visitare il nostro sito Automazione & Sicurezza oppure contattaci al numero 02/95300645

Il cancello automatico non si chiude? 6 possibili problemi

Il cancello automatico non si chiude? 6 possibili problemi

Per riuscire a capire alcuni dei  motivi per i quali un cancello automatico non si chiude, cerchiamo di comprendere come funziona un cancello automatico.

Come funziona un cancello automatico?

Il movimento del cancello automatico è dato dalla sinergia di diverse componenti che fanno si che il cancello funzioni correttamente:

Il motore, che in base al tipo di cancello e alle specifiche necessità, può essere un motore di tipo singolo, doppio, interrato oppure esterno. Questa valutazione verrà fatta in base alla tipologia di cancello, al tipo d’uso, più o meno intensivo, in base al numero delle aperture e chiusure e il luogo dove verrà installata l’automazione.

La centrale  o scheda elettronica definita come la parte “intelligente” e cuore del impianto,  il cui compito è quello di ricevere i segnali dai vari sensori e di comandare l’apertura e la chiusura del cancello.

Il telecomando o trasmettitore, che con una semplice pressione di un tasto invia un segnale alla centralina per fare in modo che il cancello si apra.

Le fotocellule di rilevazione che comunicano con la centrale e nel caso rilevi la presenza di un ostacolo nel loro raggio di azione invia il segnale che blocca immediatamente il cancello. Vengono solitamente disposte ai lati della soglia, e servono a controllare la presenza di persone, mezzi ed ostacoli nei pressi o all’interno della soglia del cancello.

Una volta capito come funziona, forse potete già intuire perché il cancello automatico non si chiude.

cancello automatico non si chiude

 

Perché il cancello automatico non si chiude?

Tornando al titolo dell’articolo, perché alcune volte il cancello non si chiude?

I motivi possono essere di diversa natura, vediamone qualcuno:

  • Controllare le fotocellule, che non ci siano corpi estranei sul raggio di azione, come ad esempio erbacce molto alte o piante rampicanti ecc che comprometterebbero l’operatività del cancello oscurando le fotocellule.
  • Verificare che le schede elettroniche all’interno delle fotocellule siano pulite e non ci sia la presenza di  formiche, ragnatele o  polvere  che impediscano il corretto funzionamento.
  • Controllare che i due componenti di cui è composta la fotocellula, cioè trasmettitore e ricevitore siano allineati fra loro e che non siano stati spostati.
  • Nel caso in cui le fotocellule fossero “wireless”  potrebbe esserci un problema di batterie scariche da sostituire.
  • Vanno verificati anche i settaggi della scheda, perché potrebbe essere stata esclusa dal sistema inserendo per errore la funzione “presenza uomo” che obbliga la chiusura solo manualmente e non in modo automatico.
  • Un’altra causa potrebbe essere l’eccessivo attrito in un dato punto che provoca l’attivazione del blocco di sicurezza, impedendo all’anta di muoversi. Questo accade perché la centralina interpreta lo sforzo eccessivo del cancello come dovuto alla presenza di un ostacolo e di conseguenza non permette il movimento così da evitare danni.

 

Come sbloccare cancello automatico che non si chiude?

In attesa di chiamare l’assistenza da parte di una ditta qualificata come Automazione & Sicurezza ci sono due semplici manovre da fare nel caso in cui  il nostro cancello automatico non si chiude perché resta bloccato in apertura o chiusura oppure non funziona a seguito di un black out. Tutti i cancelli elettrici, hanno in dotazione una chiave,  che viene consegnata dall’installatore ad impianto completato. Questa chiave  speciale  consente di aprire lo sportellino presente sul motore. Successivamente si trovarà una manopola che va ruotata in senso orario o antiorario,  per  consentire al motore di essere sbloccato per poter aprire e chiudere manualmente il cancello.

La sicurezza e l’affidabilità sono un must per noi di Automazione & Sicurezza, diretta conseguenza dei nostri altissimi standard di qualità. Tutti punti imprescindibili dei nostri prodotti, per garantire automatismi per cancelli  di livello superiore, grazie anche a un partner di eccellenza come FAAC.

Scegliere un’azienda con esperienza e in grado di rispettare le normative europee permette di avere un impianto sicuro e affidabile. Predisporre una manutenzione programmata consente infine di garantire la durata nel tempo e l’efficienza del sistema automatico di chiusura. Se il vostro cancello automatico non si chiude, contattateci al più presto!

Portoni industriali a libro: cosa sono e a cosa servono

portoni industriali a libro

Portoni industriali a libro: cosa sono e a cosa servono

Che cosa sono i portoni industriali a libro? La risposta è semplice, sono chiusure a scorrimento verticale utilizzati prevalentemente in ambito industriale quando si hanno grandi aperture oppure capannoni con architrave ridotta.

Sono costituiti da moduli incernierati in grado di impacchettarsi uno sull’altro. Questo è il principale vantaggio perché permette la chiusura di spazi/vani molto grandi con un ingombro minimo laterale sia durante la movimentazione che dello spazio adiacente.

Portoni a libro per usi industriali

Questi tipi di chiusure industriale possono raggiungere dimensioni molto elevate (larghezze anche di 20 metri).

Si adattano a differenti contesti grazie all’elevata qualità delle materie prime utilizzate per la realizzazione. In particolare, questa tipologia di chiusura viene spesso impiegata nel settore industriale ad esempio per magazzini, fabbriche e capannoni. Molto utilizzati anche nel settore alimentare  e/o agroalimentare, negli ambiti commerciali e nel settore aeroportuale e navale.

I vantaggi dei portoni industriali a libro sono molteplici:

  • ingombro minimo
  • sono affidabili e sicuri offrono un ottimo isolamento termico ed acustico.
  • molto silenziosi durante l’apertura o la chiusura
  • elevato grado di robustezza e resistenza al tempo e ai fenomeni atmosferici
  • sono coibentati per una maggior sicurezza
  • possono essere motorizzati o movimentati manualmente
  • diverse tipologia di apertura, unilaterale, bilaterale, scorrevole
  • la manutenzione è minima

Le caratteristiche dei portoni a libro

I portoni industriali a libro possono avere la guida a terra se la dimensione massima è di 32 mt di larghezza per 6 mt di altezza o senza guida a terra, per una dimensione massima di 12 mt di larghezza per 6 mt di altezza.

Sono dotati di guarnizioni laterali in EPDM, è un tipo di gomma sintetica molto  resistente al calore, all’ozono, agli agenti atmosferici, alle radiazioni ultraviolette e all’invecchiamento con un’ elevata resistenza alla deformazione permanente.

La chiusura nella parte superiore ed inferiore è dotata di un  profilo in acciaio per alloggiare una spazzola a pavimento in nylon.

I cariglioni manuali fungono da chiusura interna e si possono avere come optional cariglioni con serrature e con apertura dall’esterno

Tra gli accessori che si possono richiedere ci sono anche gli oblò vetrati, l’inserimento di una porta pedonale senza inciampo con serratura e maniglione antipanico, le griglie di aerazione.

 

Portoni industriali a libro: normative

La norma UNI EN 13241-1 relativa alla posa in opera dei serramenti comprende anche i portoni industriali e commerciali. La marcatura CE, che dovrà obbligatoriamente accompagnare i prodotti. La norma obbliga il fabbricante ad eseguire un certo numero di prove  volte a determinare le prestazioni nei confronti delle caratteristiche di tenuta all’acqua, rilascio di sostanze pericolose, resistenza al carico del vento, resistenza termica, permeabilità all’aria, sicurezza nell’apertura, definizione della geometria di componenti di vetro, resistenza meccanica e stabilità e forze di funzionamento.

 

Costi e manutenzioni dei portoni a libro

La corretta manutenzione dei portoni, oltre a permettere un notevole risparmio di tempo e denaro, è la condizione indispensabile per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, come previsto dal D.Lgs 81/2008. In ambito pubblico e industriale, infatti, il Decreto prescrive almeno due cicli di manutenzione l’anno.

I portoni industriali a libro hanno un prezzo a partire da circa € 100/mq.

 

Automazione & Sicurezza propone tante soluzioni differenti, vari colori, e lavorazioni su misura che portano alla creazione di portoni a libro  unici e pratici.

Contattaci per un preventivo o la visita di un nostro tecnico  al numero 02/95300645 oppure scrivici  automazioneesicurezza@gmail.com

Porte per garage: quali scegliere e come si differenziano

porte per garage

Porte per garage: quali scegliere e come si differenziano

La scelta giusta per trovare le migliori porte per garage va fatta considerando diversi aspetti.

In primis vanno analizzate le dimensioni del box per verificare l’ingombro della porta e lo spazio necessario per aprirla, il  tipo di movimentazione necessaria per l’apertura e se ci sono  lavori murari da predisporre.

Molto importante in alcuni contesti anche l’aspetto estetico della porta, specialmente se il garage è adiacente all’abitazione. Inoltre si dovranno definire le caratteristiche di robustezza e coibentazione per un maggior grado di sicurezza.

Le tipologie di porte per garage

I portoni da garage si distinguono principalmente in base al sistema di apertura:

  • basculante
  • sezionale
  • scorrevole
  • a libro
  • a serranda

Porte per garage basculanti

Sicuramente le porte per garage più utilizzate e conosciute sono a sistema basculante.

In base al tipo del meccanismo di apertura e di funzionamento  vengono suddivise:

  • basculanti a contrappesi  quando la porta viene sollevata i contrappesi inseriti lateralemente scorrono verso il basso. Questi tipi di basculanti possono essere anche coibentate per avere un migliore isolamento termico-acustico e avere un maggior grado di sicurezza contro le effrazioni. Queste porte sono dotate di un paracadute qualora le molle o i cavi del vostro portone dovessero rompersi, i paracadute sono pronti ad entrare in funzione arrestandone la caduta.
  • basculanti a molle, quando il portone si apre le molle si accorciano e si allungano quando viene chiusa,  sono sempre in continua tensione di carica per rendere leggero la movimentazione.

Il prezzo di un portone basculante parte da un minimo di 300 € e varia in base alle dimensioni, alle finiture e tipologie.

porte per garage

Porte per garage scorrevoli

Quando l’apertura con una portone a scorrimento verticale non è realizzabile, ad es. per delle travi ribassate sul soffitto o per la presenza di tubi di scarico la scelta è quella di optare per un portone sezionale a scorrimento laterale.

La porta scorrevole si apre in senso orizzontale scorrendo lungo la parete e questo tipo di scorrimento permette di risparmiare spazio all’interno del nostro garage. Un limite di questo tipo di apertura è che l’anta, impegna completamente una parete non più utilizzabile con ripiani o scaffalature.

Il costo di questo tipo di portone scorrevole parte da circa € 2.000 e varia in base alle misure e varie finiture.

 

Porte per garage a libro con impacchettamento laterale

Il portone a libro è molto usato nel settore industriale per chiudere grandi spazi ma negli ultimi tempi trova un utilizzo anche a livello residenziale. È una porta resistente ed isolante costituita da  ante incernierate tra loro.

Le ante a loro volta sono appese ad una guida superiore che le fa scorrere e le fa impacchettare verso un lato. A  pavimento  può avere o non avere una guida a terra. Il tipo di apertura può essere con impacchettamento unilaterale o bilaterale. Lo svantaggio di questa soluzione di porta ad impacchettamento sono gli ingombri laterali, che occupano spazio dal passaggio.

Il costo di questo tipo di portone a libro  parte da circa 1.000 € e varia in base alle misure, materiali e  finiture.

Chiedi ad Automazione & Sicurezza

Tutte queste soluzioni possono essere usate manualmente, automatizzate oppure motorizzate per una maggior comodità e velocità di apertura/chiusura.

Automazione & Sicurezza, forte della collaborazione con un partner come FAAC, nell’installazione delle automazioni segue dei passaggi molto importanti: prima di ogni cosa effettua un sopralluogo per la valutazione del tipo di serramento, se già presente oppure da fornire, del modo di utilizzo dello stesso, progettazione e preventivazione, installazione e trasmissione dei documenti, anche per  eventuali detrazioni fiscali.

Viene proposto e/o predisposto un programma di manutenzione, per assicurare l’efficienza dell’impianto nel tempo. Tutti i nostri sistemi di automazione per i vari tipi di porte per garage possono essere integrati ad  sistema domotico e al sistema d’allarme.

Per le richieste di sopralluoghi da parte dei nostri tecnici abilitati e certificati, Vi invitiamo contattarci al numero 02/95300645 oppure scrivendo a: automazioneesicurezza@gmail.com

Videosorveglianza in azienda: cosa dice la normativa? 1733/2020

Videosorveglianza in azienda

Videosorveglianza in azienda: cosa dice la normativa? 1733/2020

È possibile installare un sistema di videosorveglianza in azienda nel totale e completo rispetto della privacy dei propri dipendenti e senza correre il rischio di violare norme e incorrere in sanzioni?

Questo è un tema molto spinoso da affrontare, perché in Italia la videosorveglianza in ambienti lavorativi è regolamentata da una molteplicità di normative e fonti.

Normativa sulla videosorveglianza in azienda: la legge italiana

Vediamo nello specifico quali normative regolamentano la videosorveglianza aziendale:

  • L’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori legge 300/1970 vieta esplicitamente l’utilizzo di impianti audiovisivi adibiti al controllo dei dipendenti. Divieto confermato anche dalla norma successiva sulla privacy D.Lgs 196/2003. Ma stabilisce anche  che gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale.
  • Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB)  ha adottato le “Linee guida 3/2019 sul trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video” allo scopo di fornire indicazioni sull’applicazione del Regolamento in relazione al trattamento di dati personali attraverso dispositivi video, inclusa la videosorveglianza.
  • Provvedimento 8 aprile 2010 del Garante per la protezione dei dati personali, al comma 4.1 recita ” Nei rapporti di lavoro nelle attività di sorveglianza occorre rispettare il divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa, pertanto è vietata l’installazione di apparecchiature specificatamente preordinate alla predetta finalità: non devono quindi essere effettuate riprese al fine di verificare l’osservanza dei doveri di diligenza stabiliti per il rispetto dell’orario di lavoro e la correttezza nell’esecuzione della prestazione lavorativa (ad es. orientando la telecamera sul badge). Vanno poi osservate le garanzie previste in materia di lavoro quando la videosorveglianza è resa necessaria da esigenze organizzative o produttive, ovvero è richiesta per la sicurezza del lavoro.
  •  Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) con la circolare n. 5 del 19 febbraio 2018, con le  “indicazioni operative sull’installazione e utilizzazione di impianti audiovisivi e di altri strumenti di controllo ai sensi dell’art. 4 della legge n. 300/1970.  L’oggetto dell’attività valutativa, infatti, va concentrata sulla effettiva sussistenza delle ragioni legittimanti l’adozione del provvedimento, tenendo presente in particolare la specifica finalità per la quale viene richiesta la singola autorizzazione e cioè le ragioni organizzative e produttive, quelle di sicurezza sul lavoro e quelle di tutela del patrimonio aziendale.”

Perché si utilizza la videosorveglianza in azienda?

La videosorveglianza in azienda può avvenire solamente in presenza di tre presupposti:Videosorveglianza in azienda, cosa dice la normativa | Automazione & Sicurezza

  • sicurezza del lavoro/dipendenti,
  • tutela del patrimonio aziendale
  • esigenze produttive e organizzative.

In base al principio di responsabilizzazione (art. 5, par. 2, del Regolamento), spetta al titolare del trattamento (un’azienda, una pubblica amministrazione, un professionista, un condominio…) valutare la liceità e la proporzionalità del trattamento, tenuto conto del contesto e delle finalità del trattamento, nonché del rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche. Il titolare del trattamento deve, altresì, valutare se sussistano i presupposti per effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati prima di iniziare il trattamento.

Nel caso in cui le videocamere riprendano i dipendenti mentre  stanno lavorando, (escluso l’entrata o l’uscita dal luogo di lavoro), l’azienda deve prima procedere ad un accordo con le rappresentanze sindacali, o in assenza di queste, chiedere l’ autorizzazione all’ Ispettorato del Lavoro. Il solo consenso dei dipendenti non è sufficiente per poter installare le videocamere, come ribadito  dalla Cassazione con la sentenza n.1733/2020 :”La Suprema Corte ha affermato che anche laddove il datore abbia raccolto il consenso scritto dei lavoratori, questo non costituisce esimente della responsabilità prevista dalla normativa sul diritto del lavoro: in mancanza di accordo o del provvedimento alternativo di autorizzazione, l’installazione dell’apparecchiatura è illegittima e penalmente sanzionata.”

Vuoi scoprire quali prodotti scegliere per il progetto di videosorveglianza in azienda?

Per poter progettare un sistema di videosorveglianza in azienda davvero efficace e che soddisfi le esigenze di sicurezza dei proprietari  rispettando tutte le normative è importante affidarsi ad un’azienda seria e competente come Automazione & Sicurezza. 

Seguiamo un iter di lavorazione che va dalla consulenza e analisi di fatto, alla stesura del progetto del vostro impianto nel rispetto delle vigenti normative. Successivamente verrà fornito il preventivo di spesa, personalizzato e dettagliato con il costo di ogni singola voce, contenente tutti i materiali che verranno utilizzati.

Per le richieste di sopralluoghi da parte dei nostri tecnici abilitati e certificati per la videosorveglianza in azienda, vi invitiamo a contattarci al numero 02/95300645 oppure scrivere automazioneesicurezza@gmail.com

Persiane e tapparelle automatiche: 7 motivi per motorizzarle

Tapparelle automatiche

Persiane e tapparelle automatiche: 7 motivi per motorizzarle

Le persiane e le tapparelle automatiche sono le soluzioni che stanno sempre più conquistando il mercato.

Le tapparelle sono sistemi avvolgibili di oscuramento che, grazie alla presenza di una guida, possono essere sollevate o abbassate per lasciare filtrare più o meno la luce del sole. In commercio ci sono diversi tipi di tapparelle per ogni esigenza (antigrandine, coibentate, blindate, orientabili ecc.)

Le persiane a battente sono sistemi di oscuramento costituiti da chiusure ad ante incardinate alle finestre oppure alle porte. Possono essere completamente cieche oppure a lamelle inclinate.

Perché rendere le persiane e le tapparelle automatiche?

I motivi sono tanti e tutti convincenti. Tra i più importanti ricordiamo:

  • con un telecomando oppure un interruttore non faremo più sforzi per sollevare o abbassare la tapparella oppure per aprire e chiudere le persiane.
  • non ci sarà più l’utilizzo del cintino, evitando così il rischio di blocco, degli sfilacciamenti oppure delle rotture improvvise della corda. Permettendo alla tapparelle di avere una durata maggiore nel tempo.
  • la diminuzione del rumore prodotto dal movimento della tapparella, senza più quei rumori forti di  quando si chiude troppo velocemente o si apre troppo rapidamente la tapparella.
  • le tapparelle motorizzate con il telecomando permettono un utilizzo a distanza, restando comodamente seduti sul divano o direttamente dal letto.
  • sono particolarmente utili in case dove vivono persone anziane o persone con mobilità ridotta.
  • nel caso delle persiane, non dovremmo più aprire le finestre per chiuderle o aprirle, è un vantaggio anche per l’efficienza termica.
  • centralizzando  la chiusura di tutte le tapparelle, si avrà la certezza di chiudere tutto senza dimenticare aperta alcuna finestra  rendendo più sicura l’abitazione.

Persiane o tapparelle automatiche: quali differenze?

L’automazione del movimento delle tapparelle presenta un’asta tubolare di sollevamento simile a quella delle normali tapparelle, ma all’interno viene inserito un motore tubolare elettrico in corrispondenza del rullo di avvolgimento, che fa ruotare l’asta quando viene azionato. Il movimento è di tipo bidirezionale, permettendo così l’apertura e la chiusura delle tapparelle. Queste motorizzazioni sono provviste di più sistemi di sicurezza, come il blocco automatico in caso di surriscaldamento, e l’inversione del movimento in presenza di ostacoli lungo il percorso, come un vaso di fiori o altri oggetti accidentali.

L’automazione delle persiane a battente è costituita da braccetti collegati a un motore che aziona il movimento. Questi sistemi possono essere installati ad incasso nell’architrave o nella spalla del foro della finestra per garantire un impatto visivo minimo. In alternativa, esistono soluzioni a vista che consentono di motorizzare scuri già presenti nell’abitazione, permettendo l’installazione senza necessità di lavori di muratura, rendendo l’intervento rapido ed economico.

tapparelle automatiche

La normativa sulle persiane e tapparelle automatiche

Quando si motorizzano  le tapparelle o le persiane a battente,  dobbiamo sapere che ci sono delle normative da seguire. Le norme sono la UNI EN 12405 e UNI EN 13659 e si applica anche la norma CEI EN 60335 -2-103 “Sicurezza degli apparecchi elettrici d’uso domestico e similare, che garantisce la conformità e l’affidabilità dei sistemi automatizzati dal punto di vista elettrico.

Automazione e Sicurezza per installare tende e tapparelle automatiche segue vari passaggi molto importanti: prima di ogni cosa un’ispezione valutativa del serramento e del modo di utilizzo dello stesso, progettazione e preventivazione, installazione e trasmissione dei documenti, anche per  eventuali detrazioni fiscali. Rispettando tutte le normative vigenti.

Inoltre tutti i sistemi di automazione per tende e tapparelle, si possono integrare ad un sistema domotico e collegare all’impianto d’allarme.

Per le richieste di sopralluoghi e verifiche da parte dei nostri tecnici abilitati e certificati, ti invitiamo visitare il nostro sito Automazione & Sicurezza oppure contattaci al numero 02/95300645

Automatizzare la porta basculante del garage: consigli e vantaggi

automatizzare la porta basculante del garage

Automatizzare la porta basculante del garage: consigli e vantaggi

Il garage al giorno d’oggi è sempre più richiesto e indispensabile. Le motivazioni sono le più svariate, dalla comodità di avere l’autovettura o la motocicletta al riparo e al sicuro oppure  come deposito per le biciclette o attrezzi di vario genere.

Spesso è adiacente alla casa, altre volte è nelle vicinanze dell’abitazione.  Il serramento che permette la chiusura del garage è definito porta basculante.

La basculante del garage è composta da una struttura rinforzata in lamiera zincata, che si apre e chiude mediante un sistema di carrucole, contrappesi e molle. E questo fa si, che si possa sollevare con facilità con una spinta manuale.

Per decidere quale porta basculante installare, e se automatizzare la porta basculante, è fondamentale considerare alcuni aspetti. Le dimensioni del box, gli spazi esterni, il tipo di basculante o sezionale adatto alle nostre necessità, il  livello di sicurezza che vogliamo e l’aspetto estetico.

Differenze tra basculante manuale e motorizzata

Per quanto riguarda l’installazione di una basculante, dobbiamo scegliere  se utilizzarla manualmente  oppure motorizzarla.

La soluzione più economica è certamente la basculante ad uso manuale con  chiusura meccanica. Il movimento  è estremamente scorrevole per la presenza  di  contrappesi o molle  di bilanciamento e  viene utilizzata con facilità.

Ci sono poi le basculanti motorizzate, per rendere ancora più pratico e funzionale il loro utilizzo e permettere  l’apertura e la chiusura a distanza tramite un telecomando oppure un pulsante all’interno del box.

Come si può automatizzare la porta basculante?

Per motorizzare una basculante, si può scegliere tra un motore a traino oppure un attuatore con montaggio a telo, in base alla tipologia e alle  dimensioni della porta.

Caratteristiche dell’attuatore:

  • Sicurezza antischiacciamento: dispositivo elettronico di regolazione coppia motrice ed ENCODER.
  • Finecorsa microswitch integrati per maggior frequenza di utilizzo.
  • Sblocco interno e predisposizione per sblocco esterno con chiave personalizzata
  • Apparecchiatura elettronica  incorporata con sistema per gestione motore master e/o master slave

Caratteristiche del motore a traino:

  • Installazione rapida e semplice grazie al binario premontato ed innesto a rotazione.
  • Trasmissione a cinghia.
  • Rallentamento elettronico di finecorsa regolabile ed inversione su ostacolo
  • Apparecchiatura elettronica con lampada di cortesia temporizzata.

L’apertura della porta basculante  può avvenire in due modi, tramite radiocomando per la gestione a distanza oppure tramite tastiera con codice personalizzato. Inoltre si possono abbinare ulteriori accessori, come le fotocellule e il lampeggiante.

Per automatizzare la porta basculante in piena regola, le motorizzazioni devono rispettare le normativa europee di riferimento: la EN 12453 e la EN 12445.

Basculanti di diverso tipo e materiale a seconda di ogni necessità:

  • in acciaio zincate o zincate e verniciate
  • in legno, prodotte su misura,  in diversi modelli, materiali e colori. La struttura metallica  viene rivestita da assi di legno di diverse tipologie.
  • snodate, è adatta per particolari esigenze di altezza, per sfruttare al massimo lo spazio
  • non debordante, è priva di sporgenza e  consente l’installazione dove c’è ad esempio un marciapiede, una rampa, un passaggio pedonale, in quanto il  movimento di chiusura o di apertura avviene all’interno del box.
  • basculanti coibentate o con pannello sandwich, per garantire una maggior sicurezza, costruita con spessori maggiorati e diversi tipi di serrature tradizionali o di sicurezza.  Inoltre consente un’ottima tenuta termica garantendo un risparmio energetico
  • di grandi dimensioni con una struttura studiata per sfruttare totalmente dello spazio in larghezza
  • con misure personalizzate.

Detrazioni fiscali

Il Bonus Sicurezza 2020, conferma che  per l’anno in corso è detraibile il 50% delle spese effettuate per gli interventi alla realizzazione di box o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune, purché vi sia un vincolo di pertinenzialità con una unità immobiliare abitativa. È quindi possibile automatizzare la porta basculante che abbiamo scelto per il garage in modo più conveniente.

Possono usufruire della detrazione anche gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati. La detrazione si calcola sulle spese sostenute per la sua realizzazione, che devono essere dimostrate da apposita attestazione rilasciata dal venditore.

Quanto costa? Richiedi un preventivo

Per le richieste di sopralluoghi e verifiche contattaci al nr. 0295300645 o invia una mail ad automazioneesicurezza@gmail.com

Scegliere un’azienda come Automazione & Sicurezza Srl, con esperienza, partner di alto livello come FAAC, e in grado di rispettare le normative europee, ti permette di avere un impianto sicuro e affidabile, e di automatizzare la porta basculante del garage nel modo più semplice e completo possibile. Predisporre una manutenzione programmata consente infine di garantire la durata nel tempo e l’efficienza del sistema automatico di chiusura.

L’automazione ridondante per porte scorrevoli poste sulle vie di fuga

L’automazione ridondante per porte scorrevoli poste sulle vie di fuga

L’automazione ridondante A1400 AIR RD di FAAC consente di estendere alle vie di fuga tutti i vantaggi delle porte scorrevoli più evolute, con una soluzione molto competitiva.

L’automazione, denominata A1400 AIR RD, è conforme alla Direttiva Macchine 2006/42/CE, alle norme EN16005, EN 13849 PL.”d” Cat.3 ed è inoltre certificata TÜV. Grazie a una serie di accorgimenti tecnici atti a garantire sempre l’apertura in emergenza, rientra nella categoria delle “porte ridondanti” (come definite dalla norma EN 16005), utilizzabili in alternativa alle porte scorrevoli antipanico a sfondamento meccanico. Consente pertanto di estendere alle vie di fuga i molteplici vantaggi delle ‘normali’ porte scorrevoli prive del sistema antipanico a sfondamento meccanico.

Questo tipo di  automazione – con  la funzione Energy Saving – può essere applicata a vani larghi fino a tre metri e ad ante fino a 200 chilogrammi di peso, anche in solo cristallo.  L’ A1400 AIR RD deriva dalla già affermata A140 AIR, alla quale sono state applicate numerose innovazioni per assicurare la conformità alle norme concernenti le porte automatiche collocate sulle vie di fuga.

Automazione ridondante e guasti: quali sono i vantaggi?

Le principali riguardano l’apertura del varco sempre garantita in mancanza di alimentazione e in caso di guasto, l’autodiagnosi e la velocità di apertura. In mancanza di alimentazione l’apertura del varco è garantita dalle batterie di soccorso al NiMH (Nichel-metallo idruro) costantemente monitorate, dotate di capacità doppia o tripla rispetto a batterie standard di pari dimensioni, con minore effetto memoria.

Nel caso di guasto della parte di sicurezza della porta,  l’apertura è assicurata dal secondo motore ausiliario, dopodiché le ante rimangono aperte finché l’anomalia non viene risolta. Il corretto funzionamento dell’intero sistema – che comprende un encoder per rilevare la posizione delle ante – viene verificato almeno una volta ogni 24 ore da un doppio circuito di controllo. Le ante sono mosse da una nuova cinghia maggiorata, larga 12 millimetri, che permette di raggiungere velocità e accelerazioni conformi alla norma EN 16005: per aperture fino a due metri, l’anta compie l’80% della propria corsa in soli tre secondi (o al massimo entro cinque secondi in caso di interruzione dell’alimentazione).

La soluzione comprende la tastiera di comando SDK EVO dotata di display (che, tra l’altro, consente di utilizzare una  password o una chiave per la commutazione da funzionamento automatico a notte/manuale, come richiesto dalla EN 16005) e il nuovo sensore a doppia tecnologia XDT3 (infrarossi più microonde).

L’attenzione ai requisiti normativi non è andata a discapito degli altri aspetti che concorrono a realizzare una soluzione avanzata. Come altri modelli , infatti, anche l’automazione A1400 AIR RD risponde alle esigenze di personalizzazione degli architetti e progettisti.

Automazione ridondante: chiedi ad Automazione & Sicurezza

Gli ingressi automatici che propone Automazione & Sicurezza, si adattano alle diverse tipologie di strutture, di dimensioni e peso, con un’ampia gamma per soddisfare le esigenze sia architettoniche che stilistiche. Soluzioni sempre affidabili che privilegiano il risparmio energetico e la massima sicurezza nelle movimentazioni.

La sicurezza e l’affidabilità sono un must per la nostra azienda, diretta conseguenza dei nostri altissimi standard di qualità. Tutti punti imprescindibili dei nostri prodotti, per garantire porte automatiche di livello eccelso.

I nostri ingressi automatici sono progettati per poter essere integrati ad un sistema domotico, di sicurezza e videosorveglianza.

Contattaci per maggiori informazioni o un preventivo su soluzioni di automazione ridondante.

 

Automazione ridondante per porte scorrevoli su vie di fuga

“La possibilità di utilizzare le “normali” porte scorrevoli anche sulle vie di fuga comporta numerosi vantaggi, perché le porte dotate di sistema antipanico a sfondamento meccanico richiedono attenzione sulla scelta e sulle dimensioni dei profili impiegati, spazio per la rotazione delle ante e un tempo di installazione dell’ingresso completo più lungo”

 

 

 

 

Condominio e impianti di videosorveglianza – Cass. 13 maggio 2019 N°20527

Condominio e impianti di videosorveglianza | Automazione & Sicurezza

Condominio e impianti di videosorveglianza – Cass. 13 maggio 2019 N°20527

L’installazione di sistemi di videosorveglianza  sui muri perimetrali  ed esterni dei palazzi e/o condomini, orientate a riprendere quello che accade su zone e aree aperte al pubblico transito, sono lecite?

Il dilemma delle telecamere consentite o telecamere vietate, per tutelarsi da furti o vandalismi da parte dei condomini, è stata legittimata dalla Corte di Cassazione, con pronuncia del 13 maggio 2019 n.20527.

Il Tribunale di Chieti, aveva dichiarato colpevoli alcune persone , del reato di violenza privata, per aver fatto istallare delle telecamere nella loro proprietà, per  il controllo e la prevenzione.

La difesa ha fatto ricorso in Cassazione, dichiarando che le telecamere avevano la sola finalità della tutela della loro sicurezza.

Il ricorso è stato accolto, perché la Cassazione non ha condiviso la sentenza. I controlli erano legittimi perché utilizzati per sottolineare la commissione di presunti illeciti (schiamazzi, vandalismi, deiezioni animali abbondanate davanti al cancello delle abitazioni ecc), perseguiti successivamente da esposti e denunce inoltrate alle autorità competenti, da parte degli imputati. Secondo la Cassazione, quindi, l’installazione di sistemi di videosorveglianza che riprendano il pubblico transito non costituisce di per sé un’attività illecita.

Pertanto l’installazione di videocamere sui muri perimetrali esterni allo stabile è consentita perché rivolta a tutelare l’incolumità fisica, personale e familiare dei condomini.

Nel caso di controllo delle aree comuni ai fini di sicurezza devono essere impiegate le misure previste dal Garante del Codice della Privacy.

Condominio e impianti di videosorveglianza: gli obblighi

I principali obblighi previsti dalla normativa in ambito condominio e impianti di videosorveglianza sono:Condominio e impianti di videosorveglianza

  • Le telecamere per la videosorveglianza devono essere evidenziate da cartelli appositi
  • le videocamere devono riprendere solo le aeree comuni
  • le registrazioni possono essere conservate per un periodo di 24/48 ore ( se fosse necessario un periodo più lungo di riprese, dovrà essere verificata dal garante della Privacy)
  • Le immagini e i suoni raccolti devono essere protetti in modo che solo la persona titolare del trattamento dati vi abbia accesso
  • i dati raccolti non possono essere utilizzati per altri fini oltre quelli della sicurezza
  • Per l’ impianto di videosorveglianza condominiale, la decisione deve essere presa dai proprietari riuniti in assemblea (quorum 50% + 1 dei presenti)

Si tratta di un delicato equilibrio di compromesso tra libertà personali ed esigenze di sicurezza sociale.

 

Contatta Automazione & Sicurezza per maggiori informazioni in materia di condominio e impianti di videosorveglianza o un preventivo.

 

 

 

 

 

Porte tagliafuoco: la normativa europea per l’omologazione e il montaggio

normativa europea per le porte tagliafuoco

Porte tagliafuoco: la normativa europea per l’omologazione e il montaggio

È entrata in vigore, la  norma europea UNI EN 16034:2014 per le porte tagliafuoco ” Porte pedonali, industriali, commerciali da garage e finestre apribili- Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali- Caratteristiche di resistenza al fuoco e/o tenuta al fumo”

Questo significa che dal 2 novembre 2019 scatta l’obbligatorietà in cui dovranno essere immessi sul mercato solo manufatti tagliafuoco marcati CE ai sensi della UNI EN 16034:2014.  Il fabbricante, ai sensi dell’art.5 del regolamento n.305/2011 redige una dichiarazione di Prestazione (DoP) da   apporre, nel momento dell’immissione di porte tagliafuoco o tali prodotti sul mercato, la marcatura CE.

Per redigere la dichiarazione di prestazione, la norma UNI EN 16034:2014 armonizzata, deve essere utilizzata  con le collegate norme di prodotto con le quali vengono misurate le altre prestazioni delle porte:

UNI EN 14351:2016 “Finestre apribili e porte esterne pedonali- caratteristiche e prestazioni”

UNI EN 13241:2016 ” Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage- caratteristiche e prestazioni”

Qualora il fabbricante intenda commercializzare una porta o una finestra resistente al fuoco con doppio uso (sia per esterno che per interno) è necessario che siano rispettate tutte le seguenti condizioni (lettera circolare Ministero dell’Interno) :

  • per l’uso esterno ( UNI EN 14351-1:2006+A2:2016), il serramento deve essere marcato CE ed accompagnato dalla dichiarazione di Prestazione (DoP), nella quali risulti il solo utilizzo previsto dalla norma armonizzata di riferimento.
  • per l’uso interno, il serramento deve essere omologato secondo le procedure sopra richiamate, che, qualora la porta non sia già stata omologata, potranno essere avviate sulla base dei medesimi rapporti di prova rilasciati ai fini della marcatura CE.
  • il libretto di installazione, uso e manutenzione tenga conto di entrambi gli usi previsti.

Si precisa che una “porta per uso esterno” è un serramento che separa due locali con condizioni climatiche diverse ( es. un vano climatizzato da un vano non climatizzato come quello dalla taverna al box).

Le caratteristiche delle porte tagliafuoco per garage e condominio

La UNI EN 16034:2014 definisce per le Porte pedonali, porte industriali, commerciali, da garage e finestre apribili le seguenti caratteristiche:

  • Resistenza al fuoco: le porte devono garantire la capacità di contenere la diffusione delle fiamme all’interno dei compartimenti antincendio.
  • Controllo del fumo: in alcune applicazioni, le porte devono essere in grado di limitare la diffusione del fumo.
  • Capacità di sblocco: le porte devono poter essere facilmente sbloccate per garantire la sicurezza degli occupanti in caso di emergenza.
  • Autochiusura: per porte o finestre con caratteristiche di resistenza al fuoco o di controllo del fumo, deve essere garantito un sistema di chiusura automatica.
  • Durabilità dell’autochiusura: le porte devono resistere al degrado nel tempo (test ciclico) e all’invecchiamento (corrosione), mantenendo inalterata la loro capacità di chiusura automatica.
  • Durabilità della capacità di sblocco: le porte devono mantenere la loro capacità di sblocco anche dopo un uso prolungato.

Gli adempimenti delle porte tagliafuoco: omologazione e montaggio

La normativa esplica anche gli adempimenti necessari nel caso di porte o finestre resistente al fuoco e/o tenuta ai fumi con doppio uso (sia per interno che per esterno). Il fabbricante deve soddisfare tutte le seguenti condizioni:

  1. preparare tutta la documentazione di marcatura CE in relazione al suo “uso per esterni”, che includa la DoP (dichiarazione di prestazione), ai sensi della norma armonizzata UNI EN 14351-1
  2. preparare la documentazione relativa all’omologazione in relazione al suo “uso per interni” in accordo al D.M. 21/6/2004 potendosi avvalere anche dei rapporti di prova rilasciati ai fini della marcatura CE come prodotto per “esterni”
  3. nel libretto di installazione, uso e manutenzione devono essere riportate le indicazioni relativi ad entrambi gli usi

In conclusione, i prodotti che ricadono sotto la norma UNI EN 16034:2014  dal 2 novembre 2019, devono obbligatoriamente essere marcati CE al momento dell’immissione sul mercato. La marcatura CE garantisce che il prodotto sia conforme alle normative europee in materia di sicurezza e prestazioni. La corretta omologazione e il montaggio delle porte tagliafuoco, sia per uso interno che esterno, sono essenziali per garantire la sicurezza degli edifici e il rispetto delle normative vigenti.

Contatta Automazione & Sicurezza per maggiori informazioni sulle porte tagliafuoco o per un preventivo.

Antifurto casa con animali domestici: come possono convivere?

Antifurto casa con animali domestici: come possono convivere?

Antifurto casa con animali domestici: come possono convivere?

È possibile proteggere le nostre case con un antifurto con degli animali domestici?

Questa  è una domanda che ci rivolgono spesso i nostri clienti quando  chiedono la realizzazione di un  impianto d’allarme ed  hanno un cane o un gatto che vive in casa.

Molte persone sono convinte di non poter installare un impianto di allarme per la presenza dei loro animali domestici, ma fortunatamente la tecnologia permette di essere sicuri nelle nostre case insieme ai  nostri piccoli amici.

La coesistenza è possibile attraverso dei sensori volumetrici definiti “Pet Immune”, sono dei rilevatori programmati per differenziare la presenza di una persona da quella degli animali domestici. Vediamo ora di spiegare che cosa sono questi sensori.

 

Che cosa sono i sensori di antifurto? Possono essere utilizzati con animali domestici?

I sensori di movimento o volumetrici sono dispositivi che  rilevano la presenza di persone nell’ambiente nei quali vengono installati,  creando delle “barriere invisibili” anche sulle porte e  le finestre, inviando in tempo reale un segnale alla centralina dell’impianto di allarme. Il movimento è generato dallo spostamento d’aria provocato dalle persone o dal loro calore corporeo. Questi sensori vanno installati nelle zone di passaggio, come scale e corridoi ed  essere previsti anche per camere, saloni, taverne e altri locali interni alla casa.

I sensori vengono classificati in due  tipologie, la prima in base al loro funzionamento e la seconda in base alla tecnologia di rilevamento utilizzata.

La suddivisione in base  al funzionamento comprende i sensori classici e i sensori a tenda. I primi sono dei sensori volumetrici che si utilizzano per gli ambienti interni, mentre i sensori a tenda sono di tipo perimetrali e vengono impiegati per proteggere i punti di accesso di una casa, come finestre e porte.

La classificazione in base alla tecnologia comprende tre tipologie di sensori.

  • Sensore ad infrarosso o PIR (Passive InfraRed), avendo una rilevazione ad infrarossi, si attivano quando individuano un cambio di temperatura, dovuta al calore corporeo,  nell’ambiente monitorato. Questi tipi di sensori, possono dare falsi allarmi anche non in presenza di effrazione.
  • Sensore a doppia tecnologia (infrarosso + rilevamento a fasci DMT). Grazie alla presenza dei fasci uno superiore e uno inferiore, abbinati al sensore infrorosso. garantisce una maggiore sicurezza e una minore possibilità di avere falsi allarmi, garantendo rilevazioni molto accurate.
  • Sensore a tripla tecnologia (infrarosso+DMT+ microonde). Le  microonde permettono di rilevare qualsiasi corpo in movimento e la cosa importante è che può essere tarato in base alla massa e taglia degli animali domestici presenti in casa, garantendo un elevatissimo grado di affidabilità e ridurre quasi a zero i falsi allarmi.

Antifurto casa con animali domestici | Automazione & Sicurezza

Antifurto perimetrale con cane: possono convivere?

Uno dei punti facilmente accessibili dai ladri è sicuramente il giardino di casa, la presenza di cani da guardia addestrati o meno rappresenta un buon deterrente. Ma come per i sensori volumetrici in casa, spesso ci domandano se è compatibile con il sistema d’allarme perimetrale esterno?

In questo caso per il giardino, si utilizzano le barriere anti intrusione, sono dei sensori che vengono installati a coppie, un ricevitore e un emettitore, messi frontalmente che riescono a coprire fino a 100 metri.

Il sensore emettitore manda un segnale infrarossi non visibile ad occhio nudo,al sensore ricevitore. Quando questa barriera invisibile viene oltrepassata, fa scattare l’allarme.

Anche per questo tipo di sensori è presente la funzione “Pet Immune”,  dove la rilevazione termica  viene tarata sui valori del nostro cane e altri animali domestici. Questo permetterà di azzerare o quasi i falsi allarmi.

Anche questo tipo di sistema di allarme perimetrale, può essere integrato con un sistema di videosorveglianza.

Automazione & Sicurezza individuerà le soluzioni tecniche migliori e all’avanguardia per realizzare un ambiente che risponda sempre a requisiti di sicurezza pratici e funzionali insieme ai nostri piccoli amici.

La nostra ditta opera nella realizzazione impianti d’ allarme volumetrici  e di videosorveglianza dal carattere moderno e rivoluzionario. Mettiamo l’esperienza nella progettazione al servizio del cliente, puntando sempre a soluzioni funzionali e innovative. Contattaci per un preventivo.

Come funzionano le Telecamere di Videosorveglianza? Normativa e Prevenzione

funzionamento telecamere di videosorveglianza

Come funzionano le Telecamere di Videosorveglianza? Normativa e Prevenzione

Per videosorveglianza si intende l’attività di controllo a distanza di un’area specifica e può interessare locali commerciali, spazi pubblici o privati. Punta sostanzialmente ad impedire le intrusioni e  i danni  in un ambiente specifico, come  la propria abitazione, il proprio negozio o l’ufficio, attraverso l’utilizzo di telecamere di videosorveglianza in grado di registrare le immagini.

Un sistema di videosorveglianza  può essere utilizzato in:

  • ambito privato. La videocamera posta in modo ben visibile,  può essere un deterrente atto  ad impedire l’intrusione di ladri in una proprietà, oppure in caso di intrusioni, avvertire i proprietari,  attraverso l’azione combinata con un impianto di allarme.
  • ambito professionale. In questo caso si possono monitorare gli ingressi e le uscite di aziende, oppure proteggere un locale commerciale, un negozio o un magazzino, garantendo sia la sicurezza del personale che della merce. Inoltre in caso di avvenuto  furto o vandalismo le riprese della videosorveglianza sono importanti per poter identificare i sospetti o dimostrare un’effrazione.
  • ambito pubblico. L’obiettivo principale delle  videocamere installate in modo visibile nei luoghi pubblici è di tipo  dissuasivo,  cioè mirate a   ridurre la delinquenza e garantire la sicurezza delle persone presenti.

 

Telecamere di videosorveglianza e privacy dei cittadini: la normativa

Il provvedimento in materia di videosorveglianza dell’ 8 aprile 2010, fissa dei requisiti più stringenti per evitare che la videosorveglianza possa limitare i diritti dei cittadini. Il Garante con questo provvedimento ha bilanciato i diritti dei cittadini per la loro  sicurezza e la prevenzione di atti illeciti.

L’utilizzo della videosorveglianza è considerata particolarmente invasiva,  per questo motivo  l ‘Autorità Garante per la Privacy ha stabilito che, questa attività è consentita se vengono  rispettati i  principi di,  liceità, correttezza, trasparenza, limitazione della finalità e minimizzazione dei dati.

Anche  l’EDPB, il Comitato dei Garanti Europei, nel luglio 2019 ha pubblicato le  Linee Guida 3/2019 sul trattamento di dati personali attraverso Videosorveglianza.

Per quanto riguarda l’installazione di  un impianto di videosorveglianza nelle aziende, i datori di lavoro hanno l’obbligo, sancito dall’art. 114 del D.Lvo N°196/2003 che richiama l’art. 4 della Legge N°300/1970, di munirsi di apposita autorizzazione all’installazione ed all’utilizzo dell’impianto, rilasciata dalla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) competente per territorio, previa presentazione di apposita istanza.

 

In che cosa consiste un impianto di videosorveglianza?

Un impianto di videosorveglianza è costituito dalle telecamere di videosorveglianza che trasmettono il segnale  video/audio ai videoregistratori  visibili e controllabili dai monitor.

Ci sono molti tipi  di videocamere di sicurezza, è importante scegliere il sistema più adatto  alle proprie esigenze, ai rischi a cui si è esposti, al luogo da sorvegliare.

 

Videocamere videosorveglianza analogiche: caratteristiche e svantaggi

Le videocamere di tipo analogico producono un segnale video analogico che può essere riprodotto da un televisore o da un videoregistratore.  

Queste di tipo analogico, presentano delle mancanze funzionali, come la difficoltà di utilizzo in applicazioni a grande distanza. Il processo di trasmissione analogica del video, infatti, risente maggiormente dell’attenuazione e della distorsione dovute al cavo.

 

Telecamere di videosorveglianza IP: funzionalità e vantaggi

La videocamera IP genera un flusso video digitale e utilizza gli encoder e i protocolli necessari a rendere tale flusso inviabile sulla una rete dati (LAN o WAN). è collegata ad Internet mediante una connessione protetta, questo permette di visualizzare il video a distanza e su schermi tipo smartphone, tablet, PC.

I modelli più recenti di videocamere IP sono dotate di molteplici funzioni che permettono, oltre all’acquisizione delle immagini in tempo reale, anche la memorizzazione di fotogrammi, così come la possibilità di poter gestire gli allarmi collegati, la rilevazione del movimento e la notifica di eventi a terminali remoti (esempio via e-mail). 

Se la telecamera è dotata di un sensore, all’attivazione di questo sensore invia un  messaggio e l’immagine registrata. Alcune sono dotate di slot sd o micro sd card per la memorizzazione di immagini .

 

Le telecamere di videosorveglianza con intelligenza artificiale

Videocamere con intelligenza artificiale, permettono la  misurazione istantanea della temperatura corporea.  Vengono installate in postazioni strategiche per monitorare la temperatura dal volto di grandi flussi di persone, in pochissimo tempo, ad una distanza oltre i 3 metri, permettendo di segnalare le persone a rischio. Tutto questo è molto importante per contrastare e contenere la diffusione del Covid 19, in ambienti come aziende, uffici, negozi, centri commerciali, aeroporti ecc.

Come funzionano le Telecamere di Videosorveglianza? Normativa e Prevenzione | Automazione & Sicurezza

 

Automazione & Sicurezza propone telecamere di videosorveglianza, affidabili e duraturei nel tempo grazie alla nostra assistenza post vendita, offrendo ai propri Clienti un servizio di manutenzione programmata che garantisce un’efficienza prolungata nel tempo degli impianti.

 

Contattaci per un preventivo gratuito o per maggiori informazioni

 

Intervistati da Houzz in qualità di esperti degli Impianti Elettrici

Intervistati da Houzz in qualità di esperti degli Impianti Elettrici | Automazione & Sicurezza

Intervistati da Houzz in qualità di esperti degli Impianti Elettrici

Con molto piacere condividiamo con voi, la nostra intervista rilasciata ad Houzz, in veste di professionisti nel settore degli impianti elettrici.

Houzz è un sito Web e una comunità online di architettura, interior design e miglioramento della casa, che mette in connessione gli utenti con i professionisti, è  una community di oltre 40 milioni di utenti in tutto il mondo.

L’ articolo, pubblicato da Houzz Magazine, parla degli impianti elettrici a vista.  Hanno chiesto la nostra opinione come esperti del settore di impianti elettrici, con alcune domande riguardanti i pro e i contro di quel tipo di impianto elettrico.

Esperti degli impianti elettrici: la nostra intervista

Qui di seguito il link, per leggere tutto l’articolo https://www.houzz.it/magazine/cosa-pensano-i-pro-degli-impianti-elettrici-a-vista-stsetivw-vs~132011924.

Se stai cercando installatori esperti degli impianti elettrici, domotici e di sicurezza, qualificati  hai trovato la realtà che fa per te.

Scegliere bene è il primo passo da compiere per ottenere un risultato di successo.

Intervistati da Houzz in qualità di esperti degli Impianti Elettrici | Automazione & Sicurezza

Progetto per l’impianto elettrico: quando è obbligatorio? DM 37/08

Il progetto per l'impianto elettrico quando è obbligatorio? | Automazione & Sicurezza

Progetto per l’impianto elettrico: quando è obbligatorio? DM 37/08

Quando parliamo di impianto elettrico, dobbiamo specificare se si tratta di impianti realizzati prima della legge 46/90  oppure di impianti realizzati dopo la 46/90 ma prima del D.M. 37/08 oppure di impianti realizzati dopo il  D.M. 37/08.

La legge 186/1968, prima del 1990, non prevedeva l’ obbligo di progetto per l’impianto elettrico, ma stabiliva che gli impianti dovessero essere realizzati a regola d’arte ( norme CEI ). Per questi impianti elettrici, non c’è una dichiarazione di conformità, ma schemi e planimetrie.

 

Impianti elettrici soggetti alla vecchia legge 46/90 

La legge del 5 marzo 1990 n.46 (riguardava impianti realizzati dal 13 marzo 1990 al 26 marzo 2008), è stata la prima legge che sanciva l’obbligo di possesso di requisiti tecnico-professionali per tutti coloro che a titolo professionale maneggiavano  impianti elettrici. Emanata per regolamentare la sicurezza degli impianti elettrici, radiotelevisivi ed elettronici in genere, di riscaldamento e di climatizzazione, idrosanitari e idrici ecc.

La legge 46/90 disponeva anche l’obbligo del progetto per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti, fosse di  esclusiva competenza di professionisti iscritti in albi professionali. Prima, chiunque, anche senza specifica esperienza, poteva intraprendere l’attività di installatore o di manutentore di impianti.

Inoltre stabiliva il diritto del committente (e l’obbligo dell’installatore artigiano o impresa) ad una dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme, per utenze condominiali con potenza maggiore di 6 Kw; immobili ad uso produttivo con superficie maggiore di 200 mq; immobili residenziali con superficie maggiore di 200 mq etc.

 

Il progetto per l'impianto elettrico quando è obbligatorio? | Automazione & Sicurezza

Progetto per impianto elettrico realizzato dopo il D.M. 37/08

Il Decreto Ministeriale 37/2008: abroga la Legge 46/90, rendendo il progetto per l’impianto elettrico obbligatorio e introducendo la Dichiarazione di Rispondenza (DIRI),  per gli impianti dove la Dichiarazione di Conformità ( rilasciata dall’impresa abilitata) non sia reperibile, perché realizzati prima dell’entrata in vigore del DM 37/08.

Il rilascio della Dichiarazione di Rispondenza viene rilasciata quando:

  1. quando non sia stata prodotta, o non sia reperibile, la Dichiarazione di Conformità, per gli impianti realizzati nel periodo compreso tra il 13 marzo 1990 ed il 26 marzo 2008;
  2. quando, per impianti realizzati nel periodo compreso tra 13 marzo 1990 ed il 26 marzo 2008, la Dichiarazione di Conformità non sia stata rilasciata, oppure sia stata rilasciata ma priva di almeno uno dei requisiti essenziali a suo tempo previsti dalla legge;
  3. per l’attivazione di una nuova fornitura di energia elettrica o per una richiesta di aumento di potenza della fornitura di energia elettrica per gli impianti (sprovvisti di Dichiarazione di conformità) realizzati nella fascia temporale compresa tra il 13 marzo 1990 ed il 26 marzo 2008 (art.8 comma 3 DM37/2008)

A differenza della DiCo, la dichiarazione di rispondenza non è redatta dall’esecutore dell’impianto, ma è rilasciata da un professionista il quale, a posteriori, “certifica” la rispondenza dell’impianto alla regola dell’arte.

La DIRI  riguarda i soli impianti realizzati tra la data dell’entrata in vigore del D.P.R. 447/91 (e contestuale nascita della Dichiarazione di Conformità) ed il 27/03/2008 (data dell’entrata in vigore del D.M. 37/08 con l’introduzione della Dichiarazione di Rispondenza).
Il nuovo decreto 37/08, introduce dei documenti obbligatori da allegare alla dichiarazione di conformità degli impianti, rilasciati a lavoro ultimato dall’installatore, come il progetto dell’impianto e la relazione con l’elenco dei materiali utilizzati.
La DiCo garantisce al committente, che l’impresa installatrice ha realizzato l’impianto elettrico seguendo le norme tecniche, con materiali consoni, come da indicazioni del progetto per l’impianto elettrico e dichiara di aver verificato la sicurezza e la funzionalità dell’ impianto.

Progetto per l’impianto elettrico: DM 37/08

Il DM 37/08 si applica a tutti gli impianti in tutti gli edifici, a prescindere dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze, a partire dal punto di consegna dell’energia fornita dall’Ente distributore.
In particolare:
  1. Impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere
  2. Impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere
  3. Impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense e di ventilazione ed aerazione dei locali
  4. Impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie
  5. Impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali
  6. Impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili
  7. Impianti di protezione antincendio

 

cablaggio impianto elettrico

Contatta Automazione & Sicurezza per maggiori informazioni sul progetto per l’impianto elettrico.

Automazione & Sicurezza e la nuova Convenzione Confimi Industria Monza e Brianza e Confimi Apindustria Bergamo

Convenzione Confimi Industria Monza e Brianza e Confimi Apindustria Bergamo | Automazione & Sicurezza

Convenzione Confimi Industria Monza e Brianza e Confimi Apindustria Bergamo

Automazione & Sicurezza SRL propone ai soci di CONFIMI INDUSTRIA MONZA E BRIANZA e CONFIMI APINDUSTRIA BERGAMO la seguente Convenzione.

Telecamere di distanziamento e sistemi di controllo ingressi – Soluzioni e sistemi innovativi per il distanziamento sociale e la sicurezza
Automazione & Sicurezza propone una gamma di prodotti tecnologici per la salvaguardia della salute e per la sicurezza delle persone in tempi di emergenza sanitaria e non solo.

Telecamere utili a garantire il rispetto del distanziamento sociale negli aeroporti, nei centri commerciali, nelle aziende, nelle scuole, nelle hall degli alberghi e nelle zone di ristoro. Dispositivi programmati per gestire una distanza da 1 a 6 metri tra le persone, operano con la massima efficienza e sono disponibili a un costo assolutamente competitivo.

Sistemi a marchio FAAC per il controllo efficace degli ingressi in edifici pubblici e privati – dai negozi ai musei, dagli uffici ai agli impianti sportivi -, in grado di contare automaticamente le persone e organizzare al meglio code e attese, così da regolare i flussi ed evitare il sovraffollamento degli ambienti.

Telecamere per il rilevamento rapido della temperatura corporea, ideali per misurare la febbre all’ingresso di poli produttivi, centri di aggregazione e hub di trasporto.

Dispositivi e videocamere con intelligenza artificiale

Dotati di allarme automatizzato per la mancata distanza.
Ottimizzati per la gestione controllata dei flussi di persone.
Disponibili per la gestione monoingresso o multingresso.
Capaci di ottimizzare il conteggio delle persone e le code.
In grado di misurare la temperatura corporea a distanza.
Integrati con una APP iOs e Android, con gestione da smartphone.

Convenzione Confimi: vantaggi

  • Dispositivi semplici e veloci da installare
  • Nessun intervento strutturale da effettuare
  • Possibilità di personalizzare le informazioni
  • Controllo pratico degli accessi nelle strutture
  • Segnalazione rapida degli assembramenti
  • Rilevamento istantaneo della temperatura.

I prodotti illustrati al seguente link: https://www.confimibergamo.it/servizi-associativi/Convenzioni/convenzione-confimi-industria-monza-e-brianza-e-confimi-apindustria-bergamo-con-automazione-amp-sicurezza-srl.html#.XvC-KWgzaUl
La presente convenzione ha validità fino al 31/12/2021.

Per maggiori dettagli e per l’applicazione della convenzione Confimi è possibile rivolgersi a:
Alessandra Marchetti – 02 95300645 – automazioneesicurezza@gmail.com

 

Impianto domotico: che cos’è, costi e funzionamento in 6 punti

impianto domotico

Impianto domotico: che cos’è, costi e funzionamento in 6 punti

Le parole che oggi ci fanno comprendere il significato di impianto domotico sono sicuramente quello di casa intelligente o smart home.

La domotica è un sistema digitale integrato per la  gestione degli impianti in ambito domestico, che la nostra casa  un ambiente tecnologicamente avanzato di facile utilizzo tramite l’integrazione degli impianti già presenti interconnessi con dispositivi domotici, attraverso un pannello di controllo o da tablet, lo smartphone ecc, che si  utilizzano anche da remoto.

Domotica e home and building automation (HBA)

La domotica può essere differenziata tra Home Automation, per automatizzare le funzioni della casa intesa come unità abitativa ad esempio un appartamento o una villa; e la Building Automation, per automatizzare  edifici di  tipo industriale, commerciale, ospedaliero, alberghiero ecc

L’obiettivo della Building Automation è  la gestione automatica e autonoma di tutti gli impianti che si trovano nell’edificio attraverso  un controllo continuo e preciso nel tempo.

Tutto ciò ha lo scopo di migliorare qualitativamente la nostra vita, sia per quanto riguarda l’ottimizzazione dei consumi, la sicurezza, il comfort, il risparmio energetico e sia per  la flessibilità dell’ utilizzo.

 

Cosa può essere automatizzato attraverso la domotica?

  • la gestione ambientale: illuminazione, climatizzazione e gestione dell’acqua (piscina e irrigazione del giardino ecc).
  • la gestione e controllo dei carichi:  elettrodomestici come lavatrice, lavastoviglie, asciugatrice, forno ecc, possono essere ad esempio controllati per l’accensione o lo spegnimento a distanza.
  • la gestione della sicurezza: per il videocitofono, l’allarme, le videocamere, la gestione delle aperture e delle chiusure di porte, basculanti, sezionali e finestre, tapparelle ecc.
  • la gestione dell’informazione e della comunicazione: per l’uso di un sistema domotico che riguarda telefoni, televisione, diffusione sonora ecc.

 

Funzionamento di un impianto domotico

Quando si decide di optare per la realizzazione di  una casa domotica in fase di  costruzione, è importante prevedere la messa in opera di un cavo che raggiunga tutte le postazioni  dove si pensa di  collocare  i dispositivi da controllare.

Il cavo può  essere un semplice cavo bipolare detto “doppino”  in grado di trasmettere messaggi per il controllo domotico. Oppure prevedere un cavo più “sofisticato” come il cavo coassiale o una fibra ottica perché sono in grado di trasmettere informazioni a maggiore velocità.

Nel caso invece di case già costruite e non predisposte per un impianto domotico, si possono scegliere altri mezzi che non comportino lavori strutturali né l’aggiunta di fili agli impianti esistenti ( es. onde convogliate, wifi , bluetooth ecc).

Un impianto domotico si basa sul BUS, cioè una linea dati che comanda un insieme integrato di diverse funzioni. Il bus domotico è un sistema unico di comunicazione separato dalla linea di alimentazione, che opera a bassa tensione sul quale sono collegati in parallelo tutti i dispositivi.

Il BUS è costituito da un doppino intrecciato o un cavo coassiale o dalla fibra ottica,  che provvede contemporaneamente allo scambio di informazioni tra i vari componenti e  alla loro alimentazione elettrica. Utilizzando il bus ogni dispositivo può inviare e ricevere comandi e dati per e da tutti gli altri.

Impianto domotico e impianto tradizionale

L’impianto elettrico tradizionale di una casa è composto da:

  •  prese interruttori
  • deviatori
  • commutatori
  • invertitori
  • relè
  • punti luce

La domotica è composta da:

•  Un’unità centrale con la funzione di comando e/o controllo
•  Dai sensori per rilevare le variabili ambientali che regolano il sistema
•  Dagli attuatori che  eseguono il comando per l’azione richiesta

Dispositivi Smart come alternativa alla domotica tradizionale Bticino

I prodotti cosiddetti smart Bticino, sono la soluzione alternativa alla domotica di tipo tradizionale che  dialogano tra i vari sistemi tramite la rete wifi di casa.

Il controllo remoto dei dispositivi avviene utilizzando  ad esempio lo smartphone oppure con uno smart speaker (Alexa, Google Home o Homepod di Apple).

Mentre nella domotica tradizionale, tutti i dispositivi e gli elettrodomestici devono essere collegati ad una rete cablata, nel  caso dei prodotti smart non è necessario.

Con questi tipi di dispositivi è possibile controllare prese elettriche, luci, termostato, tapparelle e videocitofono, ma per  la loro gestione è richiesto l’utilizzo di più App dedicate.

Grazie a queste App dedicate si possono gestire a distanza situazioni differenti:

  • l’antifurto, per verificare quando siamo fuori casa che sia tutto in ordine  oppure dare l’allarme se ci fosse qualche pericolo
  • il videocitofono, per  poter vedere dal vostro smartphone chi sta suonando il campanello ed eventualmente aprire il cancello
  • l’illuminazione di ogni stanza della casa, gestita con degli interruttori smart per l’accensione, lo spegnimento ecc.
  • la climatizzazione, gestita attraverso i termostati Wi-fi, per programmare l’accensione e/o lo spegnimento al fine di ottimizzare i consumi energetici

Costi di un impianto domotico

Per  avere un preventivo sul costo effettivo di un impianto domotico, va realizzato un progetto ad hoc da aziende e personale competente.

I costi effettivi possono variare in base a molti elementi,  dalle  dimensioni della casa, al numero di dispositivi che vogliamo, da quante funzioni si vanno ad implementare, se c’è la predisposizione oppure va modificato l’impianto elettrico esistente ecc.

In linea di massima, il prezzo di un impianto elettrico tradizionale è circa il 10-20% in meno rispetto ad un impianto domotico.

Per le richieste di sopralluoghi e verifiche del tuo impianto domotico da parte dei nostri tecnici abilitati e certificati  contattaci al numero 02/95300645 oppure contattaci per un preventivo.

Porte scorrevoli automatiche: 4 cose da sapere

Porte scorrevoli automatiche | Automazione & Sicurezza

Porte scorrevoli automatiche: 4 cose da sapere

La porte scorrevoli automatiche, sono comode e funzionali, sono adatte ad ogni ambiente, centri commerciali, uffici, ambienti ospedalieri, aziende, hotel ecc.

Come funzionano le porte scorrevoli automatiche?

Le porte automatiche funzionano grazie ad un sensore di movimento che ne permette l’apertura  quando una persona si avvicina all’ingresso e  pochi secondi dopo il suo passaggio alla sua chiusura. Non è necessario né spingere né tirare, evitando in questo modo di utilizzare le mani.

Le porte automatiche sono sicure, di facile utilizzo e adatte a qualsiasi ingresso.

Quando si sceglie di installare una porta automatica,  i vantaggi principali sono:

  • l’ottimizzazione degli spazi e degli ingombri
  • il risparmio energetico, perché mantengono costante la temperatura interna diminuendo la dispersione del calore in inverno e del fresco in estate
  • il facile utilizzo e la loro adattabilità a qualsiasi tipo ingresso garantendo la massima sicurezza durante l’ apertura e la chiusura.
  • Eliminazione delle barriere architettoniche
  • Garantiscono l’igiene: non è infatti necessario dover aprire una maniglia toccata in precedenza da altre persone.
  • Altra caratteristica  importante è la funzione di  controllo e regolazione del flusso di persone all’ ingresso e in uscita da negozi, centri commerciali,centri sportivi, aziende,uffici,  farmacie ecc, necessità assoluta legata al Covid 19

Le tipologie di porte scorrevoli automatiche

Automazione & Sicurezza ti propone ingressi automatici  di marca FAAC

Possiamo individuare porte automatiche scorrevoli con caratteristiche e utilizzi differenti, ad esempio:

  • in vetro con trave di supporto ridotta
  • in pvc
  • in vetro di sicurezza in classe di resistenza all’effrazione RC3 secondo lo standard europeo EN 1627.
  • in vetro con riarmo automatico, cioè con il  ripristino automatico
  • da applicare alle vie di fuga
  • ridondanti per le vie di fuga
  • pieghevoli con sistema antipanico a sfondamento
  • per ambienti sterili a contaminazione batterica controllata in conformità alla EN16005
  • con rilevatori di movimento

Porte scorrevoli automatiche | Automazione & SicurezzaPorte scorrevoli automatiche | Automazione & SicurezzaPorte scorrevoli automatiche | Automazione & Sicurezza

Normative di riferimento

L’installazione e l’utilizzo di porte scorrevoli automatiche sono regolamentati da normative e leggi specifiche, le principali sono:

EN16005 è la nuova normativa europea in vigore dal 30 aprile 2013, si applica a tutti i tipi di porte pedonali motorizzate a movimento orizzontale (scorrevoli, a battente, a libro, girevoli e rototraslanti) sia per interno che per esterno. Si applica anche alle porte pedonali motorizzate successivamente alla loro installazione.

DPR 459/96 possono essere immessi sul mercato o messi in servizio le macchine ed i componenti di sicurezza conformi alle disposizioni, purché, debitamente installati, mantenuti in efficienza ed utilizzati conformemente alla loro destinazione, non pregiudichino la sicurezza e la salute.

Obbligo manutenzione periodica

L’ utilizzo di porte scorrevoli automatiche necessità di manutenzione, mirata a prevenire eventuali problemi e guasti e garantendone l’efficienza e la durata nel tempo.

L’utilizzatore ha l’obbligo di far effettuare la manutenzione periodica ed eventualmente la riparazione delle proprie porte automatiche da un’azienda abilitata secondo  il D.Lgs. 81/08  e il  DPR 547/55.

Il D.P.R. 37/98 del 12.1.98 cita:  gli enti e i privati responsabili di attività soggette a controlli di prevenzione incendi, hanno l’obbligo di mantenere in stato di efficienza i sistemi, i dispositivi e di effettuare verifiche di controllo e manutenzione .

I controlli, le verifiche e gli interventi di manutenzione devono essere annotati su apposito registro che deve essere reso disponibile ai controlli.

Il D.M. 10 marzo 1998, dispone che tutte le porte sulle vie di fuga, le porte tagliafuoco e quelle munite di dispositivi di chiusura automatica, devono essere regolarmente controllate affinché operino in perfetto stato di efficienza.

L’attività periodica di controllo e la manutenzione devono essere effettuate da personale competente e qualificato.

Le certificazioni di Legge previste per l’impianto automatizzato rimangono valide solo  a condizione che l’impianto sia sottoposto a manutenzione ordinaria ed eventualmente straordinaria.

Le indicazioni per la manutenzione ordinaria sono, per gli ambienti pubblici  da eseguire  2 volte all’anno (ogni 6 mesi)  e per gli utenti privati va effettuata 1 volta all’anno.

Automazione & Sicurezza propone ingressi automatici sicuri, affidabili e duraturi nel tempo grazie alla nostra assistenza post vendita, offrendo ai propri Clienti un servizio di manutenzione programmata per garantire un prolungamento della vita media delle vostre porte scorrevoli automatiche. Contattaci per un preventivo.

 

Impianti di videosorveglianza: normative, sanzioni e tutela della privacy

Impianti di videosorveglianza: normative, sanzioni e tutela della privacy | Automazione & Sicurezza

Impianti di videosorveglianza: normative, sanzioni e tutela della privacy

L’installazione di impianti di videosorveglianza in luoghi, aperti o chiusi, frequentati dal pubblico (ossia strade, piazze, centri commerciali, negozi, , uffici, aziende…) è disciplinata da normative, regolamenti e provvedimenti (sanzioni).

Infatti la raccolta, la registrazione, la conservazione e l’utilizzo di immagini configura un trattamento di dati personali (art.4 comma 1 lett. b del codice) ed è considerato tale qualunque informazione relativa a persona fisica identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante a riferimento a qualsiasi altra informazione.

A partire dal 29 gennaio 2020, l’EDPB ( Comitato Europeo per la Protezione dei Dati) ha adottato le nuove linee guida n. 3/2019 in materia di trattamento di dati personali mediante impianti di videosorveglianza.

Per questo motivo diventa necessario per i titolari del trattamento garantire l’adozione di misure tecniche ed organizzative adeguate in grado di garantire la liceità dei trattamenti nel rispetto del Regolamento Europeo 2016/679  GDPR (General Data Protection Regulation).

I principali aspetti sulla normativa vigente

La disciplina attuale italiana per quanto riguarda gli impianti di videosorveglianza fa riferimento al Provvedimento del Garante della Privacy del 2010.

Interessa principalmente due aspetti:

  1. L’area inquadrata dalla telecamera deve controllare un punto preciso delimitato (es. l’ingresso di un negozio),  ossia deve inquadrare solo le porzioni della proprietà.
  2. L’informativa sulla privacy deve essere espressa mediante il cartello “Area videosorvegliata” e va collocato prima che si entri all’interno della zona soggetta a riprese video, deve essere chiaramente visibile anche di notte, va compilato con il  nome del titolare del trattamento delle immagini (ragione sociale dell’azienda o nome del proprietario del negozio ecc.) e esserci il nome del responsabile del trattamento delle immagini.

Le linee guida indicano in quali casi le regole riferite al trattamento dei dati previste dal GDPR non trovano applicazione:

  • telecamere finte che, in quanto tali, non elaborano dati personali;
  • registrazioni effettuate da un’altitudine elevata se i dati elaborati non sono collegati a una persona specifica;
  • videocamere integrate in un’auto per l’assistenza al parcheggio se non raccoglie informazioni relative a una persona fisica;
  • attività privata o domestica, che come chiarito dalla Corte UE: “deve essere interpretata come relativa solo alle attività che si svolgono nell’ambito della vita privata o familiare delle persone.”

Normative degli impianti di videosorveglianza nei condomini

Quando si parla di installazione di impianti di videosorveglianza nei condomini, bisogna distinguere se le riprese riguardano le parti comuni del condominio (es. il portone di ingresso, l’androne, il pianerottolo, il garage, il cortile, il giardino), oppure nelle aree private dell’ edificio ( es. gli ingressi delle singole abitazioni e i balconi, ecc).

Spazi comuni

Nel il primo caso delle riprese delle parti comuni, l’installazione delle telecamere va sempre approvata con il quorum dall’assemblea condominiale. Inoltre, secondo quanto stabilito dal Garante della Privacy nel suo Provvedimento del 2010, ogni impianto di videosorveglianza deve avere come unico obiettivo la tutela di beni e persone ( riforma del condominio 2012)

Reintra l’obbligo, a carico dell’ Amministratore  di segnalare le telecamere con appositi cartelli,. Le registrazioni possono essere conservate per un periodo non superiore alle 24/48 ore, anche in questo caso il responsabile del trattamento è l’Amministratore.

Aree private

Per  gli impianti di videosorveglianza nelle aree private del condominio, decide il privato senza la necessità di avere la delibera dell’assemblea condominiale, con la sola finalità di sorvegliare la propria abitazione.

Il proprietario non ha l’obbligo di segnalare la presenza del sistema di videosorveglianza con apposito cartello, ma deve comunque rispettare le regole indicate dal Garante della Privacy.  Al privato sono vietate le riprese di tutte le aree comuni del condominio.

Impianti di videosorveglianza: normative, sanzioni e tutela della privacy | Automazione & Sicurezza

 

Videosorveglianza nei negozi e locali commerciali

È il provvedimento del Garante della Privacy del 2010 che regolamenta e disciplina l’installazione degli impianti di videosorveglianza nei negozi, in particolare l’area di inquadratura delle telecamere ( solo nelle zone di pertinenza) e l’informativa attraverso il cartello di segnalazione posto in maniera ben visibile all’ingresso del negozio o dell’attività commerciale.

Tutela della privacy dei lavoratori

Il proprietario del negozio come datore di lavoro  deve rispettare  lo Statuto dei Lavoratori, (art. 4 della Legge n. 300/1970 riformato dall’art. 23 del Decreto Legislativo del 14 settembre 2015 n. 151), in quanto i dispositivi di videocontrollo installati rispondano solo a esigenze organizzative/produttive, a esigenze legate alla sicurezza sul lavoro oppure alla tutela del patrimonio esistente all’interno del negozio stesso.

Nella valutazione di un impianto di videosorveglianza  per la propria casa, ufficio, azienda o condominio è essenziale definire dettagli importanti, come  le caratteristiche dell’immobile da proteggere per  progettare l’impianto più idoneo .

Automazione & Sicurezza segue un iter di lavorazione che va dalla consulenza e analisi di fatto, alla stesura del progetto del vostro impianto, e predisponendo la documentazione necessaria per ottenere le detrazioni fiscali, ove previsto. Contattaci per un preventivo sui nostri impianti di videosorveglianza.

Cancello automatico: cosa fare quando non si apre

CANCELLO AUTOMATICO A BATTENTE non si apre

Cancello automatico: cosa fare quando non si apre

Il cancello automatico situato all’esterno della propria abitazione è uno strumento molto vantaggioso, in quanto evita la scocciante fatica di scendere dall’auto ogni volta che dobbiamo entrare entrare o uscire da casa. Grazie alla sua motorizzazione, possiamo aprire e chiudere il cancello comodamente con un telecomando, il che rende tutto molto più semplice, soprattutto nelle giornate di pioggia o quando si ha fretta.

Tuttavia può capitare che il cancello automatico non si apre, che sia bloccato oppure che non si chiuda correttamente. Questa situazione può risultare molto fastidiosa, soprattutto se si è di fretta o non si sa come intervenire.

In questo articolo scoprirai le principali cause di guasto e come risolvere possibili malfunzionamenti, affinché tu possa ripristinare il corretto funzionamento del tuo cancello.

Le tipologie di cancello automatico

Quando si decide di motorizzare un cancello esistente, lo si fa principalmente sia per un discorso di comodità sia per una maggior sicurezza. La possibilità di aprire e chiudere il cancello senza dover scendere dall’auto offre un indubbio comfort, ma è anche un ottimo deterrente contro intrusioni non autorizzate.

La differenza sostanziale tra un cancello di tipo scorrevole e un cancello a battente, è data dallo spazio presente per il tipo di movimento.

  • Il cancello automatico scorrevole ha uno scorrimento laterale in parallelo alla recinzione.
  • Il cancello a battente ha un movimento su cerniere e necessita di più spazio durante l’apertura e la chiusura delle ante.

Quali sono le possibile cause di guasto?

Talvolta può accadere che insorgano dei malfunzionamenti al nostro cancello automatico. Le motivazioni posso dipendere da diversi fattori:

  • Telecomando, dovuto  ad un problema di comunicazione tra la centralina e il telecomando. La prima cosa da fare è controllare se i led si accendono, se così non fosse  sostituire le pile del telecomando. Se il problema dovesse persistere sarà necessario chiamare un tecnico specializzato per fare un’analisi della problematica.
  • Fotocellule, un altro fattore che influisce sulla non corretta apertura o chiusura del cancello potrebbe essere dovuto alle fotocellule, che  hanno la funzione di individuare la presenza di ostacoli nella zona controllata ed eventualmente arrestarne il movimento. Se per un motivo queste sono oscurate, il motore riceve un segnale di ostacolo disabilitando automaticamente il movimento del cancello. Essendo degli accessori importanti, necessitano di manutenzione, da quella più semplice come la pulizia da polvere e sporco, tenere tagliato siepi o cespugli nelle vicinanze ed eventualmente se il problema dovesse persistere contattare un tecnico specializzato.
  • Motore, quando il malfunzionamento interessa il motore, ad esempio nei cancelli ad anta queste potrebbero aprirsi a velocità diverse o nei casi più gravi una delle due restare chiusa e l’altra aperta. Nel caso di cancelli scorrevoli l’apertura e la chiusura dell’anta non è completa o i tempi di funzionamento sono molto lunghi.

Richiedi assistenza specializzata per il tuo cancello automatico

In questi casi il “fai da te” è corretto solo per verificare che non ci siano ostacoli durante la movimentazione ma per una diagnostica e risoluzione precisa è indicato richiedere l’intervento di un’azienda specializzata. Tentare riparazioni senza l’adeguata esperienza può aggravare il problema e causare ulteriori danni.

Tutti i  cancelli motorizzati, come ogni dispositivo sottoposto ad un uso continuativo nel tempo, necessitano di un’adeguata manutenzione,  attraverso una corretta pulizia, una lubrificazione periodica  dei meccanismi e una verifica ed eventuale sostituzione dei pezzi usurabili, affinché possano avere un’ottima affidabilità e durata nel tempo.

Automazione & Sicurezza offre  ai suoi clienti varie forme di contratti di manutenzione, mirate a mantenere in efficienza i sistemi installati e le funzionalità originarie nel tempo oltre al rispetto delle normative vigenti secondo la  UNI EN 12453 e 12445.

Sorvegliare a distanza via Internet con le telecamere la propria abitazione, ufficio, locale

Sorvegliare a distanza via Internet con le telecamere la propria abitazione, ufficio, locale

Sorvegliare a distanza via Internet con le telecamere la propria abitazione, ufficio, locale

Al giorno d’oggi, garantire la sicurezza della propria abitazione, ufficio o attività commerciale è una priorità per molti. La videosorveglianza a distanza è una soluzione pratica ed efficace per monitorare in tempo reale spazi interni ed esterni, come giardini, aree davanti ai cancelli, magazzini o qualsiasi zona ritenuta sensibile. La necessità di sorvegliare a distanza un’area specifica può derivare da diversi motivi: prevenire tentativi di effrazione, monitorare l’accesso non autorizzato o semplicemente controllare che non accadano situazioni pericolose o sospette. Grazie alle moderne tecnologie, è possibile farlo comodamente da qualsiasi luogo tramite una connessione internet, senza essere fisicamente presenti.

Sorvegliare a distanza gli ambienti via internet

Sorvegliare a distanza via internet è un’azione che può essere effettuata tramite Telecamere di video sorveglianza.

Sorvegliare a distanza via Internet con le telecamere la propria abitazione, ufficio, locale

Le telecamere dette anche “IP” si connettono alla rete domestica sia via cavo con la rete  “LAN” (Local Area Network), oppure wireless. Questi dispositivi possono connettersi sia tramite cavo alla rete LAN (Local Area Network), sia in modalità wireless. La connessione avviene solitamente attraverso il router domestico o aziendale, che a sua volta è collegato a Internet. In alternativa, è possibile interfacciarsi direttamente con un computer per gestire il sistema.

Una volta configurate, le telecamere possono essere controllate da remoto utilizzando dispositivi come smartphone, tablet o computer portatili, garantendo così la massima flessibilità e comodità. La gestione a distanza permette di visualizzare in tempo reale le immagini, ricevere notifiche in caso di attività sospette e registrare i video per una revisione successiva.

Vantaggi della sorveglianza a distanza

  • Controllo continuo: puoi monitorare le tue proprietà in tempo reale da qualsiasi luogo.
  • Prevenzione dei furti: la presenza di un sistema di sorveglianza visibile è spesso un deterrente efficace.
  • Facilità d’uso: la configurazione delle telecamere IP è semplice e il loro controllo è intuitivo tramite app dedicate.
  • Archiviazione dei dati: molte telecamere offrono la possibilità di registrare video su cloud, assicurando che le immagini siano sempre accessibili anche in caso di furto o danneggiamento dell’apparecchio.
Contatta Automazione & Sicurezza per maggiori informazioni o un preventivo.

Impianto elettrico e la Norma CEI 64-8

IMPIANTI ELETTRICI ECEI 64-8

Norma CEI 64-8: l’impianto elettrico

L’impianto elettrico è una componente tecnica fondamentale negli ambienti domestici e negli ambienti di lavoro. L’impianto elettrico deve essere a norma per garantire a chi vi abita e/o lavora la sicurezza e il confort necessario. Per questo le norme che ne disciplinano costruzione e installazione sono rigide e attente all’aspetto sicurezza. L’esecuzione dell’impianto deve avvenire infatti solo da parte di imprese e/o tecnici qualificati  abilitati dalla  Camera di Commercio. Al termine dei lavori la ditta esecutrice deve rilasciare la DICHIARAZIONE DI CONFORMITA‘ del lavoro eseguito, in quanto è l’unica modalità per certificare e dimostrare che il circuito è a norma.

La dichiarazione di conformità dell’ impianto elettrico è regolata dal Decreto Ministeriale 37/2008, secondo il quale un impianto per essere a norma deve avere:

  • il quadro elettrico che contiene tra gli interrutori  il salvavita, chiamato interrutore differenziale con la funzione di  proteggere le persone e le abitazioni da incendi e scosse elettriche, perchè entra in funzione bloccando l’emissione di energia e l’interrutore magnetotermico, in cui la parte magnetica protegge le persone dal cortocircuito mentre la parte termica dalla sovraccorente.
  • la messa a terra, è il dispositivo che consente di disperdere a terra l’energia elettrica che fuoriesce dall’impianto.
  • prese elettriche e interrutori.
  • circuiti elettrici.
  • cavi conduttori di idonea sezione

Il D.M. 37/2008 non impone di mettere a norma gli impianti esisitenti prima dello stesso decreto, ma regola le procedure da attuare sui nuovi impianti e su eventuali modifiche a quelli già esistenti.

Gli impianti elettrici precedenti al   D.M. 37/2008 devono essere conformi alle discipline che li regolavano,  attraverso il DICO (certificato di conformità), nel caso in cui il proprietario lo avesse smarrito, può richiedere il DIRI (dichiarazione di rispondenza) che può essere rilasciato da un impiantista oppure da un tecnico di un’impresa abilitata.

La nuova normativa Cei 64-8

La nuova normativa sugli impianti elettrici è la Cei 64-8 (Comitato Elettrotecnico Italiano) aggiornamento 8.1 pubblicata nel settembre del 2016 per gli impianti elettrici civili. Questo aggiornamento normativo individua alcuni parametri specifici per l’efficientamento energetico negli impianti elettrici a bassa tensione, sia per la progettazione di nuovi edifici che di risistemazione  e riqualificazione energetica di edifici già esistenti. Vengono presi in considerazione quattro settori di intervento: abitazioni, edifici commerciali, edifici industriali e infrastrutture.

Per quanto riguarda gli impianti elettrici a livello residenziale, nella CEI 64-8 viene introdotto il concetto di prestazioni minime obbligatorie, richiesti per ottenere la certificazione.

La nuova norma introduce anche una nuova responsabilità, non solo per progettisti e tecnici installatori, ma anche per lo stesso utente finale. Il quale ha la facoltà di richiedere, prima dell’inizio dei lavori, uno specifico dimensionamento dell’impianto interno di tre livelli prestazionali. La messa a norma si traduce quindi di un Livello Base, di un Livello Standard e di un Livello Domotico.

Questa classificazione degli impianti elettrici in tre livelli descrive ciò che gli utenti potranno scegliere nel momento in cui, rivolgendosi a un installatore qualificato decidano di installare un nuovo impianto oppure di rinnovarlo.

Livello base (1) si traduce in un numero minimo di punti luce e punti presa e un numero minimo di circuiti installati, che variano a seconda della superficie della casa e ai differenti locali interessati.

Livello standard (2) prevede il medesimo numero di punti luce e punti presa del livello base, con l’aggiunta di alcuni servizi ausiliari, quali il videocitofono, l’anti-intrusione e il sistema di controllo carichi.Quest’ultimo serve per ridurre i consumi energetici e ottimizzare l’uso di energia elettrica.

Livello domotico (3) prevede un ulteriore aumento delle dotazioni rispetto al livello base e standard, deve poter gestire almeno 4 funzioni domotiche, come l’impianto di video sorveglianza, gestione della temperatura, automazione di serrande, remote control via mobile, impianto hi-fi diffuso, sistemazione rilevazione fumi e/o gas.

 

In caso di ristrutturazione o manutenzione degli ambienti domestici e/o di lavoro è necessario :

Verificare che l’impianto rispetti la normativa vigente la Cei 64-8, facendo eseguire controlli da tecnici abilitati almeno ogni 5 anni.

Nel caso in cui, l’impianto avesse più di 15 anni, dopo la perizia del tecnico abilitato, ci fossero delle difformità rispetto alla norma, è obbligatorio provvedere alla sua messa in regola, rivolgendosi a tecnici certificati. Se invece l’impianto dovesse essere obsoleto, occorre realizzarne uno nuovo, sulla base delle normative di legge (Cei 64-8).

La riparazione e la messa a norma degli impianti elettrici in singole unità e negli spazi condominiali, beneficia delle detrazioni fiscali del 50% (cifra massima detraibile è 96.000 euro)

 

I due terzi della abitazioni italiane non rispettano le norme sulla sicurezza elettrica: il 13% sono esposte al rischio di incendio per motivi elettrici e nel 18% dei casi manca il differenziale elettrico obbligatorio per legge. Più della metà degli impianti, il 52%, rischia la fulminazione per componenti elettriche danneggiate o in cattivo stato (fonte LaStampa 2017)

Una regolare manutenzione dell’impianto elettrico di casa, effettuato da personale abitilitato e certificato, è fondamentale in termini di sicurezza domestica e obbligatorio da un punto di vista legislativo.

Contatta Automazione&Sicurezza per maggiori informazioni sulla norma CEI 64-8 e per le richieste di  sopralluoghi e verifiche del vostro impianto elettrico domestico da parte di tecnici abilitati e certificati.

Siamo partner di VIMAR

Partner VIMAR | Automazione & Sicurezza

Siamo partner di VIMAR

Cresciamo con voi e con le vostre esigenze. Non ci fermiamo mai e la nostra formazione è garanzia di un servizio professionale per i nostri clienti.

Partner VIMAR

Abbiamo appena partecipato al corso avanzato ” VIMAR BY ME” ottenendo un importante riconoscimento come partner certificato.

By-me è il nome della domotica secondo l’azienda. By-me è una gamma di prodotti domotici atti a migliorare il confort e la sicurezza del vivere quotidiano. Un sistema di dispositivi intercomunicanti permettono un comportamento intelligente della propria abitazione al fine di ridurre i consumi e di svolgere operazioni complesse con il minimo intervento da parte dell’utilizzatore.

Installatore qualificato VIMAR

Automazione&Sicurezza, propone soluzioni flessibili per la vostra casa e la vostra famiglia con i migliori Sistemi Domotici, permettendovi di vivere al meglio la vostra casa con più sicurezza, più controllo, più comfort e con maggiore efficienza energetica.

L’allarme Evolution di Inim per Smartliving

L’allarme Evolution di Inim per Smartliving | Automazione & Sicurezza

L’allarme Evolution di Inim per Smartliving

Automazione&Sicurezza ha scelto un partner in grado di offrire standard di sicurezza superiori con un continuo innovamento.

INIM Electronics, azienda con oltre vent’anni di esperienza in ingegneria elettronica e sistemi di sicurezza attiva, investe ogni giorno risorse ed energia nella ricerca, nello sviluppo di apparecchiature avanzate ma al tempo stesso versatili e semplici da usare. Un’altra novità per la vostra protezione è EVOLUTION, dispositivo multimediale per controllo domotico dei sistemi SmartLiving.

Evolution di Inim: sinonimo di qualità dei sistemi Smartliving

Se la vostra passione è la tecnologia EVOLUTION è per voi. Evolution è l’interfaccia utente multimediale touch-screen di INIM che vi permette di gestire i sistemi anti-intrusione SmartLiving di INIM. Oltre alla gestione delle funzioni anti-intrusione Evolution mette a disposizione un vasto parco di funzioni multimediali e domotiche. EVOLUTION è una esperienza stupefacente. Pochi tocchi sull’ampio schermo a colori 7″ vi consentiranno di attivare qualsiasi funzione vogliate. EVOLUTION vi permetterà di tenere sotto controllo l’impianto anti-intrusione della vostra abitazione e se volete anche quello dell’ufficio. EVOLUTION infatti permette di tenere collegati, come in una grande installazione sino a 10 diverse installazioni anti-intrusione SmartLiving.

Se qualcosa succede in una delle installazioni, EVOLUTION vi mostrerà immediatamente una finestra (pop-up) con tutte le informazioni sull’accaduto, potrete anche vedere in tempo reale quello che sta accadendo grazie alla possibilità di visualizzare flussi video provenienti da 4 telecamere IP. Le sue funzioni integrate sono gestite dal potente software EVO-SUITE sviluppato in ambiente Linux nei laboratori INIM. Con pochi tocchi sullo schermo potrete inserire, disinserire o parzializzare l’impianto sia esso quello locale o, eventualmente, uno di quelli remoti. Con grande semplicità è possibile accedere alle informazioni più avanzate come lo stato dei vari oggetti del sistema (zone, uscite) o alla memoria degli eventi accaduti.

Terminale video

EVOLUTION è anche un terminale video dove controllare telecamere IP sia locali che remote. Sullo schermo potrete quindi visualizzare le immagini del vostro giardino così come quelle del cancello del vostro ufficio anche molto lontano da casa vostra. Questa funzione, utile per il controllo quotidiano, è ancora più interessante quando si verifica un allarme. Infatti in tal caso EVOLUTION, connessa alle telecamere IP, permette una agevole video-verifica di ciò che sta accadendo permettendo quindi di proporzionare ed indirizzare la reazione propria e delle forze dell’ordine. Sullo schermo sono configurabili liberamente widget e pulsanti.  Con i pulsanti potrete così accendere luci, attivare l’irrigazione, accendere il condizionamento, azionare veneziane o avvolgibili, aprire il cancello, visualizzare le immagini delle telecamere, aprire il browser per la navigazione Internet e molto altro ancora. I widget sono zone dello schermo che sono in grado di mostrare informazioni in tempo reale.

Evolution di Inim | Automazione & Sicurezza

Interfaccia ethernet

EVOLUTION si interfaccia con altre apparecchiature del sistema attraverso la connessione di rete Ethernet, e sfrutta al meglio le capacità della connettività IP per mettere a disposizione informazioni dettagliate ed in tempo reale. Questo permette una invasione min-invasiva. Se poi si vuole adattare al meglio evolution nell’ambiente è possibile utilizzare la scatola di montaggio ad incasso che permette di ottenere un touch-screen praticamente allo stesso livello del muro con un impatto estetico estremamente accattivante.La programmazione del dispositivo è possibile attarverso due applicazioni, una dedicata all’installatore EVO-PRO, e l’altra all’utente finale EVO-LIGHT. L’applicazione dedicata all’installatore consente di programmare anche sezioni inerenti la sicurezza del sistema. L’applicazione dedicata all’utente è focalizzata sulla programmazione degli aspetti multimediali di EVOLUTION. Entrambe le applicazioni sono basate sul principio ” drag-n-drop” (prendi e rilascia) che consente una programmazione grafica ed intuitiva.

Altre due importanti funzionalità: la gestione mappe e il web server. Partendo da un’ immagine potrete generare mappe interattive su cui aggiungere e posizionare icone e pulsanti completamente personalizzabili, e con i collegamenti inter-mappa potrete costruire una struttura ad albero per navigare tra le mappe. Grazie invece all’interfaccia web integrata che replica il display, vi sarà possibile collegarvi al sistema da PC, tablet o smartphone, con la sensazione di essere “a casa” ovunque vi troviate nel mondo e in ogni momento.

Disponibile nei colori nero e bianco per soddisfare le diverse esigenze estetico-installative.

 

(fonte Inim Electronics).

Contatta Automazione & Sicurezza per maggiori informazioni.

ALIEN by INIM, il nostro nuovo partner

ALIEN by INIM, il nostro nuovo partner

Automazione&Sicurezza ha scelto un partner in grado di offrire standard di sicurezza superiori con un continuo innovamento.

INIM Electronics, azienda con oltre vent’anni di esperienza in ingegneria elettronica e sistemi di sicurezza attiva, investe ogni giorno risorse ed energia nella ricerca, nello sviluppo di apparecchiature avanzate ma al tempo stesso versatili e semplici da usare.

ALIEN

Ultima novità per la vostra protezione è ALIEN/G e ALIEN/S, l’interfaccia utente che il mercato della sicurezza e della domotica attendeva.

alien s 3

Alien soddisfa le esigenze di semplicità e chiarezza sempre in cima ai pensieri degli installatori e degli utenti finali. Con Alien tutto è semplice e chiaro. Alien si spiega da sola. Le scritte sono grandi e chiare. Le icone non lasciano dubbio sulla loro funzione.

In caso di segnalazioni di anomalia, allarme o guasto mostra immediatamente i pulsanti necessari per attivare le funzioni correlate alla specifica situazione. Alien non lascia mai l’utente disorientato, lo prende per mano e lo accompagna nella gestione del sistema. Alien è una interfaccia utente touch screen a colori da 4,3 o 7 pollici.

Alien è soprattutto sicurezza e domotica integrate. Basta un tocco sullo schermo per inserire, disinserire o parzializzare l’impianto o attivare uno degli scenari programmati in centrale. Con grande semplicità è possibile accedere alle informazioni più avanzate come lo stato dei vari oggetti del sistema (zone, uscite) o alla memoria degli eventi accaduti. La gestione grafica è veramente accattivante ed attuale. Ricorda da vicino quella dei più prestigiosi smartphone sul mercato e come per gli smartphone è offerta all’utente una ampia possibilità di personalizzazione dell’interfaccia grafica per adattarla ai suoi gusti ed alle sue esigenze.

Alien permette infatti di scegliere il tema (lo “skin”) tra 3 proposti (Young, Elegant, Soft) e consente di personalizzare lo sfondo con una o più immagini che saranno visualizzate a rotazione. L’utente potrà inoltre gestire, oltre che luminosità e contrasto, la trasparenza delle immagini per creare l’effetto grafico per lui più gradevole. Alien integra un microfono ed un altoparlante che mettono a disposizione interessanti funzioni vocali. È infatti in grado di guidare l’utente nelle fasi di inserimento e disinserimento, di avvisare l’utente dell’accadere di un evento, di far colloquiare persone presenti in locali diversi e distanti con l’applicazione interfono.

Oltre alle funzioni vocali, offre un sensore per la lettura della temperatura ambiente ed un lettore di prossimità. Il sensore di temperatura permette di visualizzare la temperatura sul display e di attivare la funzione di cronotermostato nelle modalità manuale, settimanale ed anti-gelo. La presenza del lettore di prossimità permette di autenticarsi nel sistema senza digitare il codice ma semplicemente presentando il TAG o la CARD. L’applicazione sveglie/promemoria, utile per ricordarsi di eventi importanti come anche per dare supporto a persone anziane o svantaggiate, consente la programmazione di due tipologie di eventi distinti: per l’evento sveglia è possibile impostare i giorni della settimana e un orario, mentre per l’evento promemoria è consentita la programmazione sulla base dei giorni della settimana con due possibili orari oppure sulla base di una specifica data con due orari e varie tipologie di periodicità.

Alien integra uno slot per SD card fino a 32GB che può essere utilizzato dall’utente per memorizzare foto ed immagini da far scorrere sullo schermo nella modalità photo-frame.L’interfaccia di Alien con la centrale avviene mediante il tradizionale bus INIM, l’I-BUS. Pertanto è utilizzabile su tutti i modelli SmartLiving.

È elegante. Sia nella versione 4,3 pollici che in quella da 7 pollici si integra nell’ambiente in modo assolutamente non invasivo. Alien/S, la versione 4,3 pollici può essere montata sulle classiche scatole “503”. Se poi si vuole integrare al meglio nell’ambiente la Alien/G è possibile utilizzare la scatola di montaggio ad incasso che permette di ottenere un touch-screen praticamente allo stello livello del muro con un impatto estetico estremamente accattivante.

Sia il modello Alien/S che il modello Alien/G sono disponibili nelle colorazioni nera e bianca.

(fonte Inim Electronics).

La specializzazione e l’esperienza acquisita consentono ad Automazione&Sicurezza di proporre oltre ai migliori prodotti disponibili sul mercati anche l’assistenza più qualificata, in modo da poter consigliare e assistere il cliente in tutte le sue richieste, anche per merito di una moderna installazione nel rispetto delle normative europee. Automazione&Sicurezza è inoltre specializzata nel settore delle automazioni civili – portoni, sistemi di chiusura, porte automatiche scorrevoli ad ante, sistemi di controllo accessi, e nella gestione dei sistemi di sicurezza attiva e passiva.

DOMOTICA: “la casa intelligente” al nostro servizio

DOMOTICA: "la casa intelligente" al nostro servizio | Automazione & Sicurezza

DOMOTICA: “la casa intelligente” al nostro servizio

Domotica, deriva  dalla parola latina  “domus” (casa) e dal sostantivo “automatica“. È la scienza dell’ automazione delle abitazioni. La domotica è la disciplina che si propone di studiare le tecnologie rivolte a migliorare la qualità della vita in casa, utilizzando l’elettronica e l’ informatica. Attraverso l’utilizzo di tecnologie e soluzioni sempre più automatizzate, la domotica dovrebbe consentire  di migliorare la flessibilità di gestione, la sicurezza, il benessere, il comfort e il risparmio energetico degli edifici, sia privati, pubblici che  industriali. L’obiettivo quindi della domotica è quello di realizzare una casa dotata di dispositivi ed impianti (agenti domotici) integrati mediante una rete di comunicazione e costituenti un sistema aperto e flessibile in grado in interagire con l’utente in modo diretto ed efficace. Il cuore  dell’edificio intelligente sono l’ integrazione e l’ interoperabilità tra i sistemi da cui esso è controllato, quali impianti di sicurezza e sorveglianza (controlli accessi, antifurti, videosorveglianza, servizi antincendio), impianti tecnologici (climatizzazione, distribuzione dell’energia), impianti di comunicazione (collegamenti telefonici, videoconferenza), impianti informatici (posta elettronica, accessi a database…).

Domotica e dispositivi

L’impianto domotico può avere diversi livelli di complessità, a seconda del numero e della tipologia dei dispositivi da controllare:

  • Dispositivi singoli, come telecomandi, sensori motori elettrici.
  • Piccoli impianti, sono una serie di dispositivi collegati tra loro e gestiti da un unico sistema di controllo, ad esempio una centralina o un p.c , che gestiscono una specifica funzione (apertura delle porte) oppure gestiscono più funzioni in un locale (luci, tapparelle, tv….).
  • Sistemi domotici,  a questo livello la domotica rappresenta la piena integrazione degli impianti ( elettrico, automazioni, sicurezza, idrico….). La gestione dei diversi impianti è affidata ad un sistema di controllo che ne ha la supervisione. L’utente  si connette al sistema tramite computer, smartphone e tastiere, presenti all’interno della casa.

La tecnologia che oggi consente di attuare un sistema domotico completo è costituita dai sistemi bus, cioè una linea dati che collega i diversi dispositivi del sistema domotico e che trasmette le informazioni di controllo. In questi sistemi bus il comando di attivazione di un componente, come l’accensione di una lampada, non avviene direttamente attraverso un filo elettrico, ma è controllato dal bus: il dispositivo di input (l’interrutore) invia un segnale nella linea dati  del bus, che lo ri-trasmette al dispositivo di output (la lampada). La differenza sostanziale è dovuta al fatto che in questo modo il sistema domotico è informato di tutto quello che avviene in casa e può comandare molteplici dispositivi. Inoltre è possibile connettere il sistema domotico della casa con altre reti, ad esempio internet, cablaggi in fibra ottica, rete GSM ect. La programmazione dell’impianto domotico avviene attraverso un pannello di controllo (touch screen), che gestisce gli apparecchi elettronici e meccanici della casa e il cui software svolge anche un’azione di monitoraggio e diagnostica del sistema.

DOMOTICA: "la casa intelligente" al nostro servizio | Automazione & Sicurezza

Il sistema domotico si applica in diverse aree di una casa, per la sicurezza (antifurto, antintrusione, controllo accessi, perimetrale, videosorveglianza, ect..); per la gestione dell’ambiente (climatizzazione, illuminazione,azionamento dei sistemi di apertura e ingresso, riscaldamento, ect); per la  gestione degli apparecchi domestici (lavatrice,lavastoviglie, asciugatrice, frigoriferi, forni ect..).

DOMOTICA: "la casa intelligente" al nostro servizio | Automazione & Sicurezza

Quali sono i benefici di una casa domotica?

  1. Facilità di gestione,  perchè di semplice utilizzo, grazie a dispositivi dei menù touch ed intuitivi.
  2. integrazione, gli impianti vengono inglobati nel sistema e controllati da un’unica postazione, l’interfaccia utente.
  3. accessibilità, il sistema domotico è utile per coloro che non sono completamente autonomi nei movimenti, come anziani o persone diversamente abili.
  4. gestione a distanza, perchè l’impianto domotico è controllabile anche quando non si è presenti in casa, attraverso lo smartphone o  il computer connesso a internet.
  5. risparmio energetico, per l’ottimizzazione dei consumi energetici.

In altri termini la maggiore valenza del sistema domotico è quella di monitorare e controllare in tempo reale tutte le funzioni del sistema edificio-impianti-utenza-clima, considerando tutte le interazioni possibili e ottimizzando le prestazioni complessive secondo criteri prefissati o modificabili nel tempo.

Contatta Automazione & sicurezza per maggiori informazioni.

 

Fonti: Introduzione alla Domotica Ing. C. Chiodelli e Ing. G. Destri

 

Ci trovate a DentroCASA Expo 2017

DentroCasa Expo 2017

Ci trovate a DentroCASA Expo 2017

Automazione & Sicurezza parteciperà a “ DentroCASA Expo 2017”, la prestigiosa fiera dedicata agli arredi, ai complementi e ai miglior prodotti per la casa. 

DentroCASA Expo 2017 – Brescia

Questa manifestazione, che si terrà a Brescia, è apprezzata in tutto il Nord Italia per l’eleganza e la cura dei prodotti esposti.
Le realtà impegnate nella ricerca di tecnologie, materiali e soluzioni innovative si incontreranno per offrirvi la soluzione più adatta alla vostra esigenza

Da quest’anno nell’ area dedicata all’impiantistica e alla DOMOTICA ci troverete protagonisti per darvi una panoramica delle nostre installazioni e delle possibili soluzioni tecnologiche pensate per il vostro bisogno.
Il nostro team di professionisti vi aspetta per presentarvi le novità nei sistemi automatici e nella sicurezza.

DentroCasa Expo si terrà nella Fiera di Brescia nei week-end dal 3 al 5 Marzo e dal 10 al 12 Marzo 2017.

Venite a trovarci allo stand A7 presso Brixia Forum di Brescia in via Caprera, 5 per vedere queste ed altre soluzioni domotiche pensate per casa vostra.

DentroCASA Expo 2017 | Automazione & Sicurezza

Norme Europee per installazione e manutenzione di cancelli e chiusure motorizzate

Norme Europee per installazione e manutenzione di cancelli e chiusure motorizzate | Automazione & Sicurezza

Norme Europee per installazione e manutenzione di cancelli e chiusure motorizzate

Norme Europee per installazione e manutenzione di cancelli e chiusure motorizzate sono la EN 12453 e la EN 12445 ( datate novembre 2000), tali norme hanno sostituito la vecchia normativa italiana UNI 8612.

Queste due norme definiscono le caratteristiche tecniche ed operative che deve avere il sistema automatizzato per prevenire eventuali rischi legati al suo utilizzo.

La norma UNI EN 12453, tratta il problema dell’analisi dei rischi associati al funzionamento della macchina, cioè alla apertura e chiusura automatizzata. È la vera norma base per gli aspetti di sicurezza delle chiusure motorizzate, fissando requisiti di installazione che tengono conto di quanto richiesto dalle Direttive Europee.

Questa norma UNI EN 12453,  affronta il problema dell’analisi dei rischi associati al funzionamento della macchina, e nello specifico alla apertura e chiusura automatizzata.

La UNI EN 12453, per quanto riguarda la parte elettrica, divide la parte dell’automazione ( motore e azionamento), dalla parte esterna ( pedane, fotocellule, barriere, bordi sensibili, lampeggiante, postazione di comando a uomo presente, cablaggi, etc). Tutti i dispositivi esterni devono rispondere alla norma CEI EN 60204-1, relativa alla sicurezza degli equipaggiamenti elettrici delle macchine.La parte di automazione, invece deve rispondere alla norma CEI EN 60335-1 sulla sicurezza degli apparecchi elettrici d’uso domestico e simili, integrata dalle richieste della UNI EN 12453.

Norme Europee per installazione e manutenzione di cancelli e chiusure motorizzate: Art.4

Nell’articolo 4 della norma, vi sono elencati i possibili pericoli associati al  funzionamento automatizzato della chiusura, considerando sia gli utilizzi corretti che impropri della macchina/cancello:

  1. pericoli di schiacciamento, cesoiamento o convogliamento
  2. pericolo di impatto o urto
  3. pericoli legati all’automazione
  4. pericoli di sollevamento delle persone( chiusure con movimento verticale)
  5. pericoli di intrappolamento
  6. pericoli provocati da guasti dispositivi di sicurezza
  7. pericoli di superamento dei limiti dell’anta
  8. pericoli che si presentano durante la movimentazione manuale della chiusura

Norme europee per installazione e manutenzione cancelli e chiusure automatiche | Automazione & Sicurezza

La norma UNI EN 12445, si occupa dei metodi di prova da applicare ai cancelli per dimostrane la conformità ai requisiti richiesti dalla UNI EN 12453.

Nello specifico questa norma tratta le modalità con cui devono essere effettuate le prove per ottenere l’evidenza di una corretta installazione, cioè di come verificare la conformità degli apparati di sicurezza della norma UNI EN 12453.

Altra importante prova sviluppata dalla UNI EN 12445 è quella relativa alle procedure di valutazione di conformità dei rilevatori di presenza.

Dopo questa breve introduzione, sulle normative nascono spontanee alcune domande sull’installazione e manutenzione di cancelli e chiusure motorizzate

È obbligatorio rispettare le Norme Europee UNI EN 12453- UNI EN 12445?

  • Queste due norme, sono norme volontarie come lo sono anche le norme CEI. Non esistono sanzioni per chi non rispetta le norme volontarie, mentre esisitono per chi non rispetta le Direttive Europee, ma il rispetto di queste normative consente di dichiarare la presunzione di conformità alle Direttive Europee.

Sono previsti dei controlli alle installazioni di porte/cancelli automatici da parte delle autorità?

  • In tutti gli ambienti soggetti al D.Lgs 626/94 le autorità competenti hanno la facoltà di effettuare controlli.

Come si deve comportare l’installatore nel momento in cui è chiamato a riparare un cancello esistente messo in funzione prima dell’entrata in vigore delle norme europee?

  • Può effettuare la riparazione senza l’obbligo di adeguare l’impianto alle nuove norme europee. E’ vivamente consigliato proporre al proprietario del cancello motorizzato e/o all’amministratore del condominio, l’adeguamento dell’impianto alle recenti Normative Europee.
  • Nel caso l’impianto non risponda ai requisiti di sicurezza e salute dettati dalla Direttiva macchine in base allo stato dell’arte riferito alla data di installazione del cancello, la riparazione può aver luogo solo dopo l’adeguamento dell’impianto alla Direttiva macchine ed alle norme attualmente vigenti.

Se non c’è un contratto di manutenzione, chi è il responsabile del cancello automatico?

  • Chi effettua la manutenzione è responsabile del proprio lavoro come stabilito dal contratto di manutenzione e seconde le indicazioni del costruttore. Se, contrariamente a quanto stabilito dal costruttore, non viene fatta manutenzione, il proprietario e/o l’amministratore del cancello risponde degli eventuali danni causati dal malfunzionamento.

Coontattateci per le vostre richieste di installazione e manutenzione di cancelli e chiusure motorizzate.

Le 4 differenze tra allarme perimetrale e volumetrico

Differenze tra allarme perimetrale e volumetrico | Automazione & Sicurezza

Le 4 differenze tra allarme perimetrale e volumetrico

Ogni sistema di Allarme casa o comunque di anti-intrusione elettronico può essere concepito in differenti configurazioni: allarme perimetrale o allarme volumetrico. Queste differenze possono dipendere dall’esigenza del cliente ma anche dal tipo di abitazione o negozio da proteggere. Principalmente ogni impianto di allarme può essere composto da sola protezione volumetrica o da una combinazione di volumetrica più perimetrale.

Differenze tra allarme perimetrale e volumetrico

Allarme volumetrico

Vediamo meglio nel dettaglio le differenze tra allarme perimetrale e volumetrico. L’allarme volumetrico utilizza sensori che monitorano un volume, ad esempio una stanza o un corridoio (questo all’interno) o comunque una porzione di circa 20/30 mq (per gli esterni). Sono sensori con tecnologia a rilevazione di infrarossi e/o microonde o a doppia tecnologia. L’utilizzo di queste due tecnologie garantisce la rilevazione sia di tutto ciò che si muove sia di corpi che emettono infrarossi da calore.

Gli oggetti inanimati quali foglie che svolazzano per il vento oppure una tenda che oscilla così non potranno far scattare l’allarme dato che non emettono alcun infrarosso. Al contrario l’allarme casa scatterà qualora sia una persona a interessare l’area protetta da tali sensori. Esistono anche sensori per garantire agli animali di muoversi tranquillamente all’interno dell’area perimetrale denominati PET IMMUNITY.

Differenze tra allarme perimetrale e volumetrico | Automazione & Sicurezza

Allarme perimetrale

L’allarme perimetrale interessa invece un perimetro intorno all’abitazione, esterno (giardino, balconi, attici) oppure interno (finestre, portefinestre, vetrate). L’allarme perimetrale può essere realizzato con sensori da esterno a doppia o tripla tecnologia oppure con colonne poste nel perimetro dell’area da allarmare. Per ville o comunque in presenza di giardini si realizza la protezione perimetrale con sensori di tipo “a barriera”, i quali creano dei raggi invisibili “da punto a punto” fino a creare un perimetro tutt’intorno all’abitazione impedendo a malintenzionati di avvicinarsi furtivamente senza allarmare l’intero sistema.

L’allarme perimetrale, oltre a rendere più completo un impianto d’allarme, permetterà di inserirlo anche quando si è in casa, escludendo dall’inserimento del sistema l’allarme volumetrico. Questa scelta è sempre possibile dall’utente ogni volta che sta per inserire l’allarme. È comodo per essere protetti mentre si dorme, potendo circolare all’interno dell’abitazione.

Per ulteriori informazioni sulle differenze tra allarme perimetrale e volumetrico, compila il nostro form nella pagina contatti: in questo modo potrai essere ricontattato da un nostro operatore e venire a conoscenza dei nostri servizi.