Bonus Sicurezza 2025
Il bonus sicurezza rimane confermato per il 2025 con una detrazione fiscale IRPEF del 36% che va ripartita in 10 quote annuali di pari importo su un limite massimo di spesa di 48.000 euro, valido per tutte le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025.
Si tratta un’agevolazione fiscale che si può richiedere anche senza la previsione di una ristrutturazione o di riqualificazione edilizia, rivolta a coloro che intendono eseguire lavori mirati a prevenire furti, effrazioni, atti illeciti e altri rischi legati alla sicurezza domestica e non solo.

Chi può richiedere il bonus sicurezza?
Il bonus sicurezza può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento dell’Irpef, senza limiti di reddito:
- proprietario o il nudo proprietario;
- inquilino o il comodatario;
- titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- i soci delle società semplici;
- gli imprenditori individuali, ma solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.
Inoltre possono usufruirne, a patto che sostengano le spese, le fatture e i bonifici siano intestati a loro:
- Il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile;
- Coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
- Convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.
Per poter beneficiare del bonus sicurezza, tutte le spese devono essere documentate tramite fatture e ricevute di pagamento. Il pagamento deve essere eseguito obbligatoriamente con metodi tracciabili, in cui siano specificate la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, e codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento.
L’agevolazione si ottiene in fase di dichiarazione dei redditi con la presentazione del modello 730 o del modello Redditi persone fisiche.
Le spese ammissibili sono:
- installazione di sistemi di allarme e antifurto;
- installazione di videocamere di sorveglianza;
- cancelli elettrici e portoni blindati;
- inferriate e sistemi di protezione passiva;
- videocitofoni;
- inferriate e sistemi di protezione passiva.
Bonus Ristrutturazione 2025
Parliamo ora del bonus ristrutturazione: cosa è cambiato rispetto al 2024?
La Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207 del 30 dicembre 2024), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024, ed entrata in vigore il 1° gennaio 2025, apporta importanti novità al sistema delle agevolazioni fiscali per l’edilizia, la detrazione del 50% resta ma solamente per l’abitazione principale e solo per proprietari o usufruttuari (art 16 bis del Dpr 917/86), su una spesa massima di 96.000€, ripartita in 10 anni.
Mentre la percentuale del bonus ristrutturazione per le seconde case, per i comodatari e affittuari è pari al 36%.
Inoltre, salvo modifiche, dal 2026 la detrazione scenderà al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili.

Per quali lavori è possibile usufruire del bonus ristrutturazione?
È possibile fruire del bonus ristrutturazioni per i seguenti interventi edilizi:
- realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, se il box è pertinenziale ad una seconda casa, l’aliquota si riduce al 36%;
- manutenzione ordinaria (solo per le parti comuni degli edifici condominiali);
- manutenzione straordinaria;
- restauro e risanamento conservativo;
- ristrutturazione edilizia.
Chi può richiedere il bonus ristrutturazione?
L’agevolazione è rivolta ai contribuenti soggetti all’Irpef che possiedano o detengano l’immobile sulla base di un titolo idoneo, residenti o meno nel territorio dello Stato e che sostengono le spese di ristrutturazione:
- proprietari o nudi proprietari: coloro che possiedono la piena proprietà o la nuda proprietà dell’immobile;
- titolari di diritti reali di godimento: usufrutto, uso, abitazione e superficie;
- soci di cooperative: cooperative a proprietà divisa (i soci possono beneficiare della detrazione in qualità di possessori) e cooperative a proprietà indivisa (soci possono usufruire della detrazione come detentori, previo consenso scritto della cooperativa);
- imprenditori individuali, solo per gli immobili non considerati beni strumentali o beni merce;
- soggetti che producono redditi in forma associata: rientrano le società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti equiparati (es. imprese familiari), alle stesse condizioni degli imprenditori individuali;
- detentori dell’immobile (locatari e comodatari), se:
- esiste un contratto di locazione o comodato regolarmente registrato al momento dell’avvio dei lavori;
- il consenso del proprietario è formalizzato in forma scritta entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui si richiede la detrazione;
- familiari conviventi: la detrazione spetta al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile. Per familiari si intendono:
- coniuge;
- parenti entro il terzo grado;
- affini entro il secondo grado;
- la convivenza va dichiarata mediante autocertificazione e deve sussistere al momento di inizio dei lavori;
- coniuge separato: il coniuge assegnatario dell’immobile, anche se intestato all’altro coniuge, può usufruire della detrazione;
- conviventi di fatto: la detrazione spetta ai conviventi di fatto dal 1° gennaio 2016, senza necessità di contratto di comodato. La convivenza deve risultare dai registri anagrafici o da autocertificazione;
- futuri acquirenti, a condizione che:
- esista un contratto preliminare di vendita registrato.
- siano state sostenute spese per interventi sull’immobile.
- l’acquirente sia stato immesso nel possesso dell’immobile e abbia eseguito i lavori a proprio carico.
Come ottenere il bonus per ristrutturazione?
Per ottenere il bonus ristrutturazione 2025, è fondamentale seguire questi passi:
- presentare la documentazione edilizia al Comune (se necessaria);
- pagare tramite bonifico parlante;
- conservare le fatture e i documenti di pagamento;
- inserire la richiesta nella dichiarazione dei redditi.
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