Sistema di sicurezza casa: ecco quale antifurto scegliere

Quale antifurto scegliere, i nostri consigli | Automazione & Sicurezza

I consigli dell’IMQ su quale antifurto scegliere per la sicurezza della casa

I consigli dell’Istituto Italiano del Marchio di Qualità per scegliere l’impianto allarme più adatto alle proprie esigenze, tra quelli disponibili in commercio. Prima di pensare alle vacanze è opportuno pensare a come proteggere la propria casa e quale antifurto scegliere, se non si vuole rischiare di trovarla svuotata al ritorno, soprattutto se è un edificio isolato o a piano terra, quindi più soggetto a tale rischio.

Per prima cosa è importante dotare la casa di sistemi di protezione passiva, quindi installare una porta d’ingresso blindata e anche delle finestre rinforzate. In secondo luogo, però, è opportuno anche pensare ai cosiddetti sistemi di protezione attiva, cioè quegli impianti elettronici in grado di rilevare un potenziale pericolo e, di conseguenza, di annullarlo. Si tratta dei sistemi d’allarme antintrusione.

L’offerta commerciale di questi prodotti è molto ampia: vediamo come sceglierli seguendo i preziosi consigli dell’Istituto Italiano del Marchio di Qualità.

 

Quali sono i migliori sistemi di sicurezza per la tua casa?

Tutti gli impianti d’allarme si compongono di 3 elementi fondamentali:

  • la centrale, completa di accumulatore e batteria che ne consentono il funzionamento anche in assenza di energia elettrica;
  • i rivelatori;
  • i dispositivi d’allarme, che possono essere locali, come le sirene, o remoti, combinatori telefonici che permettono il collegamento con istituti di vigilanza.

I sistemi d’allarme si dividono in perimetrali e volumetrici, a seconda che difendano la casa dall’esterno o dall’interno. Entrambi possono inoltre essere sistemi cablati o wireless.

 

Impianto allarme perimetrale: sistema antintrusione per la casa

I sistemi di allarme perimetrali vengono installati lungo le pareti esterne della casa, creando una vera e propria cintura difensiva.

L’allarme scatta nel momento in cui vengono aperti gli infissi esterni e quindi il sistema permette agli abitanti di muoversi liberamente all’interno della casa, anche quando è in funzione, ed è quindi ottimo sistema antintrusione soprattutto per la sicurezza notturna dell’abitazione.

Inoltre è possibile suddividere la casa in varie zone ed attivare il funzionamento solo per alcune di esse.

 

Impianto allarme volumetrico: sistema di sicurezza per l’interno delle abitazioni

Questo tipo di impianti permette di bloccare il ladro che si sia eventualmente introdotto, attraverso una serie di sensori, appunto volumetrici, che ne riconoscono la presenza mediante la registrazione dei movimenti o delle variazioni di temperatura.

Il vantaggio di questi sistemi è che possono essere attivati anche lasciando le finestre aperte, ma non possono esserlo con persone all’interno della casa.

Inoltre gli impianti volumetrici definiti “Pet Immune” permettono la convivenza dell’antifurto con gli animali domestici, in quanto sono presenti dei sensori programmati per differenziare la presenza di una persona da quella di un animale.

Cablato o wireless: quale antifurto scegliere

Impianto allarme con fili

L’impianto d’allarme cablato è caratterizzato dal fatto di avere tutti i componenti, alimentati da un circuito a bassa tensione, collegati da fili o cavi elettrici che vanno incassati nei muri.

Il vantaggio di questo tipo di sistemi è la loro sicurezza, visto che, essendo gli elementi collegati da fili, è sufficiente che uno di essi sia tagliato per far scattare l’allarme.

Lo svantaggio è invece costituito dal fatto di avere costi d’installazione più elevati e di necessitare di opere murarie, se non è possibile ricorrere a canaline esterne, anche se alcuni di questi impianti possono essere integrati con l’impianto elettrico esistente.

 

Impianto allarme senza fili (wireless)

In questo caso i vari elementi non sono collegati da cavi, ma solo via etere, attraverso onde elettromagnetiche.

Ciascun dispositivo è alimentato da proprie batterie a lunga durata e già questo costituisce un vantaggio, perché permette al sistema di funzionare anche in assenza di corrente.

Un altro vantaggio è la facilità di installazione che non necessita di interventi murari e quindi consente di risparmiare sui costi della manodopera, inoltre l’impianto, in caso di trasloco, può essere trasportato nella nuova casa.

Lo svantaggio è costituito invece dalla possibilità di interferenze delle onde radio, anche se gli ultimi sviluppi tecnologici stanno notevolmente riducendo questo inconveniente.

 

Impianto allarme misto ed integrato: quale antifurto scegliere?

L’impianto misto è costituito da una parte cablata ed una funzionante ad onde radio. Di solito la parte cablata è costituita dalla centrale e dalle sirene, mentre le altre parti sono wireless.

Questo sistema è utile quando si vuole ampliare un impianto esistente e non è possibile effettuare opere murarie.

L’impianto integrato è invece quello in cui esiste un’integrazione tra i sistemi di protezione passiva e quelli di protezione attiva. In particolare la serratura elettronica della porta blindata è collegata con l’antifurto.

 

Il miglior sistema di sicurezza per la casa: ecco quale antifurto scegliere

Quale antifurto scegliere per la casa

Al di là della qualità dei vari prodotti molto dell’efficacia di un sistema si deve ad una corretta installazione dell’impianto, per cui è importante affidarsi a ditte qualificate che devono, tra l’altro, rilasciare un certificato di conformità al termine dei lavori.

È poi fondamentale effettuare una corretta progettazione, per la quale bisogna studiare attentamente la planimetria dell’immobile. Bisognerà, quindi, evidenziare eventuali punti critici, dove è più facile essere soggetti ad effrazione e valutare la dislocazione dei locali e il numero di aperture, balconi e terrazzi.

Tutti i componenti del sistema di allarme devono essere conformi alle norme CEI e certificati da IMQ.

Dopo l’installazione è opportuno considerare un periodo di prova di almeno una settimana, per impratichirsi dei comandi e verificarne il funzionamento.

Inoltre è consigliabile stipulare con l’installatore un contratto di manutenzione che preveda un paio di controlli l’anno.

La tecnologia è comunque in costante evoluzione, per cui è importante mantenere il proprio impianto sempre aggiornato.

Rivolgiti a noi

Automazione & Sicurezza è specializzata nel settore delle automazioni civili – portoni, sistemi di chiusura, ingressi automatici scorrevoli e ad anta, sistemi di controllo accessi, e nella gestione dei sistemi di sicurezza attiva e passiva. Il nostro team saprà consigliarti quale antifurto scegliere per rendere più sicura la tua abitazione.

Contattaci per informazioni o per richiedere un preventivo gratuito!

Sistemi di allarme perimetrale per la tua casa: una guida alla scelta

Sistemi di allarme perimetrale per la tua casa: una guida alla scelta | Automazione & Sicurezza

I sistemi di allarme perimetrale sono indicati per la sicurezza della propria abitazione, ma anche delle scuole, dei negozi o di qualsiasi centro commerciale.

Un sistema di allarme perimetrale per la tua casa  permette di individuare persone estranee, situate all’interno del perimetro di casa senza nessuna autorizzazione. In questo modo, ancora prima di varcare la soglia di casa, eventuali malintenzionati verranno bloccati.

I diversi sistemi di allarme perimetrale si differenziano a seconda della fascia di prezzo prescelta, del modello o delle caratteristiche del sistema. Esistono due tipologie di allarme perimetrale: antifurto perimetrali wireless e antifurto perimetrali a filo (o filari). La principale differenza tra le due linee consiste nel tipo di collegamento effettuato tra centralina e sensori. I modelli più semplici sono dotati solo di fili e sensori collegati ad allarmi luminosi o sonori, un sistema sicuramente vantaggioso per quanto concerne il rapporto tra qualità e prezzo.

Allarmi e manomissioni

In alcuni casi, è necessario prendere in considerazione dei modelli più completi: collegando gli antifurto perimetrali ad altri sistemi di allarme, quali ad esempio le telecamere a circuito chiuso. A tal proposito, non va dimenticato che l’impianto perimetrale è caratterizzato da sistemi studiati appositamente per evitare manomissioni durante l’arco della giornata. Non va dimenticato che questi sistemi di allarme continuano a funzionare ugualmente grazie alla presenza di un alimentatore a batteria anche in caso di guasto elettrico o improvviso blackout.

Sistemi di allarme perimetrale | Automazione & Sicurezza

Attivazione degli allarmi

È possibile attivare i sistemi di allarme perimetrale solo in determinate zone: se ad esempio nel giardino di casa è presente un animale domestico, lo si può disattivare lungo la recinzione, ma lasciarlo attivo nel vialetto di casa o sui balconi. In alternativa alcuni antifurti sono muniti di sensori interrati che riconoscono il passaggio di un animale domestico da quello di un uomo.

Perché una soluzione perimetrale

Come sappiamo, gli antifurti perimetrali rappresentano uno dei sistemi di allarme migliori per diversi motivi: innanzitutto continuano a funzionare indipendentemente dal fatto che nell’abitazione ci sia qualcuno oppure no. Questi sistemi sono basati su onde elettromagnetiche (infrarossi e microonde), le quali creano una pseudo barriera invisibile, e rendono impossibile l’avvicinamento di malintenzionati. Inoltre, essendo dotati di un sistema di allarme senza fili, per i ladri è difficile capire dove sono posizionati i sensori. Questo tipo di antifurto consente di essere gestito e comandato anche a distanza grazie ad un sistema di comunicazione wireless

Sistemi di allarme perimetrale: costi

Il costo dei sistemi di allarme perimetrale varia in base ad una serie di elementi: il modello, la quantità di sensori da installare e, ovviamente, bisogna calcolare anche le spese di montaggio. Contattaci per un preventivo.

Allarme perimetrale: che cos’è e come funziona

Allarme perimetrale: che cos'è e come funziona | Automazione & Sicurezza

Allarme perimetrale: la soluzione contro le intrusioni

La protezione della casa è un tema molto sentito e richiesto sempre più spesso negli ultimi anni.

Basti pensare che da una classifica del 2020 (Sole24ore) sulla base di statistiche ricevute dagli organi competenti (Polizia criminale di Stato, Ministero degli Interni), emerge che Milano è la città italiana con più denunce per reati. Ci sono state 159.613 denunce per atti criminali, con un notevole incremento di scassi e tentativi di furto.

Cosa possiamo fare per proteggere la nostra casa e le persone che vi abitano? 

La soluzione è quella di affidarsi a dei sistemi di sicurezza, come ad esempio ad un impianto d’allarme perimetrale o ad un impianto di videosorveglianza.

 

Come funziona l’allarme perimetrale esterno?

L’impianto perimetrale è costituito da sensori che si attivano al passaggio di una persona, segnalando l’intrusione alla centrale d’allarme ove sono collegati, attivando a sua volta la sirena. I rilevatori vengono posizionati in vari punti del giardino, dei terrazzi o sui balconi.

Ci sono diversi tipi di antifurti perimetrali esterni, che si differenziano per la tipologia di apparati e sensori che utilizzano

  • Barriere perimetrali a infrarossi

Sono costituiti da colonnine che creano una barriera invisibile ad occhio nudo che permette di individuare i movimenti delle persone in quel perimetro e far scattare l’allarme prima che il malintenzionato arrivi alla casa.. E’ importante posizionare in modo corretto e alla giusta distanza i vari sensori esterni.

  • Barriere a microonde da esterno

Si differenzia dal sistema ad infrarossi perché individua il passaggio di una persona attraverso le onde elettromagnetiche ad alta frequenza. Questo tipo di allarme permette di ridurre i falsi allarmi ed è più preciso Inoltre possono essere dotati di sistemi antisabotaggio, per farli attivare se qualcuno cerca di manometterli. Questo sistema può proteggere fino a 500mt ed anche in condizioni climatiche con la presenza di foschia e nebbia.

  • Allarme perimetrale esterno interrato,

È un tipo di impianto richiesto quando c’è la richiesta di avere un impianto esteticamente poco invasivo o praticamente invisibile. E’ è un allarme sicuro, molto difficile da manomettere inoltre evita i falsi allarme per i nostri animali perché possono essere PET immune.

Gli allarmi perimetrali esterni possono essere inseriti o disinseriti attraverso degli appositi telecomandi, da pannelli di controllo (display con il tastierino), tramite smartphone con l’App dedicata.

Dove posizionare i sensori perimetrali?

Questa tipologia di allarme è da installare in determinati contesti per delimitare il perimetro come, il giardino, i balconi o terrazzi. ma è da escludere il loro utilizzo ad esempio sul pianerottolo condiviso con altri condomini o l’ atrio o il cortile comune, dove il passaggio è frequente e continuo da parte delle persone che ci abitano.

Per sapere esattamente dove posizionare i sensori perimetrali è fondamentale affidarsi a tecnici qualificati, per la corretta valutazione in base al tipo di spazio esterno, alla sua grandezza e alle possibili parti più esposte e nascoste adatte a violare la nostra proprietà.

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Principali differenze tra allarme perimetrale e volumetrico:

Esistono molteplici differenze allarme volumetrico e perimetrale, scopriamo le principali:

  • L’allarme volumetrico utilizza sensori che monitorano un volume, ad esempio di una stanza. Sono sensori con tecnologia a rilevazione ad infrarossi e/o microonde. Queste tecnologie garantiscono la rilevazione di tutto ciò che si muove e di corpi che emettono infrarossi da calore.
  • L’allarme perimetrale invece interessa un perimetro intorno all’abitazione, esterno (giardino, balconi, attici) per creare un perimetro tutt’intorno all’abitazione impedendo a malintenzionati di avvicinarsi furtivamente senza allarmare l’intero sistema. E’ possibile inserirlo anche quando siamo in casa, escludendo volendo quello volumetrico.

 

Il miglior sistema di allarme per casa?

Facile la domanda ma difficile la risposta. Non è sufficiente fare una lista dei prodotti presenti sul mercato per capire qual è il migliore sistema di allarme!

Ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione per fare una corretta valutazione, dal numero di aperture della casa (finestre, porte ecc), alla posizione migliore dove installarlo, le dimensioni dell’area da mettere in sicurezza, dalla tipologia di impianto e la sua modalità di funzionamento ad esempio attraverso i device (smartphone, pc ecc), se parliamo di un impianto di tipo wireless (senza fili) oppure un impianto filare.

In sostanza di questi tipi di impianti possono variare, indicativamente i prezzi di un allarme perimetrale da esterno partono da circa € 2.000 euro per un appartamento di medie dimensioni.

Gli aspetti da valutare sono molteplici e tutti importanti. Chi ci può aiutare nella scelta migliore?

La risposta è quella di affidarci ad un’azienda competente e professionale, in grado di fare un attento sopralluogo, capire quali sono le richieste e le necessità del cliente, eseguire una corretta valutazione per poi stilare un preventivo ad hoc e un servizio clienti post vendita.

Automazione & Sicurezza è un’azienda con un’esperienza ventennale nel campo degli impianti di allarme. Sei interessato a un allarme perimetrale? Contattaci per un preventivo o un sopralluogo gratuito.

 

Cartello area videosorvegliata: quando serve e cosa significa

Impianti di videosorveglianza: normative, sanzioni e tutela della privacy | Automazione & Sicurezza

Che cosa significa concretamente “area videosorvegliata”?

Uno spazio o un’area videosorvegliata, è una zona delimitata e circoscritta dove sono presenti una o più telecamere che riprendono e possono archiviare le immagini di quello che avviene.

La videosorveglianza è considerata estremamente invasiva, motivo per il quale vanno rispettate le regole e le norme, sia durante l’installazione e sia per la gestione delle riprese.

 Il garante con il provvedimento in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010, sostituendo quello del 2004, ha fissato dei requisiti più stringenti per evitare che l’attività di videosorveglianza si espanda fino a limitare i diritti del cittadini. La necessità di garantire, in particolare, un livello elevato di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali rispetto al trattamento dei dati personali consente la possibilità di utilizzare sistemi di videosorveglianza, purché ciò non determini un´ingerenza ingiustificata nei diritti e nelle libertà fondamentali degli interessati.

Inoltre il Garante ha stabilito che la presenza di impianti di videosorveglianza è consentita se sono rispettati i principi di Liceità – Necessità – Proporzionalità – Finalità.

 

Perché serve e quando è obbligatorio il cartello area videosorvegliata

Il Decreto Legislativo 81 del 2008, individua specifici obblighi in caso di impianti da collocare in luoghi di lavoro, sia per i committenti, che devono adottare le misure necessarie per salvaguardare i lavoratori, ma anche per i progettisti, tenuti a rispettare i principi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza. Sono previsti obblighi anche per gli installatori, che devono attenersi alle norme in materia di salute e sicurezza.

Il Codice Privacy (D. Lgs. 196/2003) prescrive obblighi specifici per il committente, il titolare del trattamento delle immagini acquisite, ed anche per l’installatore, che dovrà attestare la conformità dell’intervento alle disposizioni di cui al disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza. 

Il DM 37/2008, con le disposizioni in materia di installazione degli impianti all’interno degli edifici individua delle specifiche prescrizioni: 

  • Chi progetta l’impianto deve realizzarli secondo la regola dell’arte (conformità alla normativa e alle regole dell’UNI, CEI, ecc…);
  • gli installatori devono rilasciare apposita certificazione di conformità;
  • il committente è tenuto ad affidare i lavori ad imprese abilitate e ad adottare le misure necessarie per mantenere le caratteristiche di sicurezza previste.  

Area videosorvegliata privata: la normativa

Quando si installano le videocamere in luoghi all’aperto o al chiuso, piazze, strade, negozi, uffici o aziende vanno rispettate le regole che disciplinano il GDPR e il provvedimento del Garante della privacy.

Innanzitutto la telecamera deve inquadrare solo le parti della proprietà in modo delimitato. Facciamo un esempio per un negozio il Garante dice che “l’inquadratura può spingersi fino all’area del marciapiede prossima al bordo del negozio e non oltre, in modo che non sia identificabili i passanti”

Di fondamentale importanza è il cartello informativo che ci avvisa se stiamo transitando o ci siamo fermati in un’ area videosorvegliata. La targa è una sorta di informativa ridotta sulla privacy e va collocato prima che si transiti nell’area video sorvegliata.

Tra le principali novità delle linee guide 3/2019 c’è l’utilizzo del richiamo al collegamento tramite link web, per quanto riguarda l’informativa completa e dettagliata e dall’adozione del QR Code che, attraverso gli smartphone, consente di accedere in maniera rapida e completa a tutte le informazioni sul sistema di videosorveglianza.

Il GDPR 679/2016 stabilisce che nel cartello informativo sia indicato :

    • da chi viene effettuata la registrazione, con il nome del negozio, azienda o del privato cittadino
    • quanto tempo verrà conservata la registrazione (dalle 24 massimo 48 ore a seconda dei casi)
    •  il motivo per il quale si effettua la registrazione e le immagini non possono essere conservate per più di 24 ore.
  • i diritti di chi viene ripreso inconsapevolmente
  • deve essere chiaramente visibile anche di notte

Scopri tutto sulla normativa videosorveglianza privata in questo articolo!

 

Multe e sanzione per la violazione della privacy

In caso di mancata o errata presenza dei cartelli di area videosorvegliata con le indicazioni sopra riportate, o di collocazione non conforme, si può incorrere a pesanti sanzioni amministrative che possono andare dai 6 mila a 36.000 euro.

La norma non dice quanti cartelli vanno esposti, ma specifica che devono essere visibili e individuali. Spesso ci viene chiesto se posizionare un cartello di videosorveglianza finto, cioè senza le telecamere, sia lecito oppure no.

È utile e possibile mettere il cartello area videosorvegliata senza telecamere?

Seguendo la normativa del trattamento dei dati personali che si basa sui principi di liceità, correttezza e trasparenza, il cartello finto non è ammesso dalla legge, come deterrente.

 

Telecamere di videosorveglianza in ambito privato

In questi casi per installare le videocamere private non bisogna chiedere autorizzazioni alla Questura o alla Polizia ecc. requisito fondamentale è che la telecamera non inquadri la strada o l’area pubblica ma solo lo spazio strettamente necessario a tutelare la proprietà privata, ad esempio il cancello d’ingresso. Deve essere sempre apposto il cartello di “area videosorvegliata” e vanno seguite le direttive con i requisiti del Garante della Privacy.

 

Richiedi una consulenza per la realizzazione di un’area videosorvegliata

Se stai cercando installatori di impianti di videosorveglianza qualificati, Automazione & Sicurezza è la realtà che fa per te. Contattaci per le richieste di sopralluoghi da parte dei nostri tecnici abilitati e certificati.

Videosorveglianza in azienda: cosa dice la normativa? 1733/2020

Videosorveglianza in azienda

È possibile installare un sistema di videosorveglianza in azienda nel totale e completo rispetto della privacy dei propri dipendenti e senza correre il rischio di violare norme e incorrere in sanzioni?

Questo è un tema molto spinoso da affrontare, perché in Italia la videosorveglianza in ambienti lavorativi è regolamentata da una molteplicità di normative e fonti.

Normativa sulla videosorveglianza in azienda: la legge italiana

Vediamo nello specifico quali normative regolamentano la videosorveglianza aziendale:

  • L’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori legge 300/1970 vieta esplicitamente l’utilizzo di impianti audiovisivi adibiti al controllo dei dipendenti. Divieto confermato anche dalla norma successiva sulla privacy D.Lgs 196/2003. Ma stabilisce anche  che gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale.
  • Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB)  ha adottato le “Linee guida 3/2019 sul trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video” allo scopo di fornire indicazioni sull’applicazione del Regolamento in relazione al trattamento di dati personali attraverso dispositivi video, inclusa la videosorveglianza.
  • Provvedimento 8 aprile 2010 del Garante per la protezione dei dati personali, al comma 4.1 recita ” Nei rapporti di lavoro nelle attività di sorveglianza occorre rispettare il divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa, pertanto è vietata l’installazione di apparecchiature specificatamente preordinate alla predetta finalità: non devono quindi essere effettuate riprese al fine di verificare l’osservanza dei doveri di diligenza stabiliti per il rispetto dell’orario di lavoro e la correttezza nell’esecuzione della prestazione lavorativa (ad es. orientando la telecamera sul badge). Vanno poi osservate le garanzie previste in materia di lavoro quando la videosorveglianza è resa necessaria da esigenze organizzative o produttive, ovvero è richiesta per la sicurezza del lavoro.
  •  Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) con la circolare n. 5 del 19 febbraio 2018, con le  “indicazioni operative sull’installazione e utilizzazione di impianti audiovisivi e di altri strumenti di controllo ai sensi dell’art. 4 della legge n. 300/1970.  L’oggetto dell’attività valutativa, infatti, va concentrata sulla effettiva sussistenza delle ragioni legittimanti l’adozione del provvedimento, tenendo presente in particolare la specifica finalità per la quale viene richiesta la singola autorizzazione e cioè le ragioni organizzative e produttive, quelle di sicurezza sul lavoro e quelle di tutela del patrimonio aziendale.”

Perché si utilizza la videosorveglianza in azienda?

La videosorveglianza in azienda può avvenire solamente in presenza di tre presupposti:Videosorveglianza in azienda, cosa dice la normativa | Automazione & Sicurezza

  • sicurezza del lavoro/dipendenti,
  • tutela del patrimonio aziendale
  • esigenze produttive e organizzative.

In base al principio di responsabilizzazione (art. 5, par. 2, del Regolamento), spetta al titolare del trattamento (un’azienda, una pubblica amministrazione, un professionista, un condominio…) valutare la liceità e la proporzionalità del trattamento, tenuto conto del contesto e delle finalità del trattamento, nonché del rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche. Il titolare del trattamento deve, altresì, valutare se sussistano i presupposti per effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati prima di iniziare il trattamento.

Nel caso in cui le videocamere riprendano i dipendenti mentre  stanno lavorando, (escluso l’entrata o l’uscita dal luogo di lavoro), l’azienda deve prima procedere ad un accordo con le rappresentanze sindacali, o in assenza di queste, chiedere l’ autorizzazione all’ Ispettorato del Lavoro. Il solo consenso dei dipendenti non è sufficiente per poter installare le videocamere, come ribadito  dalla Cassazione con la sentenza n.1733/2020 :”La Suprema Corte ha affermato che anche laddove il datore abbia raccolto il consenso scritto dei lavoratori, questo non costituisce esimente della responsabilità prevista dalla normativa sul diritto del lavoro: in mancanza di accordo o del provvedimento alternativo di autorizzazione, l’installazione dell’apparecchiatura è illegittima e penalmente sanzionata.”

Vuoi scoprire quali prodotti scegliere per il progetto di videosorveglianza in azienda?

Per poter progettare un sistema di videosorveglianza in azienda davvero efficace e che soddisfi le esigenze di sicurezza dei proprietari  rispettando tutte le normative è importante affidarsi ad un’azienda seria e competente come Automazione & Sicurezza

Seguiamo un iter di lavorazione che va dalla consulenza e analisi di fatto, alla stesura del progetto del vostro impianto nel rispetto delle vigenti normative. Successivamente verrà fornito il preventivo di spesa, personalizzato e dettagliato con il costo di ogni singola voce, contenente tutti i materiali che verranno utilizzati.

Per le richieste di sopralluoghi da parte dei nostri tecnici abilitati e certificati, vi invitiamo a contattarci al numero 02/95300645 oppure scrivere automazioneesicurezza@gmail.com

Telecamere termografiche per rilevazione temperatura corporea

telecamere termografiche

La definizione corretta delle telecamere per la rilevazione della temperatura corporea, o telecamere termografiche, è Termocamera.

È una telecamera sensibile alla radiazione infrarossa (IR) emessa da tutti i corpi con temperatura superiore allo zero assoluto, convertita attraverso  le lenti ottiche termiche in un segnale elettronico che viene restituito dal rilevatore come immagine termica.

Più un oggetto è caldo maggiore è la radiazione termica irradiata.

Il calore rilevato dalle telecamere termografiche può essere quantificato in modo molto preciso, rendendo subito possibile individuare le persone con una temperatura superiore a 37.5°C, che indica l’emergere della febbre e quindi potenzialmente portatori del virus Covid 19.

Questo tipo di termocamere sono sempre più spesso utilizzate per controllare l’accesso ai luoghi di lavoro, stazioni, centri commerciali, ospedali ecc. perché possono rilevare in pochi secondi molti soggetti simultaneamente.

Le indicazioni contenute nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 24 aprile 2020 da Governo e parti sociali, individuano il controllo della temperatura  può essere svolto all’ingresso dei luoghi di lavoro come misura accessoria per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro (fonte Inail).

 

Differenza tra telecamere termografiche e termometro IR

Tutti e due i dispositivi possono rilevare lo stato febbrile senza nessun contatto diretto con la persona, la differenza principale è che con il termometro IR è possibile misurare la temperatura con l’ausilio di un operatore da una distanza ravvicinata di una ristretta aerea corporea (polso, fronte).

Con la termocamera invece si possono rilevare le temperature di un’area più estesa come il viso da distanze maggiori, permettendo di non creare assembramento o code. Ottenendo in questo modo alta efficienza e sicurezza.

Tipologie di termocamere per febbre:

  • termoscanner portatili, dotati di display e utilizzati da un operatore.
  • termoscanner a totem, dove ci si accosta con il viso per permettere la misurazione.
  • termoscanner gate di scansione per mobilità pedonale, dotati di un varco di accesso da attraversare per il rilevamento della temperatura e spesso anche per verificare la presenza della protezione individuale sul viso posizionata correttamente. Novità di pochi giorni fa di Dahua technology è il termoscanner con verifica automatica del Green Pass.
  • termoscanner a telecamera, indicati per aree ad alto passaggio pedonale, permettendo l’inquadramento contemporaneo di molti soggetti.

A fini della classificazione in dispositivi medici, tutti i sistemi di imaging termico devono rispettare i requisiti del Dispositivi Medici (UE) 2017/745, marcatura CE che ne consente la libera circolazione in Europa e la messa in servizio conformemente alla loro destinazione d’uso e la  classificazione in categoria IIA.

Termoscanner misurazione temperatura corporea: prezzo

I prezzi variano in base al tipo di telecamere termografiche che si intende acquistare, ad esempio si parte da circa € 700 per quelli portatili mentre per il termoscanner a totem il costo parte da circa € 1.200.

Automazione & Sicurezza propone una gamma di prodotti tecnologici per la salvaguardia della salute e per la sicurezza delle persone in tempi di emergenza sanitaria e non solo.

Per le richieste di sopralluoghi e consulenze da parte dei nostri tecnici contattaci  al numero 02/95300645 oppure richiedi un preventivo.

Miglior allarme senza fili: 4 cose da sapere

Miglior allarme senza fili: tutto quello che c'è da sapere | Automazione & Sicurezza

Che cos’è un allarme senza fili o wireless? Come funzionano?

Queste sono alcune delle domande più frequenti che ci rivolgono i nostri clienti.

Quando si parla di un allarme senza fili, si intende un sistema non cablato, quindi senza cavi e fili tra i componenti dell’antifurto quali la centralina, la sirena e i sensori.

La centralina o centrale d’allarme è il componente fondamentale dell’impianto perché  gestisce i segnali che provengono dai sensori di movimento e/o di apertura di porte, finestre, facendo  scattare la sirena in caso di anomalie o tentativi di manomissione.

La differenza principale tra un allarme tradizionale e un antifurto senza fili consiste soprattutto nella facilità d’installazione, senza lavori di infilaggio di cavi e opere murarie.

Ma quindi se non è collegato all’impianto elettrico come funziona? Essendo senza fili l’antifurto funziona a batteria, ci sono alcuni prodotti che offrono un’autonomia assicurata per ben due anni.

Un altro vantaggio è quello di  poter collegare, attivare e controllare il sistema di antifurto anche a distanza direttamente con un’applicazione per lo smartphone. Inoltre, se si decide di installare le telecamere è possibile vedere ciò che succede all’interno dell’abitazione mentre non si è in casa.

Vediamo in che cosa si differenziano le due tipologie:

  • Quando la centralina è collegata direttamente al nostro wifi di casa, si parla di un allarme wireless. In questo caso la centralina invierà le varie notifiche allo smartphone.
  • Quando invece la centralina è collegata alla rete telefonica si tratta di un allarme wireless GSM verranno inviate le notifiche o degli sms direttamente  attraverso  la centralina d’allarme.

Allarme perimetrale esterno senza fili

Per garantire un ulteriore grado di sicurezza si può installare un allarme senza fili di tipo perimetrale per l’area esterna delle nostre case come il giardino, il terrazzo o il balcone, utilizzando la stessa tecnologia di cui abbiamo parlato per quello di casa cioè senza opere murarie.

È un sistema che si basa su diverse tipologie di sensori di movimento funzionanti sempre a  batteria. Un rilevatore volumetrico perimetrale, emette un raggio d’azione che può arrivare fino a 10/12 metri rispetto a dove è collocato. Facendo scattare l’allarme molto prima che il malintenzionato riesca ad avvicinarsi alla finestra o porta di casa.

L’allarme è composto dalla centralina, dalle telecamere e dai sensori a infrarossi. Questi ultimi possono essere di diversi tipi, con sensori a microonde, con sensori a infrarossi

I Sensori a infrarossi o PIR (Passive Infra Red)  si basano sulla rilevazione dei raggi infrarossi emessi da un corpo caldo. Il termine passivo si riferisce al fatto che i sensori non emettono energia in nessuna forma ma lavorano esclusivamente rilevando l’energia sprigionata dagli oggetti.

Tutti gli oggetti con temperatura superiore allo zero assoluto emettono energia sotto forma di radiazioni luminose. Queste radiazioni sono invisibili all’occhio umano, poiché a frequenza inferiore a quella della luce dello spettro visibile, ma possono essere rilevate tramite i sensori.

I sensori a tecnologia infrarossi segnalano quindi l’intrusione attraverso la rilevazione del calore emesso dal corpo in movimento e sono da preferire quando si hanno animali domestici perché se correttamente tarati consentono di evitare i falsi allarmi.

I Sensori a microonde  funzionano tramite un trasmettitore ed un ricevitore per creare una barriera invisibile sensibile al passaggio di una persona, con la differenza che il segnale che viene emesso è una radiazione elettromagnetica ad alta frequenza legate al movimento di una persona. Sono dotati di sistemi antisabotaggio che si attivano quando qualcuno cerca di manomettere i sensori. Questo sistema può proteggere tratte lunghe fino a 300/500 mt ed anche in condizioni climatiche di nebbia o forte foschia

Allarme senza fili per garage

 Anche per il garage c’è la possibilità di installare un allarme senza fili. I componenti anche in questo caso sono la centralina, i sensori di movimento, i sensori perimetrali   esterni o i contatti sulla porta del box ed eventualmente le videocamere.

La centralina  utilizza un segnale a doppia frequenza, per permettere la comunicazione intatta anche in seguito a manomissione del filo o di un segnale di disturbo di una delle due frequenze.  Attraverso il nostro smartphone è possibile gestire l’impianto d’allarme ovunque ci troviamo, permettendo un controllo continuo o al bisogno.

La valutazione del miglior impianto di allarme per il box e dei suoi componenti va fatta tendendo conto se il box è separato dalla nostra abitazione oppure fa parte della casa.

Qual è il prezzo di un buon allarme senza fili? 

Il prezzo di un antifurto senza fili può variare a seconda dei metri quadri da coprire, dalla tecnologia, dai dispositivi utilizzati e dall’integrazione con altri sistemi.

Nel complesso i costi per un impianto di allarme possono partire per un’ abitazione di medie dimensioni da circa € 1.500.

La cosa importante è rivolgersi solo a ditte specializzate in grado di eseguire un lavoro  a regola d’arte che possano garantire una qualità dell’installazione e certificando il sistema wireless.

Automazione & Sicurezza è un’azienda con esperienza decennale nell’ambito della sicurezza a 360°.

I nostri sistemi d’allarme sono progettati per poter essere integrati ad un sistema domotico e di videosorveglianza, grazie ai quali tu puoi controllare in ogni momento da remoto lo stato della tua casa o del tuo ufficio e nel caso di segnalazione, interagire subito con il tuo impianto d’allarme. Il tutto è gestibile tramite APP dal tuo smartphone.

Se stai cercando installatori qualificati per un allarme senza fili, Automazione & Sicurezza è la realtà che fa per te.

Scegliere bene è il primo passo da compiere per ottenere un risultato di successo.  Contattaci per un preventivo.

Miglior allarme senza fili: tutto quello che c'è da sapere | Automazione & Sicurezza

 

Come funziona un sistema d’allarme? 5 cose da sapere

Come funziona un sistema d'allarme | Automazione & Sicurezza

I consigli dello Staff Automazione e Sicurezza Srl

Che cos’è e come funziona un sistema d’allarme? Un sistema d’allarme è un dispositivo che ha il compito di rilevare ogni tipo d’intrusione all’interno di un ambiente da parte di individui non autorizzati a farlo.

L’impianto d’allarme purtroppo non può intervenire in alcun modo nei confronti dell’intruso, è quindi di fondamentale importanza avere dei buoni sistemi di segnalazione che possano indurre il malintenzionato alla fuga o che, in caso contrario, possano far giungere nel minor tempo possibile qualcuno in grado di farlo. Spesso nella progettazione di un impianto ci si sofferma parecchio sulla qualità e il numero di sensori, trascurando poi gli attuatori d’allarme, una semplice sirena ormai non è più sufficiente per spaventare un ladro o un malintenzionato, in quanto sempre più spesso sono loro i primi a saperla disattivare in poco tempo, è quindi bene saper progettare non solo i sistemi di rilevazione, ma anche gli attuatori dell’allarme, utilizzando ad esempio più sirene o dei dispositivi d’allarme telefonici.

Come funziona un sistema d’allarme: entriamo nel dettaglio

Il cuore dell’impianto è la centralina d’allarme, tutti gli altri dispositivi fanno capo ad essa, si occupa dell’alimentazione ed è la sede della memoria di programmazione dell’impianto.

I dispositivi che si occupano di rilevare l’intrusione vengono denominati sensori o rilevatori, e possono essere volumetrici (cioè in grado di rilevare la presenza di un essere umano o similare all’interno dell’ambiente) o perimetrali (cioè tengono sotto controllo solo il perimetro dell’ambiente e un’eventuale oltrepassaggio di questo).

La centralina può poi essere interfacciata con dei dispositivi che ne permettano la gestione a distanza. Questa in genere può avvenire tramite una chiave elettronica, un radiocomando o una tastiera.

Esistono anche centrali che permettono la gestione da remoto, che danno in pratica la possibilità di controllare telefonicamente, o tramite modem, lo stato della centrale e dei sensori e in caso d’allarme comunicano anche quale sensore lo ha fatto scattare. Alcune di queste danno persino la possibilità di inserire o disinserire l’impianto tramite telefono o di effettuare un ascolto ambientale.

Come funziona un sistema d'allarme

Come funziona un sistema d’allarme: gli attuatori

Come già detto, un ruolo fondamentale nell’ impianto d’allarme lo ricoprono gli attuatori, questi hanno il compito, nel momento in cui ricevono il segnale dalla centrale, di comunicare, nel più breve tempo possibile e nel modo più diretto e sicuro, l’avvenuto allarme. Al giorno d’oggi come attuatori si utilizzano sirene e combinatori telefonici. Le prime hanno il compito di far capire all’intruso che la sua presenza è stata rilevata e di attirare l’attenzione di chi si trova nelle vicinanze, mentre il combinatore telefonico è un dispositivo che all’allarme, utilizzando la linea telefonica, chiama dei numeri preimpostati e ripete il messaggio registrato all’installazione, dando la possibilità di avvertire anche chi al momento non può sentire le sirene.

Per maggiori informazioni su come funziona un sistema d’allarme e come quale installare per le proprie esigenze, potete contattare Automazione & Sicurezza.

Come funzionano le Telecamere di Videosorveglianza? Normativa e Prevenzione

funzionamento telecamere di videosorveglianza

Per videosorveglianza si intende l’attività di controllo a distanza di un’area specifica e può interessare locali commerciali, spazi pubblici o privati. Punta sostanzialmente ad impedire le intrusioni e  i danni  in un ambiente specifico, come  la propria abitazione, il proprio negozio o l’ufficio, attraverso l’utilizzo di telecamere di videosorveglianza in grado di registrare le immagini.

Un sistema di videosorveglianza  può essere utilizzato in:

  • ambito privato. La videocamera posta in modo ben visibile,  può essere un deterrente atto  ad impedire l’intrusione di ladri in una proprietà, oppure in caso di intrusioni, avvertire i proprietari,  attraverso l’azione combinata con un impianto di allarme.
  • ambito professionale. In questo caso si possono monitorare gli ingressi e le uscite di aziende, oppure proteggere un locale commerciale, un negozio o un magazzino, garantendo sia la sicurezza del personale che della merce. Inoltre in caso di avvenuto  furto o vandalismo le riprese della videosorveglianza sono importanti per poter identificare i sospetti o dimostrare un’effrazione.
  • ambito pubblico. L’obiettivo principale delle  videocamere installate in modo visibile nei luoghi pubblici è di tipo  dissuasivo,  cioè mirate a   ridurre la delinquenza e garantire la sicurezza delle persone presenti.

 

Telecamere di videosorveglianza e privacy dei cittadini: la normativa

Il provvedimento in materia di videosorveglianza dell’ 8 aprile 2010, fissa dei requisiti più stringenti per evitare che la videosorveglianza possa limitare i diritti dei cittadini. Il Garante con questo provvedimento ha bilanciato i diritti dei cittadini per la loro  sicurezza e la prevenzione di atti illeciti.

L’utilizzo della videosorveglianza è considerata particolarmente invasiva,  per questo motivo  l ‘Autorità Garante per la Privacy ha stabilito che, questa attività è consentita se vengono  rispettati i  principi di,  liceità, correttezza, trasparenza, limitazione della finalità e minimizzazione dei dati.

Anche  l’ EDPB, il Comitato dei Garanti Europei, nel luglio 2019 ha pubblicato le  Linee Guida 3/2019 sul trattamento di dati personali attraverso Videosorveglianza.

Per quanto riguarda l’installazione di  un impianto di videosorveglianza nelle aziende, i datori di lavoro hanno l’obbligo, sancito dall’art. 114 del D.Lvo N°196/2003 che richiama l’art. 4 della Legge N°300/1970, di munirsi di apposita autorizzazione all’installazione ed all’utilizzo dell’impianto, rilasciata dalla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) competente per territorio, previa presentazione di apposita istanza.

 

In che cosa consiste un impianto di videosorveglianza?

Un impianto di videosorveglianza è costituito dalle telecamere di videosorveglianza che trasmettono il segnale  video/audio ai videoregistratori  visibili e controllabili dai monitor.

Ci sono molti tipi  di videocamere di sicurezza, è importante scegliere il sistema più adatto  alle proprie esigenze, ai rischi a cui si è esposti, al luogo da sorvegliare.

 

Videocamere videosorveglianza analogiche: caratteristiche e svantaggi

Le videocamere di tipo analogico producono un segnale video analogico che può essere riprodotto da un televisore o da un videoregistratore.  

Queste di tipo analogico, presentano delle mancanze funzionali, come la difficoltà di utilizzo in applicazioni a grande distanza. Il processo di trasmissione analogica del video, infatti, risente maggiormente dell’attenuazione e della distorsione dovute al cavo.

 

Telecamere di videosorveglianza IP: funzionalità e vantaggi

La videocamera IP genera un flusso video digitale e utilizza gli encoder e i protocolli necessari a rendere tale flusso inviabile sulla una rete dati (LAN o WAN). è collegata ad Internet mediante una connessione protetta, questo permette di visualizzare il video a distanza e su schermi tipo smartphone, tablet, PC.

I modelli più recenti di videocamere IP sono dotate di molteplici funzioni che permettono, oltre all’acquisizione delle immagini in tempo reale, anche la memorizzazione di fotogrammi, così come la possibilità di poter gestire gli allarmi collegati, la rilevazione del movimento e la notifica di eventi a terminali remoti (esempio via e-mail). 

Se la telecamera è dotata di un sensore, all’attivazione di questo sensore invia un  messaggio e l’immagine registrata. Alcune sono dotate di slot sd o micro sd card per la memorizzazione di immagini .

 

Le telecamere di videosorveglianza con intelligenza artificiale

Videocamere con intelligenza artificiale, permettono la  misurazione istantanea della temperatura corporea.  Vengono installate in postazioni strategiche per monitorare la temperatura dal volto di grandi flussi di persone, in pochissimo tempo, ad una distanza oltre i 3 metri, permettendo di segnalare le persone a rischio. Tutto questo è molto importante per contrastare e contenere la diffusione del Covid 19, in ambienti come aziende, uffici, negozi, centri commerciali, aeroporti ecc.

Come funzionano le Telecamere di Videosorveglianza? Normativa e Prevenzione | Automazione & Sicurezza

 

Automazione & Sicurezza propone telecamere di videosorveglianza, affidabili e duraturi nel tempo grazie alla nostra assistenza post vendita, offrendo ai propri Clienti un servizio di manutenzione programmata che garantisce un’efficienza prolungata nel tempo degli impianti.

 

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Impianti di videosorveglianza: normative, sanzioni e tutela della privacy

Impianti di videosorveglianza: normative, sanzioni e tutela della privacy | Automazione & Sicurezza

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L’installazione di impianti di videosorveglianza in luoghi, aperti o chiusi, frequentati dal pubblico (ossia strade, piazze, centri commerciali, negozi, , uffici, aziende…) è disciplinata da normative, regolamenti e provvedimenti (sanzioni).

Infatti la raccolta, la registrazione, la conservazione e l’utilizzo di immagini configura un trattamento di dati personali (art.4 comma 1 lett. b del codice) ed è considerato tale qualunque informazione relativa a persona fisica identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante a riferimento a qualsiasi altra informazione.

A partire dal 29 gennaio 2020, l’EDPB ( Comitato Europeo per la Protezione dei Dati) ha adottato le nuove linee guida n. 3/2019 in materia di trattamento di dati personali mediante impianti di videosorveglianza.

Per questo motivo diventa necessario per i titolari del trattamento garantire l’adozione di misure tecniche ed organizzative adeguate in grado di garantire la liceità dei trattamenti nel rispetto del Regolamento Europeo 2016/679  GDPR (General Data Protection Regulation).

 

I principali aspetti sulla normativa vigente

La disciplina attuale italiana per quanto riguarda gli impianti di videosorveglianza fa riferimento al Provvedimento del Garante della Privacy del 2010.

Interessa principalmente due aspetti:

  1. L’area inquadrata dalla telecamera deve controllare un punto preciso delimitato (es. l’ingresso di un negozio),  ossia deve inquadrare solo le porzioni della proprietà.
  2. L’informativa sulla privacy deve essere espressa mediante il cartello “Area videosorvegliata” e va collocato prima che si entri all’interno della zona soggetta a riprese video, deve essere chiaramente visibile anche di notte, va compilato con il  nome del titolare del trattamento delle immagini (ragione sociale dell’azienda o nome del proprietario del negozio ecc.) e esserci il nome del responsabile del trattamento delle immagini.

Le linee guida indicano in quali casi le regole riferite al trattamento dei dati previste dal GDPR non trovano applicazione:

  • telecamere finte che, in quanto tali, non elaborano dati personali;
  • registrazioni effettuate da un’altitudine elevata se i dati elaborati non sono collegati a una persona specifica;
  • videocamere integrate in un’auto per l’assistenza al parcheggio se non raccoglie informazioni relative a una persona fisica;
  • attività privata o domestica, che come chiarito dalla Corte UE: “deve essere interpretata come relativa solo alle attività che si svolgono nell’ambito della vita privata o familiare delle persone.”

 

Normative degli impianti di videosorveglianza nei condomini

Quando si parla di installazione di impianti di videosorveglianza nei condomini, bisogna distinguere se le riprese riguardano le parti comuni del condominio (es. il portone di ingresso, l’androne, il pianerottolo, il garage, il cortile, il giardino), oppure nelle aree private dell’ edificio ( es. gli ingressi delle singole abitazioni e i balconi, ecc).

 

Spazi comuni

Nel il primo caso delle riprese delle parti comuni, l’installazione delle telecamere va sempre approvata con il quorum dall’assemblea condominiale. Inoltre, secondo quanto stabilito dal Garante della Privacy nel suo Provvedimento del 2010, ogni impianto di videosorveglianza deve avere come unico obiettivo la tutela di beni e persone ( riforma del condominio 2012)

Reintra l’obbligo, a carico dell’ Amministratore  di segnalare le telecamere con appositi cartelli,. Le registrazioni possono essere conservate per un periodo non superiore alle 24/48 ore, anche in questo caso il responsabile del trattamento è l’Amministratore.

 

Aree private

Per  gli impianti di videosorveglianza nelle aree private del condominio, decide il privato senza la necessità di avere la delibera dell’assemblea condominiale, con la sola finalità di sorvegliare la propria abitazione.

Il proprietario non ha l’obbligo di segnalare la presenza del sistema di videosorveglianza con apposito cartello, ma deve comunque rispettare le regole indicate dal Garante della Privacy.  Al privato sono vietate le riprese di tutte le aree comuni del condominio.

Impianti di videosorveglianza: normative, sanzioni e tutela della privacy | Automazione & Sicurezza

 

Videosorveglianza nei negozi e locali commerciali

È il provvedimento del Garante della Privacy del 2010 che regolamenta e disciplina l’installazione degli impianti di videosorveglianza nei negozi, in particolare l’area di inquadratura delle telecamere ( solo nelle zone di pertinenza) e l’informativa attraverso il cartello di segnalazione posto in maniera ben visibile all’ingresso del negozio o dell’attività commerciale.

 

Tutela della privacy dei lavoratori

Il proprietario del negozio come datore di lavoro  deve rispettare  lo Statuto dei Lavoratori, (art. 4 della Legge n. 300/1970 riformato dall’art. 23 del Decreto Legislativo del 14 settembre 2015 n. 151), in quanto i dispositivi di videocontrollo installati rispondano solo a esigenze organizzative/produttive, a esigenze legate alla sicurezza sul lavoro oppure alla tutela del patrimonio esistente all’interno del negozio stesso.

Nella valutazione di un impianto di videosorveglianza  per la propria casa, ufficio, azienda o condominio è essenziale definire dettagli importanti, come  le caratteristiche dell’immobile da proteggere per  progettare l’impianto più idoneo .

 

 

Automazione & Sicurezza segue un iter di lavorazione che va dalla consulenza e analisi di fatto, alla stesura del progetto del vostro impianto, e predisponendo la documentazione necessaria per ottenere le detrazioni fiscali, ove previsto. Contattaci per un preventivo sui nostri impianti di videosorveglianza.